La frase di Recalcati che libera i nostri figli dalla paura di sbagliare e li incoraggia: la metafora della tela bianca

C’è un’immagine che Massimo Recalcati usa spesso e che colpisce come uno schiaffo gentile: quella della tela bianca. Una tela immacolata, perfetta, che però resta muta finché nessuno ha il coraggio di sporcarla. È da lì che parte una delle sue riflessioni più potenti sul tema degli errori, dell’inibizione e del coraggio di vivere davvero.

Recalcati non parla di errori come inciampi fastidiosi da evitare, ma come passaggi inevitabili della crescita, personale e collettiva. E soprattutto come occasioni di incontro con il desiderio, con la vita vera, quella che non segue il manuale delle istruzioni. La sua frase è diventata quasi una bussola per chi si sente bloccato, paralizzato dalla paura di sbagliare:

La difficoltà a sporcare la tela bianca porta all’inibizione, e dunque, noi dovremmo dire: per evitare l’incontro con l’onda, per evitare di mettere il piede sul mare, per evitare di attraversare quel ponte di legno stretto che porta sopra l’abisso, non ci esponiamo, preserviamo il noto, vogliamo evitare l’errore. E dunque: inibizione, blocco, arretramento.”

Queste parole non parlano solo di arte, ma di scuola, lavoro, amore, genitorialità. Parlano di noi.

frase di Recalcati che libera i nostri figli dalla paura di sbagliare

Chi è Massimo Recalcati

Massimo Recalcati è psicoanalista, saggista e accademico, tra i maggiori interpreti contemporanei del pensiero freudiano e lacaniano in Italia. Professore universitario, autore di numerosi saggi di successo, è diventato una figura di riferimento anche fuori dall’ambito clinico, grazie alla sua capacità di parlare di psicoanalisi con un linguaggio comprensibile, concreto e profondamente umano. Ha la capacità di tradurre concetti complessi in immagini vive, che restano nella testa e nello stomaco di chi legge o ascolta.

Sporcare la tela: perché l’errore fa così paura

Quando Recalcati parla di “sporcare la tela bianca”, sta parlando della paura di iniziare, di prendere posizione, di rischiare. La tela bianca rappresenta l’ideale di perfezione: finché resta intatta, non sbagliamo. Ma non viviamo nemmeno.

Secondo Recalcati, l’inibizione nasce proprio qui:

  • nel tentativo di preservare il noto;
  • nel rifugio delle certezze già acquisite;
  • nella rinuncia preventiva all’esperienza.

Il problema è che evitare l’errore non ci rende più forti, ma più fragili. Il blocco, l’arretramento, la paralisi non sono segni di prudenza, ma di paura. Ed è qui che entra in gioco il coraggio.

Il coraggio non è assenza di paura

Una delle idee più rivoluzionarie di Recalcati è che il coraggio non coincide con l’eroismo, ma con la disponibilità a esporsi. Esporsi significa accettare il rischio di sbagliare, di fallire, di non essere all’altezza.

Attraversare “quel ponte di legno stretto sopra l’abisso” non garantisce il successo. Garantisce però una cosa fondamentale: l’esperienza.

Recalcati ci ricorda che:

  • chi non sbaglia, spesso non ha mai provato davvero;
  • chi resta fermo per paura dell’errore, rinuncia al proprio desiderio;
  • chi cerca solo il controllo, perde il contatto con la vita.

Cosa c’entra tutto questo con i nostri figli

Qui il discorso diventa delicato. Perché spesso siamo proprio noi adulti a insegnare ai bambini la paura di sbagliare. Voti, giudizi, aspettative, confronti continui: il messaggio implicito è chiaro. Sbagliare è pericoloso. Meglio non rischiare. Meglio restare sul sicuro.

La frase di Recalcati ci offre invece una lezione educativa potentissima: se impediamo ai bambini di “sporcare la tela”, li condanniamo all’inibizione. Non li proteggiamo, li blocchiamo.

Aiutare un figlio a liberarsi dalla paura di sbagliare significa:

  • normalizzare l’errore come parte del percorso;
  • valorizzare il tentativo, non solo il risultato;
  • mostrare, con l’esempio, che anche gli adulti sbagliano e imparano.

Le intuizioni di Recalcati trovano conferma anche in diversi studi psicologici sull’apprendimento e sulla crescita emotiva. Le ricerche sulla growth mindset mostrano che chi considera l’errore come occasione di apprendimento sviluppa maggiore resilienza, motivazione e creatività. Al contrario, la paura di sbagliare è correlata ad ansia da prestazione, evitamento delle sfide, bassa autostima.

In altre parole: evitare l’errore non ci rende più competenti, ma più insicuri.

Esempi concreti di “tela sporcata”

Pensiamo a chi cambia lavoro dopo anni di insoddisfazione. A chi torna a studiare da adulto. A chi decide di parlare, anche tremando, invece di restare in silenzio. In tutti questi casi, la tela non resta bianca. E meno male.

Recalcati ci invita a scegliere l’imperfezione viva alla perfezione sterile. A mettere il piede nel mare, anche se l’acqua è fredda.

Sporcare la tela è un atto di fiducia

La lezione di Massimo Recalcati è semplice e scomoda: la vita comincia dove finisce il controllo assoluto. Sporcare la tela non è un errore, è un atto di fiducia. E forse, se imparassimo a dirlo più spesso anche ai nostri figli, cresceremmo tutti un po’ meno inibiti e un po’ più vivi.

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