A. Scappini: tutti contano su di te ma nessuno sa quanto tu abbia bisogno di qualcuno; impara a chiedere aiuto

Ti sei mai accorta che tutti si rivolgono a te quando hanno bisogno – amici, familiari, colleghi – e che quasi nessuno si chiede se anche tu abbia bisogno di qualcuno? Che sembra quasi ovvio che tu ci sia per gli altri, ma non ovvio il contrario? Agnese Scappini ha trovato le parole esatte per un’esperienza che moltissime persone conoscono dall’interno e quasi nessuna riesce a nominare con chiarezza, perché nominarla sembra già una debolezza.

chiedere aiuto

Il peso invisibile della forza

“Quando sei una persona forte tutti pensano che tu non abbia mai bisogno di niente o di nessuno, che tu possa sempre sopportare tutto.”

“Sempre” è la parola che fa più male in questa frase, e che Agnese Scappini ha scelto con precisione. Non a volte, non quasi sempre, non di solito: sempre. Come se la forza fosse un attributo fisso, totale e permanente, senza giorni no, senza momenti di crollo o di stanchezza, senza il semplice e umano bisogno di appoggiarsi a qualcuno quando se ne ha abbastanza. Come se essere forti significasse non avere più quel bisogno.

Nessuno pensa che tu abbia bisogno di parlare

“Quando sei una persona forte tutti pensano che tu sei lì per ascoltare, ma nessuno pensa a quanto tu abbia bisogno di parlare.”

L’asimmetria che Agnese Scappini descrive è perfetta nella sua meccanica e dolorosa nella sua conseguenza. La persona forte ascolta, ed è brava ad ascoltare, ed è presente anche quando è stanca, ed è disponibile anche quando avrebbe bisogno di essere dall’altra parte. Ma quella disponibilità costante e affidabile costruisce un’aspettativa che nel tempo può diventare completamente invisibile: chi ascolta sempre raramente riceve ascolto, perché sembra non averne bisogno. E nessuno si chiede se sia davvero così.

Questa frase ha smosso qualcosa in me quando l’ho letta. Ho scritto un intero saggio sulla solitudine delle neomamme proprio su questa asimmetria: le madri che sembrano forti, che gestiscono, che sono presenti per tutti, e che nel frattempo si sentono profondamente sole perché nessuno gli chiede come stanno davvero. Non per malevolenza. Perché sembrano non averne bisogno.

La paura che nessuno vede

“Quando sei una persona forte nessuno pensa a quanta paura ti faccia quella sfida, a quanta paura tu abbia di non farcela, tanto ce la farai, perché sei forte, no?”

Quella frase finale – “tanto ce la farai, perché sei forte, no?” – è la sintesi perfetta di tutto il problema. La forza proiettata dagli altri diventa una profezia che si autoavvera e allo stesso tempo una prigione senza uscita visibile. Non puoi avere paura, perché sei forte. Non puoi cedere, perché sei forte. Non puoi chiedere aiuto, perché sei forte.

Nessuno su cui contare

“Quando sei una persona forte non hai nessuno su cui contare davvero, perché tutti contano su di te.”

Questa è la frase più silenziosa e più pesante delle quattro. Non è un’accusa verso gli altri; è una descrizione di un meccanismo che si instaura gradualmente, spesso senza che nessuno se ne accorga. Compreso chi lo porta addosso.

Impara a chiedere aiuto

Agnese Scappini non offre soluzioni semplici, la complessità di questa dinamica non ne ha di facili, e proposte troppo immediate suonerebbero false. Ma indica una direzione concreta: rendere visibile il proprio bisogno, anche quando farlo sembra una debolezza o un tradimento dell’immagine che si è costruita.

Chiedere aiuto anche quando pensi di non meritarlo, anche quando gli altri sembrano averne più bisogno di te, anche quando non sai bene come farlo perché non ci sei abituata. Perché avere bisogno non è il contrario della forza. È parte integrante di essa.

Agnese Scappini è psicoterapeuta e autrice di libri molto letti sull’emotività femminile, sulle dinamiche relazionali e sul peso invisibile di essere “la forte del gruppo”, una delle voci più seguite e più riconosciute sui social italiani sul tema della forza reale e della vulnerabilità necessaria.

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