Picasso: “La giovinezza non ha età”, la frase più breve e più vera che esista sul tempo

Cinque parole. Solo cinque parole, e forse le più precise che esistano su questo tema. Pablo Picasso ha sintetizzato in quattro parole qualcosa su cui altri hanno scritto interi volumi di filosofia e di psicologia senza arrivare allo stesso punto di precisione e di immediatezza. Che tu sia giovane o meno, questa frase ti servirà per imparare come esserlo sempre.

giovinezza non ha età

La giovinezza non ha età

“La giovinezza non ha età.”

Non una metafora elaborata, non un pensiero complesso da decostruire. Un’osservazione diretta, quasi banale nella sua semplicità, e per questo capace di colpire in un modo che le frasi elaborate non riescono.

Cosa significa “giovinezza”

Picasso non stava parlando di anni anagrafici, lo sapeva meglio di chiunque altro, avendo prodotto opere straordinarie per quasi novant’anni di vita. Non stava dicendo che i vecchi sono come i giovani in senso biologico, né che l’età non conti nulla.

Stava parlando di qualcosa di molto più preciso: un orientamento verso il mondo: quella disposizione fatta di curiosità autentica per quello che non si conosce ancora, di apertura all’inaspettato, di capacità di meravigliarsi di fronte a cose che potrebbero sembrare ordinarie, di disponibilità a sbagliare e ricominciare senza che il fallimento sia una tragedia definitiva.

Quella disposizione non dipende dall’età anagrafica in nessun modo diretto o automatico. Si può avere a vent’anni e perderla a trenta senza quasi accorgersene, consumata dalle aspettative e dalle responsabilità. Si può non averla mai avuta in modo pieno, oppure trovarla o ritrovarla a sessanta in un modo che prima non era ancora possibile. È completamente indipendente dal calendario, il che è la notizia migliore che contenga questa frase.

Mi è capitato di incontrare persone anzianissime – ottanta, novant’anni – che avevano quella qualità di presenza che Picasso chiama giovinezza. E mi è capitato di incontrare persone di trent’anni già chiuse, già rassegnate, già convinte che le cose importanti siano finite. I miei studi di storia dell’arte mi hanno insegnato a guardare questo anche nelle opere: ci sono pittori che hanno dipinto con la stessa meraviglia a ottant’anni e a venti. Picasso era uno di loro.

Perché questa frase è vera?

Perché chiunque conosce qualcuno che la conferma direttamente. Un nonno che impara qualcosa di nuovo con la stessa intensità di un bambino. Una persona anziana che si entusiasma davanti a qualcosa di inaspettato. Una nonna che ride in un modo che non ha perso assolutamente niente della bambina che era decenni fa. Quella giovinezza – così riconoscibile e così commovente quando la si vede in qualcuno – non ha mai avuto un’età precisa, e non ne ha bisogno.

L’alternativa

L’alternativa alla giovinezza senza età, nel senso di Picasso, non è la vecchiaia biologica, ma è la chiusura psicologica e relazionale. Il punto in cui si smette di aspettarsi sorprese dal mondo, in cui si è già deciso come stanno le cose e non si è più disposti a riconsiderarlo, in cui il mondo non ha più niente di nuovo da dire perché si è già certi di sapere tutto quello che conta.

Quella chiusura può arrivare a qualsiasi età, molto prima di quello che si pensa, e quando arriva, non è l’anagrafe a produrla. È una scelta, spesso inconscia, di smettere di essere aperti.

Come si tiene viva

Non con trucchi di positività o con ottimismo forzato che nega la realtà. Con la curiosità, quella vera e operativa, quella che si fa domande anche su cose che si pensava di sapere già da anni. Con la disponibilità reale a cambiare idea quando arrivano informazioni nuove, invece di difendere le posizioni acquisite. Con la capacità di meravigliarsi anche di fronte a cose che si conoscono da sempre, trovando in esse ancora qualcosa che non si era visto. Quella è la giovinezza che Picasso descriveva. E non ha età perché non ne ha mai avuta una.

Pablo Picasso è stato pittore, scultore, ceramista, scrittore, grafico spagnolo, co-fondatore del Cubismo, autore di Guernica e di un’opera sterminata e trasversale che ha rivoluzionato l’arte del Novecento in quasi tutti i suoi linguaggi, uno degli artisti più prolifici, più versatili e più influenti dell’intera storia dell’arte.

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