Pablo Picasso aveva una relazione con il dono creativo che era personale, ossessiva, totalizzante. Non aveva mai smesso di cercare nuove forme, di reinventare il suo stile, di esplorare materiali e linguaggi diversi. Quando dice questa frase, non sta dando un consiglio motivazionale generico: sta descrivendo la struttura stessa di come ha vissuto tutta la sua vita.

Il senso della vita secondo Picasso
“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo.”
Due frasi brevi, due movimenti distinti e necessari. Il primo è verso l’interno. Trovare: scendere dentro se stessi abbastanza da riconoscere cosa porta che nessun altro porta esattamente allo stesso modo. Il secondo è verso l’esterno. Regalare: mettere quello che si è trovato al servizio di qualcuno che va oltre se stessi. La vita ha senso quando si trova quello che si sa fare in modo irripetibile. Ha scopo quando quello che si sa fare viene offerto, messo a disposizione, portato nel mondo.
Trovare il dono
“Trovare” implica una ricerca, e implica che il dono non sia immediatamente ovvio e dichiarato fin dall’inizio. Spesso non lo è. Molte persone passano anni a fare cose che non sono il loro dono autentico, convinte che sia quello perché viene relativamente facile, perché qualcuno se lo aspetta da loro, perché è quello per cui sono stati formati. Il dono vero non è necessariamente quello che riesce meglio in senso tecnico, è quello che genera qualcosa di unico e irripetibile. Qualcosa che gli altri non riescono a generare esattamente nello stesso modo, con la stessa firma specifica.
Picasso ha trovato il suo dono nell’arte visiva, ma non da subito, e non senza anni di sperimentazione e di fallimenti. Anche chi sembra avere un talento naturale evidente deve trovare la sua forma specifica: il modo in cui quel talento diventa qualcosa di suo e di nessun altro. Quella specificità è il dono vero.
Regalare il dono
Il dono tenuto per sé – trattenuto per paura del giudizio, per attesa del momento perfetto, per la convinzione di non essere ancora pronti – smette di essere un dono. Diventa una possessione che non si usa. Picasso capiva questo in modo viscerale: aveva prodotto migliaia di opere nel corso della vita, cambiato stili più volte senza rimpianto, donato al mondo versioni completamente diverse di se stesso senza mai considerare di fermarsi. La generosità creativa non era per lui una scelta morale consapevole, era semplicemente la natura stessa del dono. Un dono che non circola perde il suo senso, e chi lo trattiene perde qualcosa di se stesso insieme ad esso.
“Regalarlo” non significa darlo via gratuitamente nel senso economico, significa renderlo disponibile. Portarlo nel mondo dove può essere ricevuto da qualcuno che ne ha bisogno. Fare in modo che qualcuno possa incontrarlo e riceverlo.
Il ciclo completo
Trovare e regalare sono due movimenti che si completano a vicenda in un ciclo. Chi trova il proprio dono. ma lo trattiene per paura o per prudenza vive con qualcosa di incompiuto, sa di avere qualcosa di speciale ma non lo lascia essere quello che dovrebbe essere. Chi regala senza aver trovato il proprio dono autentico – chi offre qualcosa di derivativo, qualcosa che non gli appartiene davvero – non regala niente di irrequieto, niente che cambi davvero qualcosa.
Solo quando entrambi i movimenti si compiono davvero – la ricerca interiore onesta e il gesto generoso e deliberato verso l’esterno – la frase di Picasso diventa vera in modo concreto. E la vita ha sia senso che scopo: il senso che viene dal sapere chi sei e cosa sai fare in modo irripetibile, lo scopo che viene dal mettere quella cosa al servizio di qualcosa più grande di te.
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