Crepet: “Sii cacciatore dei tuoi orizzonti e cerca la luna; anche se non ci riesci sarai seduto tra le stelle”

Ci sono frasi che arrivano al momento giusto. Quando stai pensando di rinunciare a qualcosa di importante. Quando ti stai convincendo che non vale la pena provarci davvero. Quando ti sembra molto più sicuro restare dov’è, nella zona che conosci già. Paolo Crepet – psichiatra, sociologo, scrittore e una delle voci più dirette e scomode del dibattito culturale italiano – ne ha una che funziona come una scossa.

Crepet cacciatore dei tuoi orizzonti

Sii il cacciatore dei tuoi orizzonti: vale sempre la pena provarci

“Non fate l’errore di arrivare alla mia età aspettandovi tutto dagli altri. Prendete il vostro coraggio, la vostra bellezza e cercate di essere cacciatori dei vostri orizzonti. Nessuno lo può fare per voi. Perché questa si chiama vita. Cercate proprio la luna. E anche se non ci riuscite, in ogni caso sarete seduti tra le stelle. È un modo molto bello per dire ‘vale la pena provarci a vivere davvero’.”

La struttura della frase ha tre movimenti. Il primo è un avvertimento: non aspettarti che qualcun altro viva la vita al posto tuo. Il secondo è un invito: sii il cacciatore dei tuoi orizzonti, prendi il coraggio che hai e usalo. Il terzo è la promessa paradossale: anche se non raggiungi la luna, sarai tra le stelle.

Cosa significa essere “cacciatori dei propri orizzonti”

La metafora del cacciatore è precisa. Il cacciatore non aspetta che la preda arrivi a casa sua, va verso di essa. Sa che il risultato non è garantito. Sa che ci vorrà fatica. Ma si muove, cerca, tende verso qualcosa. L’orizzonte è per definizione irraggiungibile: più ti avvicini, più si sposta in avanti. Crepet lo sceglie deliberatamente: non ti sta promettendo che arriverai alla meta. Ti sta promettendo qualcosa di più onesto: che il movimento stesso, il fatto di muoverti verso qualcosa, ha un valore enorme.

Chi aspetta che qualcosa accada – che le condizioni siano giuste, che arrivi l’opportunità perfetta, che qualcuno gli apra la strada – non sta vivendo. Sta aspettando. E Crepet dice: non arrivare alla fine della vita avendo aspettato.

La luna e le stelle

L’immagine finale è bellissima nella sua semplicità. Punta alla luna. E se non ci arrivi – se il progetto non riesce, se la relazione non funziona, se il risultato sperato non arriva – sei comunque seduto tra le stelle. Non hai fallito: sei in un posto meraviglioso che non avresti raggiunto senza aver tentato.

Questa non è retorica consolatoria. È una descrizione precisa di come funziona l’ambizione sana: chi punta in alto, anche quando non raggiunge il massimo, arriva comunque molto più lontano di chi non ha puntato affatto. La luna o le stelle, entrambe incomparabilmente meglio del punto di partenza.

“Aspettarsi tutto dagli altri”

L’incipit della frase merita attenzione: “non fate l’errore di arrivare alla mia età aspettandovi tutto dagli altri.” Crepet sta parlando dalla prospettiva di chi ha già vissuto molto e ha visto abbastanza persone arrivare tardi alla consapevolezza che la propria vita era rimasta in attesa dell’approvazione, del permesso, del sostegno di qualcun altro.

Non è un invito all’isolamento o all’indifferenza verso gli altri. È un invito a prendere responsabilità. A non delegare la propria vita. A capire che nessuno – nemmeno chi ti ama di più – può vivere al posto tuo la tua esistenza.

Perché questa frase pesa diversamente a certe età

Crepet dice esplicitamente “non fate l’errore di arrivare alla mia età”, il che significa che sta parlando da una prospettiva temporale. Ha visto persone arrivare tardi alla consapevolezza che avevano delegato la propria vita agli altri. Ha visto l’amaro specifico di chi si sveglia a cinquanta o sessant’anni e capisce che non ha mai davvero cercato la propria luna. Non per mancanza di coraggio assoluto: per abitudine. Per convenienza. Per la comodità di aspettare sempre che le condizioni fossero giuste.

La frase funziona in modo diverso a seconda dell’età di chi la legge. A vent’anni suona come un invito. A quaranta come una scossa. A sessanta come un promemoria che non è ancora troppo tardi. La luna si può cercare in qualsiasi stagione, ma prima si comincia, più stelle si vedono.

Chi è Paolo Crepet

Paolo Crepet nasce a Venezia nel 1951. Psichiatra, sociologo, scrittore e conferenziere, è autore di decine di libri sull’educazione, la psicologia e la qualità della vita. La sua voce è riconoscibile per la franchezza: dice quello che pensa senza edulcorare. Le sue frasi sul coraggio e sull’agire non vengono da un ottimismo di facciata; vengono da decenni di osservazione clinica di persone che avevano smesso di cercare la propria luna.

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