La frase di Goethe sull’amore tratta da Le affinità elettive e tanto citata, nel romanzo viene smentita: ecco la verità

Johann Wolfgang von Goethe scrisse nel 1809 Le affinità elettive, un romanzo che conteneva una frase destinata a una vita indipendente dalla storia che la conteneva. Una frase citata ovunque, su tutti i social e in tutte le conversazioni sull’amore, staccata dal contesto che l’ha generata. Quello che quasi nessuno dice è che il romanzo stesso la smentisce con una precisione e una coerenza che sembrano quasi deliberate, come se Goethe avesse scritto la frase sapendo già cosa le avrebbe fatto fare il resto del romanzo.

Le affinità elettive

La frase che tutti conoscono

“Una vita senz’amore, senza la vicinanza dell’amato, è solo una comédie à tiroir, una brutta commedia a scomparti. Si aprono uno dopo l’altro, li si richiude, si passa velocemente al successivo. Tutto quel che di buono e di significativo possa comparirvi si compone insieme solo miserevolmente.”

La frase è bellissima e ha una logica che si riconosce immediatamente. L’immagine della commedia a scomparti – una vita che si apre in cassetti separati, che non tengono niente insieme, che scorre senza un filo che la tenga – cattura qualcosa di molto reale nell’esperienza comune. L’amore come collante del senso, come quella cosa che fa sì che i momenti tengano insieme invece di scorrere separati e vuoti. È una delle descrizioni più riuscite nella letteratura di cosa manca quando manca l’amore.

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Cosa dice davvero il romanzo

Il romanzo racconta la storia di Eduard e Charlotte, una coppia sposata ormai assestata e relativamente serena, che ospita nella propria tenuta due persone – il Capitano, amico di Eduard, e Ottilie, nipote di Charlotte – e che vede le proprie vite riorganizzarsi completamente sotto l’effetto di attrazioni reciproche che nessuno dei quattro ha cercato e che nessuno riesce a ignorare.

Eduard si innamora perdutamente di Ottilie, con una forza che travolge tutto. Charlotte sviluppa qualcosa di profondo con il Capitano. Le affinità elettive del titolo sono un’analogia chimica che Goethe usa esplicitamente nel romanzo: come certe sostanze chimiche che si attraggono e si compenetrano quando si incontrano, anche le persone si attraggono secondo leggi che non scelgono e non controllano.

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Perché il romanzo smentisce la frase

L’amore che scatta tra Eduard e Ottilie – quello vero, quello che risponde perfettamente alla descrizione poetica della frase – porta nel romanzo non alla pienezza, ma alla catastrofe completa. Eduard e Ottilie si amano in modo totale, e quella vita non è certamente una commedia a scomparti: è intensa, è intera, è capace di tenere tutto insieme. Ma il figlio di Eduard e Charlotte annega in un momento di distrazione, Ottilie muore di senso di colpa, Eduard la segue poco dopo. L’amore non salva: travolge.

Goethe non dice che la frase sia sbagliata o ingenua. La frase è vera: la vita senz’amore è vuota e scomposta. Ma il romanzo aggiunge qualcosa che la frase da sola non dice: che l’amore è una forza molto più grande e molto più pericolosa di quanto la frase lasci intendere.

Non è il collante gentile che dà senso alla vita: è qualcosa di chimico e irresistibile che arriva senza chiedere il permesso, che riorganizza tutto intorno a sé, e che non garantisce nessun esito felice. La vita senz’amore è una commedia a scomparti. La vita con certi amori è una tragedia. Goethe lo sapeva, e lo ha scritto nello stesso libro.

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