Le 3 frasi di Erri De Luca sui bambini che ti cambieranno per sempre: “Chi cresce senza una carezza non sente più niente”

Le parole di Erri De Luca hanno un peso raro: arrivano lente, precise, e poi restano. Forse perché nascono da uno sguardo abituato alla profondità, capace di scavare anche nelle cose più semplici. Quando parla dei bambini, non indulge mai nel sentimentalismo: dice solo l’essenziale, ma lo dice in modo che ti spiazza. E proprio in quella precisione si nasconde una verità potente sul tempo e sull’infanzia, che difficilmente riuscirai a dimenticare.

Frasi di Erri De Luca sui bambini

I desideri dei bambini danno ordini al futuro

I desideri dei bambini danno ordini al futuro. Il futuro è un domestico lento, ma fedele.

Questa frase, tratta da Il giorno prima della felicità, ha una struttura quasi paradossale: i bambini – i più privi di potere nel presente, i più dipendenti dagli adulti, i più soggetti alle circostanze – vengono descritti come coloro che comandano il futuro. Come è possibile?

Erri De Luca intende qualcosa di preciso: i desideri autentici dell’infanzia – quelli che non vengono soppressi, che trovano spazio per esistere, che vengono ascoltati anche quando sembrano impossibili – hanno una forza propulsiva che il tempo poi porta a compimento. Non immediatamente, non con certezza garantita, ma con la fedeltà di un domestico lento che non dimentica gli ordini ricevuti. Il bambino che desidera scrivere, creare, esplorare, aiutare – se quel desiderio viene preso sul serio – porta dentro di sé un’energia orientata che il tempo, prima o poi, trova il modo di esprimere.

L’immagine del “domestico lento ma fedele” è di un’efficacia straordinaria: non promette velocità, non garantisce risultati immediati. Promette fedeltà. Il futuro non dimentica quello che gli è stato ordinato nell’infanzia. Esegue, a modo suo, nei tempi suoi. Ma esegue.

I giochi sono miniature del mondo

I giochi sono miniature del mondo, utili a un bambino per sentirsi gigante. Aiutano a crescere sopportando l’inferiorità.”

Questa frase, tratta da Il torto del soldato, smonta con eleganza l’idea che il gioco sia qualcosa di separato dalla realtà, un’attività minore in attesa che cominci la vita vera. Per Erri De Luca il gioco è il primo laboratorio del mondo: una versione ridotta della realtà in cui il bambino può esercitarsi a essere grande, a gestire situazioni, a fare i conti con la vittoria e la sconfitta, con le regole e le loro eccezioni.

La parte più intensa di questa frase è “sopportando l’inferiorità“: Erri De Luca riconosce che il bambino è strutturalmente in una posizione di inferiorità rispetto al mondo adulto; è più piccolo, più debole, meno capace, meno libero. Il gioco non nega questa inferiorità: aiuta a sopportarla, a stare dentro quella condizione senza esserne schiacciati, trasformandola in un esercizio invece che in un peso. È una forma sottile di resilienza che si apprende nel fare finta, nel costruire castelli di sabbia, nel perdere una partita e ricominciare.

Il bambino che cresce senza una carezza

Un bambino che cresce senza una carezza, indurisce la pelle, non sente niente, neanche le mazzate.”

Questa terza frase è la più dura delle tre e quella che meglio mostra la visione di Erri De Luca sull’infanzia come momento fondativo. Non è una frase consolatoria: è una frase di allarme. L’assenza di cura fisica e affettiva nell’infanzia non produce semplicemente tristezza o dolore: produce un indurimento, una progressiva incapacità di sentire. La pelle, usata qui come metafora dell’intera sensibilità emotiva, si chiude per proteggersi da ciò che brucia, e nell’irrigidirsi smette di ricevere anche quello che nutre.

Erri De Luca sta descrivendo un meccanismo psicologico preciso: chi non è stato toccato con cura impara a non lasciarsi toccare. E quella chiusura, se non viene interrotta, si porta nel tempo: negli adulti che faticano a ricevere affetto, che non sanno come stare dentro l’intimità, che confondono la distanza con la forza.

Frasi di Erri De Luca sui bambini

  1. I desideri dei bambini danno ordini al futuro. Il futuro è un domestico lento, ma fedele.”
  2. I giochi sono miniature del mondo, utili a un bambino per sentirsi gigante. Aiutano a crescere sopportando l’inferiorità.”
  3. Un bambino che cresce senza una carezza, indurisce la pelle, non sente niente, neanche le mazzate.”

BIO di Erri De Luca

Erri De Luca (Napoli, 1950) è scrittore, poeta e traduttore italiano. Operaio e attivista politico in gioventù, ha cominciato a scrivere narrativa a quarant’anni, diventando uno degli autori italiani contemporanei più letti e tradotti nel mondo. Tra le opere principali: Non ora, non qui (1989), Montedidio (2001, Premio Femina Étranger), Il giorno prima della felicità (2009), I pesci non chiudono gli occhi (2011). Ha tradotto direttamente dall’ebraico antico numerosi libri dell’Antico Testamento. Alpinista, impegnato in cause sociali e ambientali, la sua scrittura è caratterizzata da una densità linguistica rara e da una tensione morale costante.

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