Paolo Crepet è un osservatore della società estremamente attento, acuto e spesso persino lungimirante. La sua capacità di leggere le persone, i giovani e il tempo in cui viviamo emerge con chiarezza in ogni intervento.
Lo si vede spesso in televisione, dove riesce a catturare la scena con parole potenti e precise. È altrettanto facile imbattersi nei suoi articoli: scritto o parlato, il suo messaggio arriva sempre dritto al cuore delle persone.
Crepet rivolge un pensiero profondo ai giovani, come se parlasse direttamente a chi sta costruendo il proprio futuro:
“Non si cresce accontentandosi. Ridiamo ai giovani desiderio, curiosità e fame di vita, perché a salvarci, oggi, è solo la passione e il desiderio di sbagliare.”

Chi è Paolo Crepet
Prima di essere un abile psichiatra e psicologo, Paolo Crepet è soprattutto una persona dotata di una sensibilità profonda, capace di osservare con rigore e attenzione l’animo umano.
Sa parlare ai giovani trattandoli con il rispetto che meritano, perché solo così è possibile dir loro la verità. Ed è proprio grazie a questo approccio che riesce a far comprendere, prima ai giovani e forse ancora prima ai genitori, quale sia la strada da seguire per vivere davvero in modo indipendente.
I giovani tra comfort e gabbie dorate
“Vedo una generazione occidentale che vive in una gabbia comoda, arredata con ogni comfort, ma priva di indipendenza.“
I giovani di oggi vivono nella comodità più assoluta, ma è come se fossero rinchiusi in una gabbia dorata. Una gabbia, di solito, richiama sofferenza. Ma se è dorata, il dolore si nasconde dietro la bellezza, e ciò che resta è solo la sensazione di essere “al sicuro”.
Eppure è proprio questa sicurezza che inganna: perché una gabbia resta sempre una gabbia, anche quando è bella e confortevole.
È come se i ragazzi crescessero in stanze perfettamente arredate, circondati da ogni tipo di comodità, privati quasi senza accorgersene della responsabilità di vivere.
La trappola più dolorosa non è quella che si vede, ma quella che si confonde con la felicità: il momento in cui la prigione ti sembra una casa.
Una gabbia piena di comfort è una gabbia che seduce e inganna. La società contemporanea offre tecnologia, servizi, continui stimoli, ma in cambio porta via qualcosa di più profondo:
- la libertà di scegliere davvero;
- la capacità di essere indipendenti;
- la possibilità di vivere senza dipendere da tutto e da tutti.
E così, tra agi e illusioni, si rischia di perdere ciò che rende la vita veramente libera.
La gabbia è la metafora della vita di oggi
La “gabbia comoda” è la metafora perfetta della vita contemporanea: i giovani vivono negli agi più assoluti e credono di essere indipendenti, quando in realtà l’indipendenza è solo una maschera fatta di abitudini.
La nostra generazione sembra intrappolata in una routine che rassicura e paralizza, come se fosse bloccata nella propria comfort zone. È una prigione silenziosa, perché non si sente come tale: è fatta di piccoli piaceri quotidiani che sembrano donare libertà, ma in realtà la tolgono.
Diventare davvero indipendenti significa svegliarsi. Significa fare quel passo fuori dalla gabbia dorata, uscire dal comfort e smettere di confondere la comodità con la libertà. Perché la vera libertà non è non avere problemi: è avere il coraggio di scegliere, di rischiare, di vivere anche quando non è facile.
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