Littizzetto: “Non è vero che se vuoi puoi”, ci sono cose difficili e cose impossibili, e capire la differenza ti salva

Ti hanno insegnato che, se desideri qualcosa con abbastanza forza, prima o poi la otterrai. È una delle frasi motivazionali più ripetute di sempre, capace di infondere speranza, ma anche di lasciare addosso un senso di colpa quando le cose non vanno come previsto. E se, invece, fosse una mezza verità? Con la sua consueta ironia tagliente, Luciana Littizzetto smonta uno degli slogan più popolari del nostro tempo e invita a riflettere su una differenza fondamentale: quella tra ciò che è difficile e ciò che, semplicemente, è impossibile. Una distinzione che può cambiare il modo in cui guardi ai tuoi fallimenti e alle tue scelte, senza colpevolizzarti.

cose difficili e cose impossibili
Milano, Trasmissione TV “Che tempo che fa”
– Luciana Littizzetto

Il mito della volontà che rende tutti supereroi

C’è una frase che da anni rimbalza tra social network, libri e discorsi improvvisati da chi vuole dispensare pillole di saggezza: “Se vuoi, puoi.” Una di quelle sentenze che sembrano rassicuranti, quasi una carezza, ma che a guardarle bene somigliano più a uno schiaffo. Perché se davvero bastasse volerlo, il mondo sarebbe popolato da astronauti, concertisti, campioni olimpici e premi Nobel. Invece è pieno di persone che si alzano ogni mattina, stringono i denti, fanno sacrifici enormi e, nonostante tutto, non arrivano dove speravano.

“Non è vero questa cosa che si dice che se vuoi, puoi. Puoi volere tantissimo, ma magari non ci riesci. L’importante è distinguere tra le cose difficili e le cose impossibili. Le cose difficili piano piano, con costanza e pazienza, le fai. Le cose impossibili non le puoi fare nemmeno con costanza e pazienza, ed è importante capire la differenza, perché a volte non ci riesci e ti ostini.”

Luciana Littizzetto smonta questo slogan con la semplicità di chi ha imparato che la vita non segue le regole dei poster appesi nelle palestre. La sua riflessione è scomoda perché toglie di mezzo un’illusione molto diffusa: la volontà non è una bacchetta magica. È un motore potente, certo, ma un motore senza strada, senza benzina e senza condizioni favorevoli può rombare quanto vuole, ma resterà fermo. E allora basta con questa favola secondo cui chi non ce la fa non ha desiderato abbastanza. È una narrazione che scarica tutto sulle spalle di chi fallisce, come se ogni ostacolo dipendesse soltanto da un difetto di carattere. La realtà è infinitamente più complicata e, proprio per questo, molto più umana.

La differenza che cambia tutto: difficile non significa impossibile

Il cuore del ragionamento di Luciana Littizzetto è una distinzione tanto semplice quanto rivoluzionaria: esistono cose difficili ed esistono cose impossibili. Sembrano sinonimi, invece tra loro c’è un oceano.

Le cose difficili chiedono tempo. Chiedono pazienza, costanza, errori, cadute, notti passate a dubitare di sé e mattine in cui si ricomincia comunque. Sono quelle montagne che sembrano invalicabili ma che, passo dopo passo, finiscono per lasciarti arrivare in cima. Non perché sei speciale, ma perché hai continuato a camminare.

Le cose impossibili, invece, non cambiano natura solo perché ci credi con tutto il cuore. Non diventano realizzabili se ci metti più impegno, più entusiasmo o più sacrificio. Ed è qui che nasce uno degli equivoci più pericolosi della nostra epoca: pensare che arrendersi davanti all’impossibile sia una colpa. Non è vero, anzi è intelligenza, lucidità. È la capacità di riconoscere che l’energia ha un valore e che sprecarla contro un muro non rende più forti, rende soltanto più stanchi.

Pensaci bene: vivi in una società che celebra l’ostinazione come fosse sempre una virtù. “Non mollare mai”, ripetono tutti. Ma nessuno aggiunge il dettaglio fondamentale: non mollare ciò che ha ancora una possibilità di crescere. Continuare a combattere una battaglia già persa non è eroismo, ma accanimento. E l’accanimento, nella vita, ha un prezzo altissimo: consuma il tempo, prosciuga le emozioni e convince le persone di essere sbagliate quando, in realtà, hanno semplicemente scelto il bersaglio impossibile.

Il coraggio più grande è capire quando cambiare strada

C’è una forma di coraggio di cui si parla pochissimo. Non è quella di stringere i pugni e andare avanti a ogni costo. È quella di fermarsi e chiedersi se la direzione sia ancora quella giusta.

Per molte persone cambiare strada equivale a dichiarare una sconfitta. Eppure è vero il contrario. Rinunciare a un obiettivo irraggiungibile non significa rinunciare ai propri sogni. Significa salvare le proprie energie per qualcosa che possa davvero fiorire. La vita non è un esame in cui si viene promossi solo insistendo sulla stessa risposta sbagliata. È un percorso che richiede anche la capacità di correggere la rotta.

Luciana Littizzetto invita a fare pace con questa idea senza trasformarla in un alibi. Perché c’è anche il rischio opposto: chiamare “impossibile” ciò che è soltanto faticoso. Ecco perché la differenza è così importante. Serve onestà con se stessi. Serve guardarsi allo specchio senza raccontarsi favole, né quelle dell’onnipotenza né quelle della rassegnazione. Solo così si può capire se si è davanti a una salita che merita ancora fiato oppure a una porta che, semplicemente, non si aprirà mai.

La vera vittoria non è riuscire sempre, ma scegliere bene le proprie battaglie

Forse il messaggio più prezioso di questa riflessione è proprio questo: la vita non misura il valore di una persona dal numero di traguardi conquistati. Lo misura dalla capacità di riconoscere dove vale la pena investire il proprio tempo, il proprio cuore e le proprie forze.

Aspetta, però. Facciamo chiarezza: Luciana Littizzetto non invita a rinunciare, ma a discernere: a concedersi il diritto di cambiare idea, di fare un passo di lato, di ripartire altrove senza sentirsi meno coraggiosi.

Caro lettore, ti lascio con un’ultima riflessione: la vera forza non è continuare a sbattere contro un muro sperando che si sposti. È avere la lucidità di cercare una porta. E se quella porta non esiste, avere l’intelligenza di costruire un’altra strada. Non sarà la più semplice, non sarà quella immaginata all’inizio, ma sarà finalmente una strada che porta da qualche parte, invece di lasciare fermi davanti a un ostacolo che nessuna ostinazione potrà mai trasformare in un’opportunità.

Leggi anche: Luciana Littizzetto: “Dovremmo riuscire ad accorgerci che dietro un ‘va tutto bene’ in realtà c’è un ‘va tutto male’”