“Ringiovanire significa eliminare certe cose inutili che facevamo da giovani”: una frase di Eduardo De Filippo

C’è un paradosso che quasi nessuno nomina sulla giovinezza: si era più liberi in teoria – meno responsabilità, meno vincoli, più tempo, meno stanchezza accumulata – e si era meno liberi nella pratica, in modo molto concreto. Pieni di paure da nascondere per non sembrare deboli. Di aspettative da incontrare perché si era convinti che la propria accettabilità dipendesse dall’incontrarle. Di ruoli da interpretare per piacere agli altri: il figlio che si aspettano, l’amico che si aspettano, la persona che si aspettano. Di confronti da fare e quasi sempre perdere, almeno nell’esperienza interiore. Eduardo De Filippo ci spiega che quella non era libertà: era una prigione con le pareti trasparenti. Si vedeva il mondo, ma si era dentro. Eliminando quelle cose inutili della giovinezza, si può ringiovanire a qualsiasi età.

frase di Eduardo De Filippo

Ringiovanire come eliminazione

“Ringiovanire significa eliminare certe cose inutili che facevamo da giovani.”

Non aggiungere qualcosa che si ha perso nel tempo: eliminare qualcosa che si porta ancora, qualcosa che si è accumulato senza accorgersene. Non recuperare dall’esterno energie o qualità che sembrano svanite: liberarsi dall’interno di qualcosa che si portava senza sapere che era un peso, convinti anzi che facesse parte della normalità, del carattere, di come si è sempre stati.

La giovinezza autentica, in questo senso ribaltato che Eduardo De Filippo propone, non è una condizione fisica determinata dall’età anagrafica o dalla salute del corpo: è una leggerezza che si recupera nel tempo levando quello che si è accumulato senza volerlo, non aggiungendo nulla.

Le cose inutili che ci tolgono la libertà

“Certe cose inutili che ci danno l’impossibilità di essere liberi.”

Eduardo De Filippo identifica il meccanismo con una precisione che fa riflettere: quelle cose inutili non sono solo perdite di tempo o di energia. Sono imprigionamenti concreti: producono l’impossibilità di essere liberi. Una parola molto forte, “impossibilità”, che non lascia spazio all’ambiguità. Una libertà che da giovani non si aveva, non perché mancasse il tempo o la salute, ma perché si era così pieni di aspettative, paure, ruoli, gerarchie, bisogno di approvazione che non c’era spazio per la libertà.

Penso alle cose che portavo da giovane e che ho progressivamente smesso di portare nel corso degli anni. La necessità compulsiva di essere approvata da tutti per sentirmi legittimata. La paura di non essere abbastanza. Certi ruoli che indossavo perché si aspettavano che li indossassi. Eliminarle non mi ha fatto sentire più vecchia: mi ha fatto sentire più libera. De Filippo lo chiama ringiovanire, e ha ragione.

La libertà giovanile ritrovata

“Eliminando tutto questo si ottiene una libertà giovanile.”

La formula finale di Eduardo De Filippo è paradossale nella forma e molto precisa nel contenuto. Si diventa più giovani – nel senso che conta davvero, quello della leggerezza interiore e della libertà reale – eliminando invece che aggiungendo qualcosa. La giovinezza vera non era quella che si viveva a vent’anni, gravati da insicurezze e dalla necessità costante di dimostrare. È quella che si può raggiungere adesso, finalmente più leggeri di quello che si portava.

Cosa si elimina

Non è uguale per tutti, ed Eduardo De Filippo non dice cosa va eliminato in modo universale: lo sa che è personale. Per alcuni sono le aspettative degli altri interiorizzate così profondamente da essere scambiate per proprie, da sembrare il proprio carattere invece di qualcosa che si è adottato. Per altri la necessità compulsiva di avere sempre ragione, di non mostrare mai debolezza, perché la debolezza sembrava pericolosa. Per altri ancora i confronti costanti, le gare invisibili, le gerarchie sociali che sembravano fondamentali a vent’anni e che adesso sembrano completamente prive di senso, ma che continuano a pesare per inerzia. Quello che si elimina è profondamente personale e richiede la conoscenza onesta di se stessi per essere identificato. Ma il meccanismo è uguale per tutti: levare fa spazio alla libertà.

Eduardo De Filippo è stato drammaturgo, attore, regista e poeta napoletano, autore di Filumena Marturano, Napoli milionaria!, Questi fantasmi! e Sabato domenica e lunedì, una delle figure più complete, più originali e più amate dell’intera cultura italiana del Novecento.

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