Smetti di prenderti troppo sul serio: il meccanismo banale della vita spiegato da Paolo Bonolis e come divertirsi di più

Quanti dei problemi che ti hanno tolto il sonno negli ultimi mesi, ripensandoci oggi, ti sembrano davvero all’altezza dell’ansia che ti hanno causato? E quante volte hai lasciato che un dettaglio insignificante rovinasse un’intera giornata, salvo poi accorgerti, con il senno di poi, che non ne valeva minimamente la pena? Paolo Bonolis ha una capacità particolare: dire verità scomode con un sorriso, non per sminuirle, ma perché è proprio quel tono a renderle più incisive.

prenderti troppo sul serio

Una vita che, in fondo, è un meccanismo piuttosto semplice

“In realtà possiamo essere molto più divertiti in questa vita di quanto ci concediamo. Ci prendiamo tutti tremendamente sul serio. La vita in sé per sé è un meccanismo abbastanza banale di cose che accadono, alle quali dobbiamo dare importanza, non so perché… soprattutto alle cose che non la meritano. E perdiamo un sacco di tempo e ci leviamo un sacco di sorrisi a disposizione.”

Non c’è nessuna filosofia complicata dietro questa osservazione, nessun sistema di pensiero elaborato. C’è solo una constatazione disarmante: ci complichiamo la vita da soli, in modo sistematico, e questo ha un costo preciso, misurabile in sorrisi che non ci concediamo mai.

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Il problema non è la vita, siamo noi

Nota la parola scelta da Bonolis: “concediamo”. Non dice che la vita offre poche occasioni di leggerezza. Dice che siamo noi a non permettercele. Il problema non sta fuori, nelle circostanze, ma dentro, nel modo in cui scegliamo di reagire a quelle circostanze. C’è qualcosa che ci impedisce sistematicamente di ridere, di alleggerire, di guardare le cose con un minimo di ironia, ed è proprio quella serietà eccessiva con cui trattiamo ogni piccolo dettaglio della giornata.

Quell’avverbio che descrive tutti

“Ci prendiamo tutti tremendamente sul serio.” L’avverbio scelto non è casuale: “tremendamente” comunica esattamente l’eccesso di cui Bonolis sta parlando. Come se ogni decisione avesse un peso enorme, come se ogni errore fosse irreparabile, come se ogni imprevisto meritasse un’attenzione sproporzionata rispetto alla sua reale importanza.

Prova a pensare a quante volte, guardando indietro a distanza di mesi o anni, un episodio che ti aveva turbato profondamente si è rivelato, con il senno di poi, del tutto trascurabile. Bonolis lo dice chiaramente: questa tendenza ti sta costando qualcosa di concreto, e quel qualcosa sono i sorrisi che avresti potuto concederti lungo il percorso.

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Il “non so perché” che nasconde la verità più scomoda

“Dobbiamo dare importanza alle cose che accadono, non so perché… soprattutto alle cose che non la meritano.” Quel “non so perché” è forse il passaggio più tagliente dell’intera riflessione. Non è una risposta, è una domanda lasciata volutamente senza soluzione. Perché continuiamo a farlo? Per abitudine radicata? Per paura di sembrare superficiali? Per una specie di rispetto quasi automatico verso la serietà, considerata di per sé un valore da coltivare?

Qualunque sia la ragione profonda, il risultato pratico resta identico: passiamo enormi quantità di tempo a trattare come urgente ciò che non lo è affatto, perdendo progressivamente la capacità di distinguere ciò che conta davvero da ciò che, in realtà, non conta niente.

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I sorrisi che ci togliamo con le nostre stesse mani

La chiusura di questa riflessione è forse la più precisa e la più poetica: “ci leviamo un sacco di sorrisi a disposizione.” Come se ogni giorno partisse con una dotazione già pronta di momenti leggeri, e fossimo noi stessi, uno dopo l’altro, a eliminarli sistematicamente ogni volta che decidiamo di prendere sul serio qualcosa che non lo merita. Non è la vita, con le sue difficoltà oggettive, a togliercele. Non è il destino avverso. Siamo noi, con una serietà che ci siamo imposti da soli, senza che nessuno l’abbia mai richiesta.

Come recuperare qualche sorriso perso

  • Prima di reagire a un imprevisto, chiediti se tra un anno te ne ricorderai ancora. Se la risposta è no, probabilmente non merita l’energia che stai per investirci.
  • Osserva quante volte al giorno ti irrigidisci per dettagli minori. Un ritardo, un imprevisto organizzativo, un commento fuori luogo: nota il momento in cui la reazione supera l’importanza reale dell’evento.
  • Prova a raccontare a qualcuno, con ironia, un problema che ti sta pesando in questo momento. Il solo fatto di trasformarlo in racconto, spesso ne ridimensiona la gravità percepita.
  • Concediti, ogni giorno, almeno un momento senza scopo produttivo. Non tutto deve portare a un risultato: a volte basta ridere per il gusto di farlo.
  • Fai caso alle persone che ridono facilmente e osserva cosa hanno di diverso nel loro modo di reagire agli imprevisti. Spesso non è che abbiano una vita più semplice: hanno semplicemente imparato a dare alle cose il peso che meritano, e non un grammo di più.

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