Paolo Bonolis: “Sei tu il filtro di ciò che ti accade”, ecco come goderti ogni periodo e rendere bella la tua vita

Quante volte hai risposto “sì, tutto ok” a chi ti chiedeva come stavi, mentre dentro di te pensavi soltanto a quanto fosse faticoso quel particolare momento della tua vita? E quante volte, mesi o anni dopo, ripensando a quello stesso periodo, ti sei sorpreso a dire “in realtà stavo benissimo, solo che non me ne rendevo conto”? Questo scarto tra ciò che viviamo e ciò che riconosciamo di aver vissuto è più comune di quanto immaginiamo, e Paolo Bonolis ha trovato un modo semplice, quasi disarmante, per spiegarne il meccanismo.

come goderti ogni periodo

Perché il presente perde sempre, se lo metti a confronto

C’è una dinamica silenziosa che agisce quasi ogni giorno, senza che ce ne accorgiamo: paragoniamo continuamente quello che stiamo vivendo adesso a qualcos’altro. Da un lato c’è il passato, che la memoria tende ad addolcire col tempo, cancellando le fatiche e lasciando solo i momenti migliori, così ci sembra sempre più luminoso di quanto fosse davvero. Dall’altro c’è il futuro che immaginiamo, quello in cui tutto sarà finalmente sistemato, più semplice, più soddisfacente. E il presente, schiacciato tra questi due poli, finisce sempre per apparire come la fase meno interessante, quella da attraversare in fretta per arrivare a qualcosa di meglio.

Il problema è che, mentre siamo impegnati a fare questo confronto continuo, ci sfugge l’unica cosa che esiste veramente: ciò che sta accadendo proprio ora, sotto i nostri occhi.

Ogni fase, se sai guardarla, ha qualcosa da offrire

Da questa osservazione parte il pensiero di Bonolis:

“Ogni periodo è bello se lo sai godere per quello che è. Se ti preoccupi per quello che è stato prima o di quello che potrebbe venire dopo non ti godi mai il presente.”

Detta così sembra quasi un’ovvietà da calendario. Ma prova a chiederti onestamente quante volte, nell’ultima settimana, hai davvero applicato questo principio invece di limitarti ad annuirvi mentalmente. Ogni fase della vita – comprese quelle pesanti, quelle di passaggio, quelle che vorresti semplicemente saltare – contiene qualcosa che merita attenzione piena, non solo sopportazione in attesa che finisca.

Ma questa bellezza nascosta si rivela solo a chi impara a guardare il momento presente per quello che è realmente, senza continuare a soppesarlo rispetto a un ieri idealizzato o a un domani sperato.

Il paradosso di capire troppo tardi cosa avevamo

C’è un secondo passaggio di Bonolis che merita attenzione, perché nasconde qualcosa di quasi vertiginoso:

“Goditi quello che c’è, in quel momento è stato bellissimo, poi arrivano altri periodi e anche quelli possono essere belli.”

Fai caso al tempo verbale usato: “è stato bellissimo”. È una constatazione che si può fare solo a posteriori, guardando indietro a qualcosa già concluso. Eppure, secondo Bonolis, quella stessa valutazione potremmo farla proprio ora, mentre il momento sta ancora scorrendo, se solo smettessimo di rimandare al futuro il riconoscimento di ciò che già abbiamo davanti. Il presente diventa più vivibile esattamente quando smettiamo di aspettare un momento “migliore” per iniziare ad apprezzare quello attuale.

La responsabilità che cambia tutto: essere il proprio filtro

Arriva così il punto più concreto e più utile di tutto il ragionamento:

“Siamo noi il filtro di quello che accade.”

Gli eventi della vita – un cambiamento di lavoro, una malattia, una perdita, un incontro inatteso – accadono indipendentemente da noi. Su questo non abbiamo alcun controllo reale. Ma il modo in cui li attraversiamo – con quanta attenzione, con quale disposizione d’animo, con quanta capacità di notare ciò che comunque funziona anche in mezzo alle difficoltà – dipende in gran parte da noi. Non possiamo cambiare ciò che ci succede, ma possiamo scegliere cosa lasciar passare attraverso quel filtro e cosa invece trattenere.

Un piccolo esperimento da provare subito

Prova a ripensare a una giornata qualunque della settimana scorsa. Con ogni probabilità, ripensandoci ora, ti sembrerà meno pesante di quanto ti fosse apparsa mentre la vivevi. Ecco: quella stessa lente più indulgente si può allenare a usarla nel momento stesso in cui le cose accadono, non solo quando sono già passate.

Questo non significa negare le difficoltà reali o fingere che ogni fase della vita sia priva di pesi. Significa piuttosto smettere di vivere sempre un passo indietro o un passo avanti rispetto a dove ci si trova davvero, oggi.

Qualche consiglio per allenarsi a vivere il presente

  • Fermati due minuti alla fine della giornata e chiediti cosa, oggi, avresti potuto apprezzare di più mentre accadeva. Non per rimpiangerlo, ma per allenarti a notarlo la prossima volta.
  • Quando ti sorprendi a pensare “sarò felice quando…”, prova a completare la frase con qualcosa che potresti già iniziare a fare oggi, anche in piccola scala.
  • Riduci il confronto con il passato idealizzato. Se ti ritrovi a pensare “prima stavo meglio”, chiediti se è davvero vero, o se la memoria ha semplicemente smussato gli angoli scomodi di quel periodo.
  • Scegli un momento qualunque della giornata – una tazza di caffè, un tragitto in auto – e prova a viverlo senza pensare a nient’altro. È un piccolo allenamento alla presenza che si può ripetere ogni giorno.
  • Ricorda a te stesso che anche il periodo che stai vivendo ora, un giorno lo guarderai indietro con occhi diversi. Tanto vale iniziare a guardarlo così anche adesso.

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