Una citazione di Oriana Fallaci sulla vita per accettare che certe delusioni non sono colpa tua ma semplicemente è la vita

Oriana Fallaci non era il tipo di persona che offriva consolazioni facili. Nei suoi libri, nelle sue interviste, nel suo modo di stare nel mondo, c’era sempre una qualità tagliente e diretta che non lasciava spazio alle illusioni ma che, paradossalmente, finiva per essere più confortante di qualsiasi parola dolce. Perché nominare le cose come stanno, anche quelle che fanno male, ha un effetto strano e liberatorio: toglie il peso di doverle capire da soli, di dover trovare da soli le parole per quello che si prova, di sentirsi sbagliati perché si soffre.

Oriana Fallaci scriveva di guerra, di potere, di politica, con una durezza che molti faticavano a digerire. Ma scriveva anche di vita, di quella vita intima, quotidiana, fatta di aspettative deluse e di persone che non si rivelano quello che sembravano.

Lo faceva con una precisione emotiva rara, quasi crudele nella sua esattezza. Come se avesse sviluppato, attraverso anni di guardare il mondo senza filtri, la capacità di descrivere con la stessa lucidità tanto i grandi eventi storici quanto i piccoli dolori privati. E i piccoli dolori privati, a volte, fanno più male delle grandi tragedie, proprio perché sembrano inspiegabili, sembrano colpa nostra.

citazione di Oriana Fallaci sulla vita

È la vita, e non è colpa tua

È la vita. A volte credi che due occhi ti guardino e invece non ti vedono neanche. A volte credi d’aver trovato qualcuno che cercavi e invece non hai trovato nessuno. Succede. E se non succede, è un miracolo. Ma i miracoli non durano mai.”

Questa frase è tra le più oneste che siano mai state scritte su un certo tipo di delusione: quella che nasce non da un tradimento o da un torto subito, ma da un’incomprensione fondamentale.

Credi che due occhi ti guardino, e invece non ti vedono neanche”. Non è malevolenza, non è rifiuto deliberato: è semplicemente che qualcuno stava guardando nella tua direzione senza davvero vederti. E la differenza tra essere guardati e essere visti è enorme, anche se dall’esterno è invisibile.

Questo tipo di delusione è tra le più difficili da elaborare proprio perché non ha un colpevole chiaro. Se qualcuno ti fa un torto, almeno hai qualcosa a cui attribuire il dolore. Ma quando ti rendi conto che l’altra persona non ti ha mai visto davvero – che la connessione che sentivi era reale solo da una parte – la mente tende a girare su se stessa cercando dove hai sbagliato, cosa potevi fare diversamente, cosa in te non ha funzionato. La risposta di Oriana Fallaci è un sollievo preciso: succede. Non perché tu sia sbagliato o insufficiente. Perché è la vita.

Il peso del “e se non succede, è un miracolo

La seconda parte della frase è quella che brucia di più, ma è anche quella che porta più sollievo, a chi riesce a riceverla senza difese. Non solo le delusioni sono normali: anche la connessione autentica, il riconoscimento vero, l’incontro con qualcuno che ti veda davvero per quello che sei, è un miracolo. Non è la norma. Non è quello che ci si può aspettare come minimo garantito dalla vita.

Questo potrebbe sembrare una visione cupa, e in effetti Oriana Fallaci non era una scrittrice ottimista nel senso convenzionale del termine. Ma c’è qualcosa di profondamente rilassante nell’abbandonare l’idea che la connessione vera sia scontata, dovuta, ordinaria.

Quando smetti di aspettartela come norma e la riconosci come miracolo, ogni volta che accade acquista un peso e un valore completamente diversi. E le volte in cui non accade – cioè la maggior parte delle volte – smettono di sembrare tuoi fallimenti personali e diventano quello che sono: la condizione ordinaria dell’esistenza umana.

Il senso di colpa che questa frase scioglie

Il senso di colpa è forse la reazione più comune a questo tipo di delusione. La certezza, spesso implicita e difficile da smontare, che se le cose sono andate così è perché hai fatto qualcosa di sbagliato. Sei stato troppo disponibile o troppo distante, hai detto qualcosa che non andava o non hai detto abbastanza, hai aspettato troppo o non abbastanza. La mente costruisce infiniti scenari alternativi in cui le cose sarebbero andate diversamente, e in tutti questi scenari la variabile che avrebbe potuto cambiare le cose sei tu.

Oriana Fallaci interrompe questo loop con la semplicità di una constatazione: succede. Non c’è un errore da individuare e correggere per la prossima volta. Non c’è una lezione specifica che devi imparare per non rifarlo. Certe persone non ti vedono, e non è perché tu sia invisibile, è perché certe persone non guardano davvero. Il dolore è reale. Ma la colpa, spesso, non c’è.

Aspettarsi i miracoli senza pretenderli

C’è un ultimo paradosso in questa frase che vale la pena nominare: i miracoli non durano mai. Anche quando accade – anche quando trovi qualcuno che ti vede davvero, che è lì davvero – quella connessione è fragile, temporanea, soggetta a tutte le variabili che rendono la vita imprevedibile. Non è una ragione per non volerla, non è una ragione per chiudersi preventivamente. Ma è una ragione per trattarla con la cura che si riserva alle cose preziose proprio perché rare: non darla per scontata, non sprecarne il tempo, non aspettare il momento giusto per dire o fare quello che conta.

Oriana Fallaci ha vissuto intensamente: amori, perdite, malattie, battaglie. E in questa frase c’è forse tutta la distillazione di quella vita: la chiarezza di chi ha smesso di aspettarsi che le cose vadano come dovrebbero, e ha imparato a ricevere quello che arriva, con gratitudine quando è un miracolo, e senza autoaccusa quando non lo è.

Citazioni di Oriana Fallaci sulla vita

  1. È la vita. A volte credi che due occhi ti guardino e invece non ti vedono neanche. A volte credi d’aver trovato qualcuno che cercavi e invece non hai trovato nessuno. Succede. E se non succede, è un miracolo. Ma i miracoli non durano mai.”
  2. Tu che non sai come la vita sia molto più del tempo che passa fra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore, su questo pianeta dove gli uomini fanno miracoli per salvare un moribondo e le creature sane le ammazzano a cento, mille, un milione per volta.”
  3. La vita non è uno spettacolo muto o in bianco e nero. È un arcobaleno inesauribile di colori, un concerto interminabile di rumori, un caos fantasmagorico di voci e di volti, di creature le cui azioni si intrecciano o si sovrappongono per tessere la catena di eventi che determinano il nostro personale destino.”
  4. Vivere è molto difficile, morire è sempre un dispiacere, e il concetto d’un Dio che aiuta ad affrontare le due imprese può dare un sollievo infinito: lo capisco bene.”

BIO di Oriana Fallaci

Oriana Fallaci (Firenze, 1929 – Firenze, 2006) è stata giornalista, scrittrice e saggista italiana, tra le figure più influenti e controverse del giornalismo internazionale del Novecento. Inviata speciale per alcuni dei più importanti quotidiani e settimanali italiani, ha intervistato i maggiori leader politici mondiali della sua epoca – da Kissinger a Khomeini, da Gheddafi a Golda Meir – con uno stile diretto e spesso provocatorio che la rese celebre in tutto il mondo. Tra le opere letterarie più note: Penelope alla guerra (1962), Niente e così sia (1969), Lettera a un bambino mai nato (1975), Un uomo (1979), Insciallah (1990). Tornò all’attenzione internazionale dopo l’11 settembre 2001 con La rabbia e l’orgoglio, libro controverso e molto dibattuto. Morì a Firenze nel settembre 2006, nella stessa città in cui era nata.

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