Perché certi amori durano e altri si spengono? Perché ci sono coppie che dopo vent’anni si guardano ancora con curiosità, come se ci fosse ancora qualcosa da scoprire, e altre che dopo due anni sembrano già esaurite, come se tutto fosse già stato detto e visto? Umberto Galimberti – filosofo, psicoanalista junghiano e uno degli intellettuali italiani più ascoltati sul tema delle relazioni – ha una risposta precisa a questa domanda. Non riguarda la compatibilità caratteriale, non riguarda la comunicazione o la vita sessuale. Riguarda il segreto.

Il fascino del segreto in amore
“L’amore è essere affascinati dal segreto. Quando l’altro non è un punto d’arrivo ma una scoperta continua.”
Due frasi brevi che cambiano completamente il modo di guardare una relazione. L’amore non è conoscere l’altro; è restare affascinati da quello che non si conosce ancora, da quello che non si conoscerà mai del tutto. Il “segreto” non è qualcosa di nascosto o di misterioso in senso negativo: è il nucleo irriducibile dell’altro, quella parte che non si lascia mai possedere completamente.
Il punto d’arrivo che uccide l’amore
Galimberti identifica in questa immagine – il punto d’arrivo – uno dei maggiori pericoli per le relazioni durature. Molte coppie trattano la relazione come un obiettivo da raggiungere: si conquistano, si “prendono”, si “hanno”. E una volta che l’altro è “conosciuto” – le sue abitudini, i suoi pensieri, le sue reazioni – la relazione perde energia. Non perché l’amore sia finito, ma perché è finita la curiosità.
La curiosità verso l’altro è il motore dell’amore maturo, e va coltivata deliberatamente. Non la passione dell’innamoramento – quella è temporanea e biologica per definizione – ma quella qualità profonda dell’attenzione che continua a chiedersi: chi è davvero questa persona che ho scelto? Cosa pensa? Come sta cambiando nel tempo? Cosa non so ancora di lei, cosa non ho ancora capito, cosa mi sorprende ancora?
Il segreto come dono
Galimberti sviluppa questa idea in modo molto profondo: accettare che l’altro non sarà mai completamente conoscibile non è una frustrazione da superare, è un dono straordinario. Significa che la relazione non ha un fondo ultimo. Che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da capire meglio, da avvicinarsi con attenzione. Chi accetta questa zona d’ombra nell’altro – quella parte che non si cattura mai del tutto, che non si spiega mai fino in fondo – ha trovato qualcosa di prezioso: il modo di tenere viva la curiosità anche quando l’entusiasmo iniziale e romantico si è naturalmente stabilizzato.
Non si tratta di tenere l’altro artificialmente a distanza o di evitare la condivisione profonda; si tratta di riconoscere che la persona che si ama è sempre di più rispetto a quello che si è riusciti a vedere finora, sempre più di quanto si pensava di conoscere. E che questa “di più” non è una minaccia: è la ragione per cui vale la pena continuare a stare insieme, a guardare, ad ascoltare.
Dalla scoperta alla cura
Galimberti distingue l’innamoramento – intossicazione emotiva, proiezione, idealizzazione – dall’amore maturo, che è scelta consapevole, curiosità duratura, cura attiva. L’innamoramento finisce. L’amore che continua è quello che trasforma la scoperta in abitudine non della noia, ma dell’approfondimento: si conosce di più, ma si sa anche che c’è sempre di più da conoscere.
Questa distinzione ha conseguenze pratiche. Chi confonde l’innamoramento con l’amore si aspetta di sentirsi sempre come all’inizio, e quando quella scintilla naturalmente si stabilizza, pensa che l’amore sia finito. Chi invece capisce che l’amore maturo è qualcosa di diverso – più quieto, più profondo, più curioso – sa che quello stabilizzarsi non è una perdita. È il terreno su cui può crescere qualcosa di molto più solido.
Chi è Umberto Galimberti
Umberto Galimberti nasce a Monza nel 1942. Filosofo, psicanalista junghiano, professore ordinario di Filosofia della storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è autore di decine di opere fondamentali tra cui Psiche e techne, I miti del nostro tempo e Le cose dell’amore. Le sue riflessioni sull’amore e sulle relazioni – diffuse attraverso conferenze, interviste televisive e libri di larga circolazione – sono tra le più citate e condivise nel panorama culturale italiano contemporaneo.
Leggi anche: Vivi finché qualcuno ti ama: Galimberti spiega con 5 citazioni perché l’amore è la condizione elementare della vita