Il 19 agosto 1936, venne assassinato Federico García Lorca, poeta e drammaturgo spagnolo, una delle voci più luminose e più tragicamente interrotte della letteratura europea del secolo scorso. Tra gli scritti che ci ha lasciato, emerge anche questa bellissima frase che parla di persone “speciali. Le conosci. Sono quelle persone da cui ti viene spontaneo andare, non perché ti diano qualcosa in senso pratico, non perché abbiano le risposte giuste, non perché siano le più competenti o le più utili. Ma perché starci vicino ha qualcosa della luce. Come aprire una finestra in una stanza buia. Come il calore del sole su un materiale freddo. C’è qualcosa nella loro presenza che cambia la qualità dell’aria intorno.

Le anime sulle quali abbiamo voglia di affacciarci
“Ci sono anime sulle quali viene voglia di affacciarsi, come ad una finestra piena di sole.”
La struttura è quella del paragone che illumina più del termine di paragone. Non dice “ci sono persone piacevoli”. Non dice “ci sono amici che fanno bene”. Dice: ci sono anime sulle quali viene voglia di affacciarsi. Come a una finestra. Come alla luce.
L’anima come finestra
L’immagine della finestra è scelta con la precisione poetica che caratterizza tutta la scrittura di Garcia Lorca. Una finestra non è solo un’apertura nello spazio fisico: è un’apertura orientata verso qualcosa di specifico, verso un fuori che ha una qualità determinata. Affacciarsi a una finestra piena di sole significa scegliere attivamente di andare verso quella luce, mettersi di fronte a lei, lasciarsi raggiungere da quello che porta. Non è un atto passivo di ricezione: è un atto di orientamento deliberato verso la luce.
Ci sono persone verso cui si fa naturalmente questo movimento di avvicinamento. Non si decide razionalmente di farlo, ma ci si trova che lo si sta già facendo, che il pensiero va lì, che ci si ritrova vicini senza aver pianificato di esserlo. Il corpo e la mente vanno in quella direzione prima che la consapevolezza lo registri.
La qualità della luce
“Piena di sole”: non una finestra qualsiasi, non una finestra che dà su un cortile grigio. Una finestra che dà su qualcosa di luminoso, che non filtra e non diminuisce la luce, ma la porta dentro in modo pieno e diretto. Ci sono persone che hanno questa qualità specifica: la loro presenza non consola nel senso ordinario e un po’ generico del termine: illumina. Cambia la percezione di quello che si sta attraversando, rende le cose più chiare e meno oppressive. Non rende meno difficile quello che è difficile, ma lo rende più visibile, meno oscuro, meno solo.
La rarità di queste anime
Garcia Lorca non dice che tutte le anime sono finestre di sole, che tutti portano luce, che tutte le presenze illuminano. Dice che ci sono anime così, e il modo in cui lo dice, con quella specificità, implica che non siano la maggioranza.
La rarità è implicita nella frase stessa. E quella rarità dice qualcosa di importante: quando si trova una di queste anime nella propria vita, vale la pena sapere quello che si ha, vale la pena riconoscerlo invece di darlo per scontato.
Federico García Lorca è stato poeta, drammaturgo e artista spagnolo, nato nel 1898 e assassinato nel 1936 durante la guerra civile spagnola, autore di Romancero gitano, Bodas de sangre e La casa de Bernarda Alba.
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