Una citazione di Paolo Crepet che ci spiega cosa fare se abbiamo fatto uno sbaglio: il suo invito a non arrenderci

C’è un momento in cui si smette di combattere. In cui la stanchezza diventa così pesante da sembrare una risposta ragionevole, quasi l’unica risposta possibile. In cui si comincia a pensare che forse non vale la pena andare avanti, che tanto non cambierà niente, che ci si è sbagliati di strada e non si sa nemmeno come si farebbe a tornare indietro, né se avrebbe senso farlo. Paolo Crepet, a quel momento risponde con una chiarezza che non lascia spazio all’autocommiserazione e che parte da un presupposto inaspettato.

se hai sbagliato strada

Perché non possiamo permetterci di arrenderci

“Non possiamo arrenderci. Non ce lo possiamo permettere. Il mondo ha bisogno di noi. Dobbiamo rivedere le cose: ognuno di noi ha sbagliato, tutti abbiamo sbagliato. Però normalmente quando sbagli strada non vai avanti, fai la retromarcia e torni indietro: è quello che dobbiamo fare da domani mattina.”

La struttura della frase è quella dell’urgenza collettiva, e questo è già un cambio di prospettiva molto importante e inaspettato. Non è un invito sentimentale a non mollare, non è una rassicurazione generica sul fatto che le cose prima o poi si sistemano sempre. È una necessità pratica e condivisa: il mondo ha bisogno di noi. Questo sposta immediatamente il fuoco dall’io al noi, dalla crisi personale alla responsabilità condivisa verso gli altri.

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Perchè sbagliamo

“Ognuno di noi ha sbagliato, tutti abbiamo sbagliato.” La prima cosa che fa Crepet è togliere l’eccezionalità all’errore. Non stai sbagliando perché sei diverso dagli altri, perché sei più debole, perché hai fatto scelte peggiori. Stai sbagliando perché sei umano. Lo stesso vale per tutti, senza eccezioni.

Questa affermazione non è consolatoria nel senso di minimizzare l’errore o di fingere che non ci sia stato. È liberatoria nel senso molto preciso di togliergli il peso schiacciante dell’unicità. Non sei l’unico ad aver preso la strada sbagliata. Non sei il caso più grave della storia. Non sei l’eccezione che ha sbagliato mentre tutti gli altri procedevano dritti.

Questa parte della frase di Crepet mi ha colpita più delle altre. Non il “non arrenderti”, quello lo sento dire spesso. Ma il “tutti abbiamo sbagliato” detto con quella naturalezza, come se fosse ovvio. Come se l’errore fosse la norma e non l’eccezione. Cambia tutto.

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Cosa vuol dire fare retromarcia

L’immagine della retromarcia è quella che rimane più a lungo. Non si chiede di fingere che l’errore non ci sia stato, non si chiede di trovare un modo creativo per andare avanti comunque sulla strada sbagliata. Si chiede di fare quello che si fa in modo del tutto naturale quando si sbaglia strada in macchina: ci si ferma, si fa retromarcia, si torna al punto in cui si è sbagliato e si prende la direzione giusta. Non è una resa: è semplicemente una correzione di rotta, la cosa più ragionevole che si possa fare.

“Da domani mattina”: non da quando le condizioni esterne saranno migliori, non da quando ci si sentirà pronti, non da quando si avrà accumulato abbastanza forza. Da domani mattina, concretamente, con quello che si ha. La specificità temporale è deliberata e precisa: toglie ogni scusa ragionevole alla procrastinazione.

Altre frasi di Paolo Crepet

  • “La felicità è come un treno senza orario: ne passa uno ogni tanto. Non puoi prevederne l’arrivo, né sapere quando ripartirà. Il tuo compito è andare in stazione.”
  • “Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia.”
  • “L’autostima non si costruisce con feste e bei vestiti ma nei momenti difficili della vita.”
  • “Ciascuno di noi ha il diritto di pensare che la vita è una lunga strada, dove si può e si deve tentare, sbagliare e riprovarci ancora.”
  • “Dovresti imparare che la vita, come l’amore, è l’unico business il cui bilancio deve finire in rosso: bisogna dare tutto senza calcolare ciò che ci viene riversato.”

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