Concita De Gregorio: quando stai male c’è l’oro di chi c’è davvero e i sassi di chi dice “è come se ci fossi”

Non lo sai finché non succede. Non sai chi ti sta accanto davvero – chi è lì anche quando non è comodo, anche quando richiede qualcosa, anche quando fa male – finché non attraversi una di quelle fasi in cui hai bisogno. Concita De Gregorio  ha trovato per questa distinzione un’immagine che non si dimentica.

quando stai male

Il setaccio della fragilità

“Le persone si dividono in due grandi categorie: quelle che ci sono e quelle che ti dicono ‘è come se ci fossi’. Ogni fragilità funziona come un setaccio e divide le persone ‘sasso’ dalle persone ‘oro’. Le persone ‘sasso’, quelle che ti portano a fondo, sono quelle persone che tu già da prima sapevi che ti avrebbero prima o dopo affondata, solo che presumevi di non farti affondare. Sono quelli che restano quando se ne dovrebbero andare e se ne vanno quando dovrebbero restare.”

La struttura è quella della distinzione netta, senza sfumature consolatorie. Non tre categorie, non una scala di grigi. Due: le persone oro e le persone sasso.

“È come se ci fossi”

La frase che Concita De Gregorio mette in bocca alle persone sasso è quella che tutti riconoscono immediatamente: “è come se ci fossi.” È la frase di chi vuole mantenersi nell’orbita di qualcuno senza il costo dell’esserci davvero. Vuole la relazione senza il peso. Vuole il credito senza l’investimento.

Non è necessariamente cattiveria: spesso è paura, incapacità, o semplicemente la scoperta che le risorse di quella persona arrivano fino a un certo punto e non oltre. Ma il risultato è lo stesso: non ci sono quando conta.

Le persone sasso

L’intuizione più interessante e più scomoda di Concita De Gregorio è che le persone sasso non sono una sorpresa completa: “già da prima sapevi che ti avrebbero prima o dopo affondata, solo che presumevi di non farti affondare.” Erano già lì, con le loro caratteristiche visibili. Si era scelto di non vederle, o di pensare di poterle gestire, o di sperare che con te facessero un’eccezione.

Il sasso non cambia natura quando arriva la crisi: rivela quella che aveva già.

Le persone oro

Le persone oro sono quelle che ci sono. Non in modo astratto o dichiarato, ma in modo concreto, fisico, pratico. Che chiamano, che vengono a trovarti, che fanno cose, che restano presenti anche quando non sanno cosa dire. La loro presenza non richiede parole perfette o gesti eroici. Richiede solo di esserci, e loro ci sono.

Quello che Concita De Gregorio non dice esplicitamente, ma lascia intendere, è che il rapporto tra sassi e oro non è fisso: la stessa persona può essere oro in certi momenti e sasso in altri, con persone diverse. Il setaccio è situazionale, ma certi caratteri di fondo tendono a ripetersi.

Il dono involontario della fragilità

C’è un paradosso nascosto in questa frase: la fragilità, che sembra una perdita, porta con sé un dono preciso. Fa vedere con chiarezza quello che nei momenti di stabilità era nascosto. Rivela le persone oro e le persone sasso. E quella chiarezza – anche quando fa male – è preziosa.

Concita De Gregorio è giornalista, scrittrice e già direttrice de l’Unità, autrice di romanzi e saggi tra cui Mi sa che fuori è primavera e Così è la vita, una delle voci più autorevoli e più ascoltate del giornalismo e della narrativa italiana contemporanea.

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