Fabio Volo divide spesso il pubblico. C’è chi lo trova troppo semplice, chi lo accusa di dire cose ovvie, chi lo legge di nascosto e poi finge indifferenza. Ma su questo punto, qualunque sia la tua posizione su di lui, difficile non fermarsi. Questa frase sull’entusiasmo dice qualcosa di molto preciso e di molto utile su come riconoscere quando si è nel posto giusto, e quando non ci si è.

Siamo abitati da Dio quando siamo in entusiasmo
“L’etimologia della parola ‘entusiasmo’ è ‘abitato da Dio’. Quando siamo in entusiasmo e quindi siamo abitati da Dio, siamo con la nostra fiamma divina accesa e quello è il nostro posto. Tutto il resto è fatica.”
“Entusiasmo” viene dal greco enthousiasmós, composto da en (dentro) e theós (dio). Letteralmente: avere un dio dentro, essere animati e posseduti da una forza divina. Non è una metafora inventata da Fabio Volo, è il significato originale e preciso della parola. Volo la prende e la trasforma in una bussola pratica per la vita quotidiana.
Quando sei nel tuo posto
L’idea di “posto” di Fabio Volo non è geografica e nemmeno professionale nel senso stretto del termine. Non è il luogo fisico in cui sei, non è il titolo di lavoro che hai. È la condizione interiore in cui quello che fai – qualunque cosa sia – ti abita invece di pesarti. In cui il tempo passa in modo diverso da come passa nel resto della giornata, in cui non calcoli l’energia che stai spendendo, in cui c’è qualcosa che ti trascina in avanti invece di qualcosa che devi trascinare a forza.
“Le cose si scelgono, perché se non si scelgono non c’è memoria dentro di noi, non c’è entusiasmo.”
Questa seconda frase di Fabio Volo aggiunge un dettaglio fondamentale: l’entusiasmo non cade per caso e non è una questione di fortuna o di carattere. Viene dalla scelta consapevole di fare quello che si è scelto davvero. Le cose subite, le cose fatte per inerzia, per obbligo o per paura delle conseguenze, non producono entusiasmo; producono stanchezza senza motivo apparente, quella che non si sa spiegare.
“Tutto il resto è fatica”
Questa è la parte più radicale e più vera della frase. Non “il resto è meno bello” o “il resto non dà soddisfazione quanto vorrebbe”. È fatica, nel senso pieno e specifico di qualcosa che costa senza restituire niente, che drena senza ricaricare, che ti lascia più povero di prima invece che più ricco.
La distinzione che Fabio Volo fa è quella tra la fatica che dà e la fatica che prende. Quello che fai con entusiasmo può essere obiettivamente difficile, impegnativo, fisicamente o mentalmente drenante, ma ti lascia più pieno, non più vuoto. Quello che fai senza entusiasmo, anche se è facile sulla carta, ti svuota in modo progressivo e sottile.
L’entusiasmo come indicatore
“Non è la difficoltà a stancarci, ma la mancanza di senso.”
È forse la frase di Fabio Volo che sintetizza meglio tutto il ragionamento sull’entusiasmo. La fatica vera – quella che svuota invece di riempire – non è quella muscolare o intellettuale. È quella di fare qualcosa in cui non si sente la fiamma, in cui manca il senso, in cui si va avanti per inerzia o per paura senza un motivo autentico.
Quella fiamma, quando c’è, è la prova più affidabile che sei nel posto giusto. Non hai bisogno di chiederlo a nessun esperto, di fare un test di personalità, di aspettare la conferma esterna. Lo sai. Lo senti nel modo in cui le ore passano, nel modo in cui non calcoli quello che stai dando, nel modo in cui – anche stanco – torneresti a farlo.
Quello è l’entusiasmo. Dio dentro. Il tuo posto. Tutto il resto è fatica nel senso profondo, non la fatica che costruisce, ma quella che erode.
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