Il senso della vita non è solo dare agli altri ma estorcere la felicità a te stesso: una citazione di Baricco

Siamo cresciuti con l’idea che il senso della vita stia nel dare agli altri, nel contribuire, nel fare del bene. È un’idea bella, e non è sbagliata. Ma Alessandro Baricco – scrittore, saggista, fondatore della Scuola Holden di Torino – ha un’altra versione di quello che sia il vero senso. Più scomoda, meno edificante, e probabilmente più onesta di quanto ci aspettiamo da uno scrittore italiano.

senso della vita

Il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi

“Il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso dell’animo, o di miseria, dipende dai casi.”

Il verbo “estorcere” è scelto con precisione. Non “trovare la felicità”, non “guadagnarsi la felicità”: estorcerla. Come se la felicità fosse qualcosa che non si dà volentieri, che bisogna strappare via, che richiede un atto quasi violento nei confronti della propria inerzia e delle proprie resistenze.

La scacchiera solitaria

Baricco allarga questa idea in una riflessione più completa:

“Mi risulta che la ricerca del senso è una sorta di partita a scacchi, molto dura e solitaria, e che non la si vince alzandosi dalla scacchiera e andando di là a preparare il pranzo per tutti.”

L’immagine è tagliente e riconoscibile. Quante volte ci si alza dalla propria scacchiera – dalla propria ricerca interiore, dal proprio lavoro su se stessi, da quella domanda difficile su cosa si voglia davvero – per occuparsi degli altri? E quante volte questo “occuparsi degli altri” è, in realtà, una fuga dall’impegno più difficile: quello con se stessi? Baricco non lo chiede con giudizio. Lo chiede come chi sa già la risposta.

Occuparsi degli altri: giusto, inevitabile, ma non il senso

Baricco non è nichilista né egoista, dice esplicitamente che occuparsi degli altri è giusto, necessario, inevitabile. Ma aggiunge: “Non mi è mai venuto da pensare che potesse c’entrare davvero con il senso della vita.” Quella frase è la più onesta del passo. Il bene che si fa agli altri è reale, concreto e importante. Ma il senso – quella cosa profonda che dà consistenza all’esistenza e la fa sembrare giustificata – non si trova lì. Si trova altrove.

Si trova nella propria capacità di costruire una vita che valga per se stessi. Di fare la cosa per cui si è nati, o almeno qualcosa che vi assomigli. Di strappare alla propria esistenza quella quota di felicità autentica che non arriva gratis, che richiede lavoro vero, chiarezza interiore, coraggio di stare sulla propria scacchiera anche quando è molto più comodo alzarsi e andare a fare qualcosa per qualcun altro.

Lusso o miseria?

La chiusura della frase – “tutto il resto è una forma di lusso dell’animo, o di miseria, dipende dai casi” – è volutamente ambigua e aperta. Occuparsi degli altri invece di lavorare su se stessi può essere un lusso: chi ha già trovato una forma di senso personale può permettersi di rivolgere la propria energia verso l’esterno in modo autentico. O può essere una miseria: chi non riesce a stare sulla propria scacchiera usa gli altri come rifugio, come evasione comoda, come modo per non dover fare il lavoro più difficile.

Perché questa frase è scomoda

La scomodità di questa frase di Baricco sta nel fatto che rovescia una narrazione molto radicata e molto rassicurante. La cultura tende a premiare chi si dedica agli altri, chi sacrifica, chi dà senza chiedere. E c’è del vero in questo; il contributo agli altri è reale e necessario. Ma Baricco dice che questa narrazione può diventare una fuga: un modo per non dover stare sulla propria scacchiera, per non dover fare la partita più difficile, quella con se stessi.

“Estorcere la felicità a se stessi” non è egoismo nel senso banale o deteriore del termine. È l’impegno – solitario, difficile, a volte scomodo – di costruire una vita che abbia senso per chi la vive. Di non delegare quella costruzione all’approvazione altrui, al sacrificio continuo, alla generosità come strategia di evitamento.

Chi è Alessandro Baricco

Alessandro Baricco nasce a Torino nel 1958. Scrittore, saggista, giornalista e fondatore della Scuola Holden di Torino, è autore di romanzi come Oceano Mare, Seta e Novecento – opere che hanno definito uno stile riconoscibile in tutta Europa, capace di mescolare narrativa e riflessione filosofica con una leggerezza che non è superficialità. Le sue osservazioni sul senso della vita non vengono dalla filosofia accademica: vengono da una carriera costruita a partire dalla domanda su cosa valga davvero la pena fare con il tempo che si ha a disposizione.

Leggi anche: L’infelicità non è mai perfetta e infinita, puoi uscirne: la citazione più consolatoria di Primo Levi