Maria Rita Parsi: i maschi le cui madri hanno avuto la possibilità di amarsi, sono uomini che onorano le donne

Maria Rita Parsi – psicoterapeuta, scrittrice, docente universitaria e autrice di molti libri sulla psicologia dell’età evolutiva – guarda il legame madre-figlio maschio dal lato luminoso e costruttivo. Non per negare il lato oscuro, ma per mostrare cosa è possibile quando le cose funzionano. E quello che vede è una catena di trasmissione affettiva che attraversa tre generazioni: dall’amore ricevuto dalla madre nell’infanzia all’amore dato alle donne nella vita adulta.

uomini che onorano le donne

I figli che onorano le donne

“I maschi le cui madri hanno avuto la possibilità di amarsi (perché da bambine sono state accettate, difese, rispettate, amate), e dunque di amare pienamente i figli, sono uomini che onorano le donne, le apprezzano, si alleano con loro, le considerano la gioia della propria esistenza.”

La struttura della frase è una catena causale che attraversa tre generazioni in modo esplicito e quasi scientificamente lineare. Parte da una bambina – la futura madre – che viene accettata, difesa, rispettata, amata dalle persone che la circondano nella sua infanzia. Quella bambina cresce e può amarsi, perché ha imparato che è degna di amore. Quella donna che si ama può amare pienamente il figlio maschio senza zone d’ombra. Quel figlio maschio cresce e diventa un uomo che onora le donne.

Il punto di partenza: la bambina

Il dettaglio più importante e più rivoluzionario della frase è quello tra parentesi: “perché da bambine sono state accettate, difese, rispettate, amate.” Quattro verbi. Quattro cose che non sono scontate.

Molte donne crescono con messaggi espliciti o impliciti di svalutazione: non abbastanza brave, non abbastanza belle, non abbastanza qualcosa da qualcuno che avrebbe dovuto proteggerle. Quei messaggi si depositano nell’identità in modo profondo e duraturo, e rendono difficile amarsi davvero da adulte. E chi non sa amarsi ha difficoltà ad amare in modo pieno, aperto e senza zone d’ombra, può dare affetto, ma con qualcosa che manca, qualcosa che non si riesce a dare perché non si è ricevuto abbastanza.

La trasmissione

Una madre che si ama riesce a dare al figlio maschio qualcosa di fondamentale e di irripetibile: il modello incarnato di una donna degna di rispetto. Non attraverso le parole esplicite, non dicendo “rispetta le donne”. Attraverso il modo in cui si tratta ogni giorno, attraverso i confini che pone con naturalezza, attraverso la qualità dell’amore che dà senza svuotarsi, attraverso il modo in cui occupa lo spazio.

Un figlio maschio cresciuto accanto a una madre che si rispetta, interiorizza inconsapevolmente cosa significa rispettare una donna. Non perché qualcuno glielo abbia spiegato a parole, ma perché lo ha visto, lo ha vissuto come normalità, lo ha assorbito come la norma naturale dell’amore tra un uomo e una donna.

Onorare, apprezzare, allearsi

I tre verbi che Maria Rita Parsi usa per descrivere come questi uomini trattano le donne sono molto precisi e non intercambiabili. Onorare, non solo rispettare formalmente come forma, ma riconoscere il valore profondo dell’altra persona. Apprezzare: vedere quello che c’è di buono e trovare il modo di dirlo, senza darlo per scontato. Allearsi: stare dalla stessa parte in modo attivo, non in competizione e non in posizione di superiorità.

La conclusione – “le considerano la gioia della propria esistenza” – non è retorica romantica. È la descrizione clinicamente precisa di un amore che non ha paura, che non sente la donna come una minaccia all’identità maschile o come uno strumento di conferma del proprio valore. Che la vede come quello che è: qualcuno la cui presenza arricchisce la vita invece di complicarla.

Quella qualità di amore non nasce dal niente e non è una questione di fortuna o di carattere individuale. Nasce dalla storia di cui parla Maria Rita Parsi, da una catena transgenerazionale di affetto ricevuto e trasmesso. Dalla bambina che è stata davvero amata, dalla donna adulta che ha potuto amarsi grazie a quello, dall’uomo che ha ricevuto quel amore pieno e lo ha interiorizzato come modello naturale.

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