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Recalcati: dialogo ed empatia con i figli sono una menzogna, ogni figlio è un bidone, amateli per ciò che sono davvero

12 Luglio 2026 di Romina Cardia

Quante volte hai sentito dire che con i figli bisogna dialogare, essere empatici, comprenderli? Quante volte hai annuito, sapendo che nella pratica quella cosa non funzionava esattamente così? Massimo Recalcati dice qualcosa che all’inizio sembra una provocazione e che, continuando ad ascoltarlo, diventa difficile da smontare.

dialogo ed empatia con i figli

Il dialogo è una menzogna

“Che col figlio bisogna dialogare è una grande menzogna della retorica pedagogica. La nuova pedagogia ha tre parole chiave: dialogo, empatia, comprensione.”

Non che il dialogo sia sbagliato in sé, ma che diventi retorica vuota, cioè una parola che si usa senza guardare cosa c’è davvero dentro. Recalcati sa che quando si parla di “dialogo” con i figli, spesso si intende qualcosa di molto diverso dall’ascolto autentico.

Il dialogo come convincimento

“Quando gli adulti dialogano con i figli non dialogano quasi mai autenticamente perché vivono il dialogo come modo di convincimento del figlio. Il dialogo non è quindi ascoltare davvero la parola del figlio, ma è imporre in modo maieutico la propria idea.”

Questa è la parte più scomoda. “Maieutico”, come Socrate che faceva emergere la verità dall’interlocutore, ma in questo caso la verità che si vuole far emergere è già decisa prima di iniziare. Non è dialogo. È persuasione travestita da ascolto. Chi ha figli adolescenti lo riconosce: “parliamone” spesso vuol dire “cerco di convincerti”.

I figli sono incomprensibili per principio

“I figli per principio sono incomprensibili, per principio resistono ad ogni sforzo empatico.”

Questa frase ha qualcosa di liberatorio. Non sei tu che non capisci tuo figlio perché sei un cattivo genitore. I figli sono strutturalmente incomprensibili per i genitori, perché sono un altro: radicalmente, costitutivamente altro. L’empatia ha un limite fisico: non puoi metterti completamente nei panni di qualcuno che è diventato un estraneo.

L’estraneità degli ufo

“Una volta i figli assomigliavano ai genitori. Oggi osserviamo i nostri figli sfilare lungo il corridoio per andare nella loro camera, nella loro atroce estraneità, con le mutande di fuori, i jeans strappati, tutte le protesi tecnologiche. Sono extraterrestri, sempre più simili agli ufo.”

L’immagine è comica e precisa insieme. C’è una distanza oggi tra genitori e figli che in epoche precedenti era molto minore: culturale, tecnologica, estetica. I figli abitano un mondo che i genitori non riconoscono più dall’interno, solo dall’esterno, attraverso uno schermo di incomprensione che non è colpa di nessuno.

Ogni figlio è un bidone

“Ogni figlio è un bidone. Ogni figlio è distante dall’ideale che noi immaginavamo potesse essere.”

“Bidone” non come insulto, ma come realtà. Il figlio reale non corrisponde al figlio immaginato. Ha caratteristiche, interessi, un modo di essere che i genitori non avevano previsto.

Amare il segreto del figlio

“Il vero amore genitoriale è amore del segreto del figlio, ovvero per la differenza irriducibile del figlio. Non è amore verso il figlio ideale.”

L’amore autentico per un figlio non è per il figlio che avremmo voluto, ma è per quello che è davvero, incluso quello che rimane opaco.

Su frasicelebri.it abbiamo già esplorato questa stessa tensione con Recalcati in un altro articolo, parlando del “mestiere impossibile” del genitore. Il filo è lo stesso: non esiste il genitore perfetto che capisce tutto, e non esiste il figlio che si lascia capire del tutto. Entrambi navigano a vista. Il problema lo vive chi si aspetta qualcosa di diverso.

Amare proprio perché è distante

“Lo amo non nonostante sia distante dall’ideale che avrei immaginato potesse essere, ma lo amo proprio perché è distante a questo ideale. Perché è irriducibilmente se stesso.”

Questa capovolta finale è quella più difficile da applicare. Non tollerare la differenza del figlio malgrado il proprio amore, ma amare il figlio precisamente in quella differenza, proprio là dove sfugge all’ideale.

Leggi anche: Recalcati: “Io dico ti amo ai miei figli, nessuno può spiegare cosa si deve fare per essere un buon genitore”

Categorie Spettacolo

 

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