Solo quello per i figli è amore vero, e ha un suono che si sente nel silenzio: una citazione di Concita De Gregorio

Concita De Gregorio – giornalista, scrittrice, firma storica di la Repubblica, ex direttrice de l’Unità – non è nota per le frasi sull’amore materno. È nota per le inchieste, l’analisi politica, la scrittura tagliente e spesso scomoda. Le sue parole più dure riguardano il potere, la violenza, le ingiustizie, non i sentimenti. E forse è proprio per questo che quando scrive dell’amore per i figli colpisce in modo così diverso da chiunque altro. Non è sentimentalismo, non è retorica familiare: è la precisione di chi sa usare le parole per dire cose difficili, e qui le usa per descrivere qualcosa di quasi indicibile.

citazione di Concita De Gregorio

L’amore per i figli ha un suono

“Solo l’amore per un figlio è amore, quello vero. E credo che solo quell’amore lì, l’amore per i figli, abbia un suono. Quando li guardi e ti guardano – in certi momenti di silenzio – riesci a sentirlo. Una specie di onda remota, magnetica. Come se un arco invisibile suonasse la corda di una viola che non c’è.”

La citazione è lunga e si dispiega lentamente, come un’onda. Concita De Gregorio non fa una lista di caratteristiche dell’amore materno. Descrive un’esperienza fisica – quasi sensoriale – che chi ha figli riconosce immediatamente.

Solo l’amore per un figlio è amore, quello vero

Questa prima parte è la più controversa della frase, e la più discussa. Concita De Gregorio non sta sminuendo gli altri amori: l’amore romantico, l’amicizia profonda, l’amore per i genitori. Sta dicendo qualcosa di diverso: che c’è una qualità specifica dell’amore per i figli che non esiste da nessun’altra parte. Un’incondizionalità assoluta che non dipende da niente di quello che il figlio fa o non fa, è o non è.

L’amore romantico ha sempre, in qualche misura, una componente di reciprocità: si ama anche perché si è amati, anche perché l’altro ci restituisce qualcosa. L’amore per i figli no. È a senso unico nel senso più puro, non perché i figli non amino i genitori, ma perché l’amore del genitore non dipende dall’essere corrisposto, non dipende da come si comporta il figlio, non dipende da niente. È lì, costante, indipendente da qualsiasi variabile esterna.

Il suono nel silenzio

La parte più straordinaria della frase è quella finale: l’immagine dell’arco invisibile che suona la corda di una viola che non c’è. Concita De Gregorio descrive qualcosa che chi ha figli sa riconoscere immediatamente: quei momenti di silenzio in cui ti guardi e ti guardano, e c’è qualcosa nell’aria che non ha nome e che non si riesce a spiegare a nessuno che non l’abbia vissuto. Qualcosa che sta tra un senso fisico e un’emozione, in quel territorio impreciso che la parola non raggiunge. Non è una semplice emozione nel senso ordinario del termine. È una vibrazione, qualcosa di fisico, quasi acustico, che si percepisce nel corpo prima ancora che nella mente.

La “viola che non c’è” è l’immagine perfetta per qualcosa che esiste realmente ma non è visibile, misurabile, descrivibile con un vocabolario ordinario. È una delle frasi più precise e oneste sull’amore che esistano proprio perché non lo definisce: lo evoca.

Perché questa frase vale anche per chi non ha figli

C’è un’ultima cosa da dire su questa frase: funziona anche come punto di riferimento per chi non ha figli e cerca di capire qualcosa su di sé. Se non riesci a immaginare di sentire quella viola invisibile – quell’onda remota, magnetica – nell’idea di avere un figlio, è un’informazione importante su di te. Se invece quell’immagine ti risuona profondamente, è un’altra.

Concita De Gregorio non sta facendo pressione su nessuno, non sta dicendo che si debba avere figli o che si debba volerli. Sta descrivendo un’esperienza con una precisione rara e preziosa. E quella precisione permette a chi la legge di capire qualcosa di importante – forse meglio che con qualsiasi spiegazione razionale o teorica – di cosa si tratta davvero. Di cosa sia quella cosa lì precisa.

Chi è Concita De Gregorio

Giornalista, scrittrice e editorialista, Concita De Gregorio è stata direttrice de l’Unità e firma storica di la Repubblica. I suoi libri – tra cui Una madre lo sa, un libro potente sulle madri che uccidono i propri figli, e Mi sa che fuori è primavera – affrontano spesso temi di violenza, infanzia, famiglia, con uno stile che mescola reportage e introspezione. Le sue parole sull’amore per i figli non sono un’eccezione nel suo percorso: sono Concita De Gregorio che usa la sua precisione giornalistica per descrivere qualcosa di non misurabile, e ci riesce.

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