“Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo”: una citazione di Albert Einstein

Ci sono frasi che sembrano quasi arroganti a prima lettura, ma che contengono una difesa molto precisa di qualcosa di importante. Questa di Einstein è una di quelle. Non è solo una battuta contro i pessimisti o una frase da maglietta motivazionale. È una presa di posizione chiara sul valore dell’azione concreta rispetto alla teoria del fallimento e sulla necessità, per chi lavora davvero su qualcosa di difficile, di proteggere la propria concentrazione dal rumore continuo degli scettici. Einstein l’aveva vissuto in prima persona, e in più di una occasione. Molte delle sue idee più rivoluzionarie erano state inizialmente rifiutate o derise da colleghi competenti e rispettati. Continuare a lavorarci nonostante quei giudizi negativi non era stato un atto di arroganza o di testardaggine, era stato un atto di fedeltà profonda alla propria ricerca.

citazione di Albert Einstein

Non disturbare chi ce la sta facendo

“Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo.”

La struttura logica è elegante e inattaccabile. Non dice “tutto è possibile”. quella sarebbe un’ingenuità che Einstein, fisico di professione, non avrebbe mai sottoscritto. Dice qualcosa di molto più preciso: se qualcuno sta già facendo la cosa che tu dichiari impossibile, allora la tua dichiarazione è semplicemente smentita dai fatti. Non hai torto in teoria, hai torto in pratica. E non hai titolo per interferire con chi sta lavorando. È un invito a tenere separati il pessimismo teorico dall’evidenza pratica che c’è davanti.

Chi sono “quelli che dicono che è impossibile”

Nella maggior parte dei casi non sono nemici. Sono persone che ci tengono a te, amici o familiari che vogliono proteggerti da un fallimento che ritengono inevitabile sulla base di quello che vedono. Il loro scetticismo viene spesso da un posto davvero genuino di cura verso di te.

Il problema è che spesso trasformano la loro preoccupazione genuina in un giudizio sull’impresa stessa: “non si può fare”, “non funzionerà”, “ci hanno già provato in tanti”. E quel giudizio – anche quando parte da buone intenzioni – occupa spazio mentale di chi sta lavorando.

Einstein lo sapeva per esperienza diretta: la teoria della relatività era stata considerata incomprensibile o sbagliata da molti fisici del suo tempo. Continuare a lavorarci nonostante il coro degli scettici era stato parte essenziale del lavoro stesso.

L’impossibile che poi si fa

La storia è piena di cose che erano “impossibili” fino al giorno in cui qualcuno le ha fatte. Il volo degli esseri umani, la penicillina, internet, i trapianti d’organo, la mappatura del genoma umano. In ognuno di questi casi c’erano persone fermamente convinte dell’impossibilità – spesso persone competenti, con buone ragioni teoriche a supporto – e persone che continuavano a lavorarci nonostante i giudizi negativi.

La differenza tra chi si è fermato davanti ai giudizi negativi e chi ha continuato a lavorare nonostante essi non stava di solito nelle risorse o nell’intelligenza. Stava nella capacità di non lasciare entrare il rumore degli scettici nel proprio spazio di concentrazione e di lavoro. Non nell’ignoranza degli scettici e delle loro ragioni: nell’impermeabilità al loro rumore nei momenti fondamentali.

Cosa fare quando ti dicono che è impossibile

La risposta pratica che Einstein suggerisce è contenuta nella frase stessa: chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi sta facendo. Non “ha torto e va contraddetto”, non “va ignorato del tutto”, semplicemente non dovrebbe entrare nel tuo spazio di lavoro. La differenza è importante: puoi ascoltare, valutare con attenzione, prendere quello che c’è di utile nella critica costruttiva. Ma non devi lasciare che quella voce scettica occupi lo spazio mentale che ti serve per lavorare in modo concentrato.

Il giudizio altrui sull’impossibilità di qualcosa – anche quando viene da persone competenti, anche quando sembra ragionevole in teoria – è sempre una previsione sul futuro, non una legge della natura. E le previsioni sbagliano. Il lavoro concreto e ben fatto, invece, produce risultati che le previsioni teoriche non potevano vedere.

Leggi anche: Per essere felice non serve avere il meglio di tutto, ma trovarlo in quello che capita: una citazione di Einstein