Cogli la rosa quando è il momento, il tempo vola e già domani lo stesso fiore appassirà: una citazione di Walt Whitman

Alcune immagini sono così antiche da sembrare consumate, usate e riusate fino a perdere la capacità di dire qualcosa di nuovo. E poi, nel momento giusto, tornano con tutta la loro forza originale, come se le si sentisse per la prima volta. La rosa che appassisce, il tempo che vola, il fiore colto nel momento del suo massimo: le ha usate Orazio nel suo “carpe diem”, le ha usate Shakespeare, le ha usate ogni generazione di poeti che si è misurata con la finitezza delle cose belle e con la necessità di non sprecare il presente aspettando condizioni migliori. Walt Whitman le ha usate nel modo più diretto, più semplice e più immediato.

citazione di Walt Whitman

Cogli la rosa quando è il momento

“Cogli la rosa quando è il momento, ché il tempo lo sai che vola… e lo stesso fiore che oggi sboccia, domani appassirà.”

La struttura è quasi musicale: un’apertura imperativa, poi una pausa, poi la spiegazione che non ha bisogno di molte parole. Il tempo vola, lo sai già. Il fiore appassisce, lo vedi ogni volta. La domanda è cosa fai con questa consapevolezza.

Il momento della rosa

La rosa non aspetta, non può farlo, non è nella sua natura biologica. Questa è la verità fisica e quasi brutale attorno a cui ruota tutta la tradizione del “carpe diem” da Orazio in poi, da ogni poeta che ha guardato un fiore sapendo con certezza che sarebbe durato pochi giorni e che la sua bellezza era inseparabile dalla sua finitezza.

Ma Walt Whitman la dice con una specificità che va oltre il luogo comune usurato: “quando è il momento”. Non qualsiasi momento generico in cui la rosa sembra pronta: il momento. Quello specifico, quello che è adesso, quello che non tornerà identico neanche domani, neanche tra un’ora. Quella specificità temporale è la cosa più importante della frase.

C’è qualcosa in questa immagine che mi raggiunge sempre in modo diverso a seconda del periodo della vita. Quando ero più giovane sembrava una pressione: cogli adesso, non perdere tempo. Adesso la sento come un permesso: questo momento ha un valore che non avrà domani. Non perché domani sarà peggiore, ma perché questo momento specifico non esisterà più.

“Il tempo lo sai che vola”

Quella specificazione di Walt Whitman – “lo sai” – è la parte più onesta e forse più efficace di tutta la frase. Non sta rivelando niente di nuovo o di sorprendente: il tempo che vola non è un’informazione che mancava. Sta ricordando con affetto qualcosa che si sa già a livello intellettuale e che si dimentica sistematicamente nella quotidianità delle cose da fare, delle preoccupazioni, dell’ordinario che occupa tutto il campo visivo.

“Il tempo lo sai che vola”: lo sai da sempre, lo sai adesso mentre leggi questa frase, e probabilmente tra dieci minuti lo avrai già messo da parte. Che il tempo vola è una delle verità più conosciute e più trascurate dell’esistenza umana. E quella distanza tra il sapere e il tenere presente è esattamente quello che Whitman cerca di ridurre.

Domani appassirà

Il fiore non appassisce per punizione o per qualche fallimento, appassisce perché è la sua natura profonda e inevitabile. E la sua natura effimera è parte integrante di quello che lo rende bello e prezioso nel momento in cui sboccia. La stessa cosa vale per i momenti della vita: la loro finitezza non è solo un costo da pagare, ma parte del loro valore specifico. Non è una perdita da piangere in anticipo mentre si vive il momento,  è una ragione in più per abitarlo pienamente adesso, senza rimandare la presenza a quando sarà tutto perfetto.

Walt Whitman è stato un poeta americano nato nel 1819 e morto nel 1892, autore di Foglie d’erba, una delle opere più originali, più libere e più influenti della poesia americana dell’Ottocento, qualcuno che ha cantato il corpo, la natura, la democrazia e soprattutto la vita vissuta nel suo momento presente con un’intensità e una fisicità raramente eguagliate.

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