Nessuno ti spiega cosa fare quando una persona che ami non c’è più, come si fa a tornare a casa sapendo che non sarà lì. Come si affrontano le feste, le ricorrenze, le giornate belle che avresti voluto condividere con lei e soprattutto nessuno ti dice cosa fare di tutto l’amore che rimane. C.S. Lewis si è trovato davanti a queste domande quando è morta sua moglie Joy. Scrisse del suo dolore con una sincerità disarmante. Per questo oggi voglio immaginare la lettera che avrebbe potuto scrivere a chi ha perso qualcuno e sta ancora cercando di capire come si continua a vivere dopo un’assenza così grande. Lo farò prendendo spunto dalle sulle frasi, che parlano della perdita e di come affrontarla.

La lettera che C.S. Lewis scriverebbe a chi ha perso qualcuno
Caro lettore,
so che sei stanco di sentirti dire che con il tempo passerà. È una delle cose che si dicono più spesso a chi soffre, ma quando hai perso qualcuno che ami il tempo non sembra affatto una risposta. I giorni continuano a scorrere, la vita degli altri riprende il suo ritmo, e tu ti ritrovi a fare le stesse cose di prima con la sensazione che qualcosa, dentro, sia rimasto fermo.
All’inizio il dolore è ovunque. Poi arrivano le giornate in cui riesci a lavorare, a parlare con gli altri, persino a ridere di fronte a qualcosa di sciocco. Da fuori sembri stare meglio, ma so bene che basta una cosa insignificante a riportarti indietro oppure succede qualcosa e, per un istante, pensi ancora di poter prendere il telefono e raccontarglielo.
Poi ti ricordi.
È in questi momenti che capisci cosa significa davvero perdere qualcuno e, finalmente, comprendi che non è soltanto sapere che non c’è più, ma continuare a vivere una vita piena di cose che avresti voluto condividere con lei o lui.
Quando Joy è morta, ho conosciuto questa sensazione da vicino. Fino ad allora avevo pensato di sapere qualcosa della sofferenza; dopo, ho capito quanto fosse diversa quando a essere coinvolta era la propria vita. Scrissi allora:
“Nessuno mi aveva mai detto che il lutto somigliasse così tanto alla paura.”
È una paura che non riguarda soltanto il presente, ma tutto quello che verrà: il primo Natale senza quella persona o il suo compleanno, e riguarda anche una cosa che può sembrare quasi incomprensibile: la paura di stare bene. Potresti ridere una sera e sentirti in colpa, accorgerti di aver trascorso qualche ora senza pensarci e chiederti se questo significhi che stai dimenticando.
Non significa questo. La persona che hai amato non si misura dal numero di lacrime che riesci ancora a versare e il dolore non è una prova di fedeltà. Puoi tornare a vivere senza lasciare indietro chi hai perso. Del resto:
“Le difficoltà spesso preparano le persone normali ad un destino straordinario.”
Non ti dico questo per chiederti di essere grato per la tua sofferenza. Quando perdi qualcuno, non hai bisogno di trasformare il tuo dolore in una lezione, ma con il tempo potrai accorgerti che ciò che hai attraversato ti ha cambiato: nel modo in cui ami, nel valore che dai al tempo, nell’attenzione con cui guardi le persone che hai ancora accanto. Non sei obbligato a capire tutto oggi.
Soprattutto quando la perdita arriva troppo presto o troppo all’improvviso, la mente cerca una spiegazione. Perché proprio lui? Perché proprio lei? Perché adesso?
Non ho risposte facili da offrirti. So soltanto che anche la fede, per chi è credente, non ci rende immuni dal dolore:
“Ci sono state promesse sofferenze. Erano parte del programma. Ci è stato anche detto: ‘Beati coloro che soffrono’.”
Ma conoscere queste parole non significa essere pronti quando la sofferenza entra nella nostra casa. Puoi credere in Dio e arrabbiarti con lui, avere fede e sentirti abbandonato, sapere che la morte fa parte della vita e desiderare comunque, con tutto te stesso, che quella persona fosse ancora qui. Non devi vergognarti di questo.
Il lutto non segue un percorso preciso. Ci saranno giorni più leggeri e altri in cui un piccolo ricordo riaprirà una ferita. Con il tempo scoprirai anche che quella persona continua a vivere dentro la tua storia, nelle cose che ti ha insegnato, nelle abitudini che ti ha lasciato e in una parte di te che senza quell’amore non sarebbe mai esistita. Questo la morte non può portartelo via.
Devi soltanto imparare a ricordare, senza che ogni ricordo ti distrugga. E quando un giorno riuscirai a pronunciare il suo nome con un sorriso, non sentirti in colpa. Non avrai smesso di amare. Avrai semplicemente trovato un posto nuovo per quell’amore. Per questo chiediti che cosa vuoi fare dell’amore che è rimasto, perché quello è ancora tuo.
Cosa puoi fare quando hai perso qualcuno
Non esiste un modo giusto di vivere un lutto, ma puoi provare a ricordare alcune cose mentre impari, giorno dopo giorno, a convivere con l’assenza e adesso, caro amico, voglio provare a lasciarti qualcosa:
- Non avere fretta di stare bene. Il dolore non ha un calendario. Se anche dopo mesi ci sono giornate difficili, non significa che stai tornando indietro, ma che quella persona ha avuto un posto importante nella tua vita.
- Continua a parlare di chi hai perso. Pronunciare il suo nome, raccontare un ricordo o riguardare una fotografia significa riconoscere che quella persona ha fatto parte della tua storia e che ciò che avete condiviso continua ad avere valore.
- Non sentirti in colpa quando ridi. Ci saranno momenti in cui starai bene, magari anche senza pensarci. Lascia che accadano.
- Conserva ciò che per te conta. Una fotografia, una lettera, un oggetto, una registrazione della sua voce. Non devi liberarti dei ricordi per riuscire ad andare avanti: sarai tu, con il tempo, a capire cosa vuoi tenere vicino e cosa invece sei pronto a lasciare andare.
- Lascia che il dolore cambi forma. Non aspettarti che scompaia da un giorno all’altro. Potrà diventare meno intenso, presentarsi meno spesso e mescolarsi a ricordi capaci di farti sorridere. Quando succederà, non pensare di aver dimenticato: avrai semplicemente imparato a portare quella persona con te in un modo diverso.
Andare avanti significa imparare a vivere con la sua assenza e con tutto ciò che il vostro amore ha lasciato dentro di te.
Con affetto. Il tuo confidente,
C.S. Lewis
Caro lettore, C.S Lewis mi ha ceduto la parola e adesso sono io che voglio scriverti. Mentre leggevo le sue parole, pensavo a quanto sia difficile trovare qualcosa da dire a chi ha perso una persona che ama. Siamo abituati a sentirci dire che il tempo guarisce tutto, che bisogna essere forti, che bisogna andare avanti. Ma quando il dolore è il tuo, quelle parole non sempre bastano. Non credo che tu debba avere fretta di stare bene. Se oggi ti manca, lascia che sia così. Se domani riuscirai a sorridere, non sentirti in colpa. Puoi soffrire per qualcuno che non c’è più e, nello stesso tempo, continuare lentamente a vivere. Prima di salutarti voglio lasciarti una domanda: se potessi parlare ancora una volta con la persona che hai perso, cosa le diresti? Tutto ciò che non hai fatto in tempo a dire merita ancora un posto: dentro di te, almeno.
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