Tre scrittrici dell’Ottocento hanno raccontato come una donna può affrontare l’amore e le difficoltà, senza mai ridurla a un’eroina da romanzo rosa. Jane Austen ha dato alle sue protagoniste lucidità, ironia e una costanza capace di durare. Louisa May Alcott ha scritto di donne che imparano a “navigare” tra le tempeste, un giorno alla volta, rimboccandosi le maniche. Charlotte Brontë ha creato Jane Eyre, una giovane donna che sceglie la propria libertà anche quando le costa il cuore. Rispondi alle dieci domande d’istinto, senza cercare la risposta più “giusta”: non esiste. Alla fine scoprirai quale delle tre voci somiglia di più al tuo modo di vivere l’amore e i problemi.

Come affronti l’amore e i problemi? – Il test
- Incontri una persona che ti colpisce, ma non ti convince del tutto:
A) Osservo, valuto, aspetto di capire chi è davvero prima di lasciarmi andare
B) La conosco con naturalezza, senza pretendere troppo, costruendo piano piano
C) Se sento un’emozione forte, la seguo: capisco subito se è la persona giusta - Qualcuno ferisce il tuo orgoglio:
A) Rispondo con ironia e tengo il punto, ma ci rimango male più di quanto lasci vedere
B) Ne parlo con calma e cerco di capire dove possiamo ricucire
C) Mi sento ferita nel profondo e non riesco a nasconderlo - Ti accorgi che una relazione ti sta togliendo qualcosa di te:
A) Rifletto con lucidità su cosa è davvero in gioco e cerco un compromesso sensato
B) Cerco di mettere ordine e sistemare ciò che si può sistemare
C) Se devo scegliere tra amore e dignità, scelgo la dignità, anche se mi spezza il cuore - Un problema arriva all’improvviso e ti travolge:
A) Mi chiedo quale sia il modo più ragionevole di affrontarlo
B) Mi organizzo e mi metto in moto, anche se non so quanto durerà la tempesta
C) Lo vivo con intensità, mi arrabbio, piango, ma non mi arrendo - Dopo una delusione d’amore:
A) Mi do tempo e distanza, ma quel sentimento resta con me a lungo
B) Mi concentro sulle persone che amo e sulle cose da fare
C) Mi chiudo in me stessa per ritrovare il mio equilibrio, anche restando sola - Ricevi un aiuto o un favore che non puoi ricambiare:
A) Lo accetto con garbo, ma mi chiedo se ci sia sotto qualche convenienza
B) Mi mette a disagio: preferisco cavarmela da sola
C) Lo accetto solo se non mi toglie libertà - La tua idea di amore ideale:
A) Un legame di stima, intelligenza e fiducia, che cresce nel tempo
B) Una famiglia dove ci si sostiene tra alti e bassi, con affetto concreto
C) Un’anima gemella, con cui sentirmi libera e alla pari, anche nell’intensità - Davanti a una scelta difficile che riguarda il cuore:
A) Ascolto la ragione, ma non ignoro del tutto quello che sento
B) Ascolto chi mi vuole bene e poi decido con il mio buon senso
C) Seguo quello che sento, anche se mi costa - Qualcuno cerca di dirti che donna dovresti essere:
A) Ascolto con educazione, poi faccio a modo mio con eleganza
B) Mi arrabbio un po’, poi dimostro con i fatti chi sono
C) Rispondo senza giri di parole: nessuno può decidere al posto mio - Tra molti anni, come vorresti essere ricordata:
A) Lucida, ironica, capace di amare con costanza
B) Generosa, laboriosa, capace di affrontare ogni tempesta
C) Libera, fedele a me stessa, capace di amare con tutta l’anima
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Come affronti l’amore e i problemi? – I risultati
Prevalenza di A – La donna della ragione lucida (Jane Austen)
Osservi prima di sentire, e quando senti sai dare un nome a quello che provi. Ti riconosci nella vivacità di Elizabeth Bennet, che ammette con ironia: “potrei perdonare facilmente il suo orgoglio, se non avesse mortificato il mio” (Orgoglio e pregiudizio, cap. 5). Ma anche nella costanza di Anne Elliot, che rivendica per le donne il privilegio di amare più a lungo, “quando l’esistenza o la speranza sono finite” (Persuasione, cap. 23). La tua forza è unire intelligenza e fedeltà. Il rischio è usare l’ironia come scudo: ogni tanto lascia che qualcuno veda quanto ti importa davvero.
Prevalenza di B – La donna che impara a navigare (Louisa May Alcott)
Di fronte ai problemi non ti fermi a chiederti perché: ti metti al lavoro. Ti riconosci in Amy, che in Piccole donne dice che non ha paura delle tempeste, perché sta imparando a governare la sua barca (cap. 44). E in Jo, che rivendica di non amare i favori, perché la fanno sentire oppressa, e di preferire “fare tutto da sé ed essere perfettamente indipendente” (cap. 29). La tua forza è la concretezza, unita a un affetto che si dimostra con i gesti. Il rischio è non lasciare mai che qualcuno si prenda cura di te: imparare a navigare non vuol dire dover fare tutto da sola.
Prevalenza di C – La donna dalla libertà interiore (Charlotte Brontë)
Per te l’amore è un fuoco che non vuoi spegnere, ma nemmeno farti divorare. Ti riconosci in Jane Eyre, quando dice a Rochester: “non sono un uccello, e nessuna rete mi imprigiona: sono un essere umano libero, con una volontà indipendente” (Jane Eyre, cap. 23). E quando, sola e senza sostegno, sceglie di rispettare se stessa: “mi importa di me stessa. Più sono sola, più sono senza amici, più sono senza sostegno, più rispetterò me stessa” (cap. 27). La tua forza è la dignità, che non negozia nemmeno davanti al cuore spezzato. Il rischio è confondere la libertà con la solitudine: ricordati che anche chi è libera può scegliere di restare.
In caso di parità tra due lettere: hai in te più di una di queste donne, e probabilmente passi dall’una all’altra a seconda del momento: lucida quando devi decidere, tenace quando le cose si complicano, libera quando qualcuno prova a limitarti.
Conclusione
Questo test nasce dall’incontro tra tre modi di raccontare la forza di una donna davanti all’amore e alle difficoltà. Jane Austen la cerca nella testa e nell’ironia: Elizabeth rifiuta persino la prima proposta di Darcy, perché non vuole un amore che la mortifichi, e Anne dimostra che la fedeltà può essere una forma di intelligenza. Lousie Mary Alcott la cerca nella pratica quotidiana: le sue sorelle March non hanno risposte pronte, ma imparano, tempesta dopo tempesta, a navigare. Charlotte Brontë la cerca nell’anima: Jane Eyre lascia l’uomo che ama, perché per lei rispettarsi viene prima di essere amata. Qualunque sia il tuo risultato, quello che puoi portarti a casa è questo: non esiste un solo modo giusto di amare né di affrontare un problema. Puoi prendere la lucidità di Austen quando devi decidere, la tenacia di Alcott quando sei stanca, la libertà di Brontë quando qualcuno prova a farti diventare qualcun’altra.
Fonti delle citazioni
- Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio (Pride and Prejudice, 1813), cap. 5 (vol. I, cap. 5): battuta di Elizabeth Bennet. Originale: “I could easily forgive his pride, if he had not mortified mine”.
- Jane Austen, Persuasione (Persuasion, pubblicato postumo nel 1817), cap. 23 (vol. II, cap. 11): Anne Elliot al capitano Harville. Originale: “All the privilege I claim for my own sex (…) is that of loving longest, when existence or when hope is gone”.
- Louisa May Alcott, Piccole donne (Little Women, 1868-69), cap. 44: Amy a Laurie. Originale: “I’m not afraid of storms, for I’m learning how to sail my ship”.
- Louisa May Alcott, Piccole donne (Little Women, 1868-69), cap. 29: Jo. Originale: “I don’t like favors, they oppress and make me feel like a slave. I’d rather do everything for myself, and be perfectly independent”.
- Charlotte Brontë, Jane Eyre (16 ottobre 1847), cap. 23: Jane a Rochester. Originale: “I am no bird; and no net ensnares me: I am a free human being with an independent will”.
- Charlotte Brontë, Jane Eyre (1847), cap. 27: Jane a Rochester. Originale: “I care for myself. The more solitary, the more friendless, the more unsustained I am, the more I will respect myself”.
Le traduzioni italiane delle citazioni sono nostre.