Mara Maionchi ai giovani: “il lavoro duro batte il talento”, il regalo del destino arriva una volta, poi devi lavorare

C’è una convinzione molto diffusa: che il talento sia quello che conta davvero nella vita, che chi ce l’ha abbia una corsia preferenziale verso il successo, che chi non ce l’ha parta già perdente e non possa recuperare. È una narrazione comoda, in un certo senso: mette tutto nelle mani del caso, della fortuna genetica, di quello che si è ricevuto alla nascita senza averlo scelto. Toglie responsabilità e toglie anche la possibilità di agire in modo diverso. Mara Maionchi ha su questo un’opinione molto precisa che non lascia spazio all’ambiguità e che viene da una carriera intera passata a guardare chi arriva e chi no.

Mara Maionchi ai giovani

Il lavoro duro batte il talento

“Il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. Questa è una verità assoluta! È una frase storica che bisognerebbe che tutti i giovani si ricordassero.”

Mara Maionchi non sta dicendo che il talento non esiste o che non conta. Lei che ha passato una carriera intera a riconoscerlo, a cercarlo e a valorizzarlo, sa bene che esiste e che fa una differenza reale. Sta dicendo qualcosa di più sottile e di molto più importante per chi sta cercando la propria strada: che il talento senza lavoro costante è una promessa non mantenuta, un potenziale che rimane inerte e che non produce niente di concreto. E che il lavoro duro, anche partendo da un talento non eccezionale, può arrivare molto più lontano di quanto si immagini nel momento in cui si comincia. Il talento è il punto di partenza, non il punto di arrivo.

Ho pensato a questa frase applicandola alla mia esperienza di scrittura e di lavoro editoriale. Le persone più talentuose che ho conosciuto non sono necessariamente quelle che sono arrivate più lontano o che hanno prodotto le cose più belle nel lungo periodo. Quelle che sono arrivate più lontano sono quasi sempre quelle che hanno lavorato di più, con più costanza, con più determinazione quotidiana, anche partendo da un talento non eccezionale o non immediatamente riconoscibile agli occhi degli altri.

Il regalo del destino arriva una volta

“Il regalo del destino arriva una volta, poi se lo vuoi far proseguire devi lavorare tanto, partire da lì e cercare la tua strada è difficile, ma si può.”

Questa è forse la frase più preziosa delle tre, quella che contiene il consiglio più concreto e più urgente per chi è giovane e sta cercando la propria strada. L’opportunità – il momento in cui le cose si aprono, in cui qualcosa di favorevole accade che non si era pianificato – non aspetta che si sia pronti. Arriva, e se non la si coglie e non si lavora poi duramente per farla proseguire, passa. Il destino può fare la sua parte una volta: quella prima apertura. Quello che succede dopo dipende interamente dalla persona.

Se non lavori, non arrivi

“Se non lavori, non arrivi.”

Cinque parole. Senza fronzoli, senza attenuazioni gentili, senza la consolazione dei “ma dipende dalle circostanze” o dei “non sempre è così”. Mara Maionchi parla da una posizione di chi ha visto arrivare persone e non arrivare persone per decenni interi, chi ha visto talenti sprecarsi e persone meno dotate superarle grazie alla determinazione: sa esattamente come funziona, e lo dice in modo diretto senza pietà.

Mara Maionchi è produttrice discografica italiana, talent scout e personaggio televisivo, scopritrice di alcuni dei più grandi artisti della musica italiana tra cui Lucio Battisti, una delle figure più autorevoli, più dirette e più riconoscibili dell’intera industria musicale italiana.

Leggi anche: Non avere paura di faticare, il valore delle cose è determinato dalla fatica che ci hai messo: 4 frasi di Paolo Bonolis