Massimo Ceccherini: “Non mollare mai anche se sembra tutto finito”, a un certo punto arrivano perle inaspettate

Ci sono persone che hanno attraversato il fondo – il fondo vero, non una versione metaforica da salotto – e che dall’altra parte sono uscite con qualcosa da dire che vale la pena ascoltare, non perché abbiano le parole giuste o il registro giusto, ma perché parlano dall’esperienza diretta di quello che hanno attraversato. Massimo Ceccherini è una di queste persone. E quando dice di non mollare, lo dice con la credibilità di chi sa davvero cosa vuol dire avere tutto contro.

Non mollare mai

Non mollare mai

“Ti capiteranno momenti brutti nella vita, ma tu devi resistere, non devi mollare mai. Anche se soffri, se vedi che non c’è futuro e ti sembra che sia tutto finito, reggi, perché poi, a un certo punto gli vai nel c*lo di schianto!”

La volgarità nella frase non è casuale e non è gratuita: è parte del registro molto specifico di Ceccherini, quella lingua diretta, fisica, senza abbellimenti che rende il messaggio molto più reale e molto più credibile di quanto farebbe un equivalente più educato.

Non dice “vai avanti con fiducia e vedrai che andrà meglio”, la frase che si sente mille volte e che in certi momenti suona quasi offensiva nella sua genericità. Dice qualcosa di molto più concreto: resisti, reggi fisicamente, e poi arriva il momento in cui la vita ti sorprende in un modo che non ti aspettavi.

Questa frase mi ha colpita per la sua concretezza assoluta, per la totale mancanza di retorica motivazionale confezionata. Non promette niente di facile o di automatico, non dice che basterà avere un atteggiamento positivo. Promette solo che se si regge – se si resiste fisicamente a quello che sembra insostenibile – qualcosa cambia. Non quando vuoi tu, non come vuoi tu, non nelle forme che ti aspetti. Ma cambia.

Le perle inaspettate

“A un certo punto: Pahm! Via il dolore improvvisamente e ti arriva la botta, ti arrivano i regali. Nella vita devi andare sempre davvero fino in fondo, perché ti arrivano delle perle inaspettate.”

“Perle inaspettate”: questa è l’immagine più bella e più precisa delle tre frasi di Ceccherini. Non i risultati che si aspettavano, non le ricompense che si erano pianificate, non il ritorno a come era prima. Le perle inaspettate: quelle che non si potevano prevedere perché non rientravano nel campo di ciò che si credeva possibile per sé, per la propria storia, per quello che si pensava di meritare o di poter ancora ottenere.

Le sterzate improvvise

“Prendi me: Massimo Ceccherini, ex tossico, ubriaco, attorucolo un po’ marcio, con passione ma sempre attorucolo, mi son trovato – dopo che negli ultimi anni nessuno più mi chiamava, anche per molta colpa mia – film con Matteo Garrone, addirittura a scrivere la sceneggiatura di un film sui migranti! Nella vita ti possono arrivare delle sterzate improvvise che non lo puoi sapere!”

Ceccherini parla di sé senza risparmiarsi in nessun modo: “ex tossico, ubriaco, attorucolo un po’ marcio”. Quella spietatezza totale verso se stesso, quella capacità di nominarsi senza filtri e senza autocommiserazione, rende il messaggio molto più credibile di qualsiasi discorso motivazionale confezionato: non parla da una posizione di successo sempre avuta e mai messa davvero in discussione. Parla da una posizione di qualcuno che sa davvero cosa vuol dire toccare il fondo – il fondo vero, non quello metaforico – e poi trovare dall’altra parte qualcosa di completamente inaspettato.

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