C’è qualcuno a cui viene continuamente chiesto di giustificare i propri sogni, di spiegare le proprie scelte, di ridimensionare le proprie aspirazioni a qualcosa di più ragionevole? Qualcuno a cui il mondo intorno dice che certe cose non si fanno, che certa vita non si vive, che certi sogni non si sognano perché non è questo il posto giusto o il momento giusto o la persona giusta per farlo? La risposta di Paulo Coelho è diretta, senza attenuazioni e non ammette dibattito.

Abbiamo tutti una sola possibilità
“Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.”
La struttura della frase è quella dell’imperativo triplice molto ben costruito – tre inviti in sequenza, ciascuno più ampio e più liberatorio del precedente – seguiti dall’unica giustificazione necessaria e sufficiente: hai una sola vita. Non serve nessun’altra ragione, nessuna ulteriore spiegazione, nessuna approvazione esterna da ottenere prima di procedere.
Sogna ciò che ti va
Non ciò che è ragionevole secondo gli standard del momento o del contesto specifico in cui si vive attualmente. Non ciò che è approvato o incoraggiato da chi ti sta intorno ogni giorno. Non ciò che è garantito o che ha già una strada tracciata e sicura. Ciò che ti va: la cosa che nasce dentro senza essere stata pianificata, quella che nessuno ha chiesto di voler volere e che nessuno può togliere, quella che c’è prima ancora che si possa spiegarla con le parole giuste.
Penso a quante volte ho ridimensionato un sogno prima ancora di averlo davvero guardato, prima ancora di permettermi di sentire fino in fondo quanto lo volevo. Come se la valutazione della fattibilità dovesse precedere il permesso di sognare; come se prima di sognare ci volesse una licenza, un’approvazione esterna, una garanzia sul risultato finale. Coelho dice: sogna ciò che ti va. Tutto il resto – la fattibilità, il percorso, i compromessi necessari – viene dopo, e si trova strada facendo.
Vai dove vuoi
Non dove è sicuro e senza rischi. Non dove ti aspettano o dove si è attesi con certezza. Non dove la strada è già tracciata da chi è venuto prima. Dove vuoi: il luogo geografico reale, ma anche il luogo interiore, la direzione della propria vita, il tipo di persona che si vuole diventare, la forma di esistenza che si sente propria.
Sii ciò che vuoi essere
Non ciò che si è supposti essere in base alla famiglia di origine, al luogo di nascita, alla classe sociale, alle aspettative altrui costruite nel tempo e interiorizzate senza accorgersene. Ciò che si vuole essere: quella versione di sé che forse non si è ancora incontrata pienamente, ma che si sente possibile dall’interno, che si intravede nei momenti in cui ci si sente più autentici e meno in recita.
Hai solo una vita
La chiusura è quella che toglie ogni scusa all’inerzia e ogni giustificazione al rimandare. Non è una minaccia: è una constatazione molto semplice e molto scomoda. Hai una vita. Una. Questa. Non una prova generale in cui sbagliare senza conseguenze, non un tentativo prima di quello vero che arriverà dopo. Questa è quella vera, che sta accadendo adesso, e non ricomincia da capo.
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