Michelangelo: il vero pericolo non è porsi obiettivi troppo alti e non raggiungerli, ma troppo bassi e raggiungerli

Quanto spesso ti sei trattenuto dal desiderare qualcosa di grande per paura di fallire pubblicamente, e ti sei accontentato di qualcosa di più piccolo solo perché era raggiungibile con maggiore certezza e con minor rischio di delusione? Quella prudenza sembra saggia e ragionevole a prima vista. Michelangelo direbbe invece, con la sua consueta radicalità, che è esattamente lì che si nasconde il pericolo più insidioso e meno visibile di tutti. Il grande artista aveva su questo una posizione che ribalta completamente la logica comune della prudenza e dell’accontentarsi.

obiettivi troppo alti

Il vero pericolo quando ci poniamo degli obiettivi

“Il vero pericolo non è porsi obiettivi troppo alti e non riuscire a raggiungerli del tutto, ma porseli troppo bassi fin dall’inizio e raggiungerli con facilità.”

La logica comune e largamente diffusa dice: punta basso, resta nei limiti del sicuro, così non rischi delusioni cocenti né il giudizio altrui in caso di fallimento. Michelangelo dice esattamente il contrario, ribaltando completamente questa saggezza apparente: il vero rischio non è la delusione temporanea di un obiettivo alto mancato, che almeno ti ha fatto crescere lungo il percorso. È la mediocrità silenziosa e duratura di un obiettivo basso raggiunto con facilità, che non ti ha chiesto niente e non ti ha dato niente in più di quello che già avevi.

Il fallimento che insegna

Un obiettivo alto non raggiunto lascia comunque qualcosa di sostanziale: il percorso fatto per avvicinarsi, anche solo parzialmente, alla meta ambiziosa. Le competenze sviluppate lungo il cammino, che restano acquisite indipendentemente dall’esito finale. L’esperienza accumulata nel tentativo stesso, spesso preziosa quanto il risultato che si cercava. E spesso, anche, un risultato che – pur non essendo esattamente quello sperato in origine – è comunque più grande, più interessante e più formativo di quanto si sarebbe ottenuto puntando basso fin dall’inizio per sicurezza.

Chi tenta il David e produce qualcosa di meno perfetto del capolavoro immaginato ha comunque prodotto qualcosa di straordinario rispetto a chi non ha mai tentato niente di simile.

Il successo che inganna

L’obiettivo basso raggiunto, invece, dà una falsa sensazione di successo che è proprio per questo più pericolosa di un fallimento dichiarato. Si è ottenuto esattamente quello che ci si era prefissi, ma quello che ci si era prefissi era già piccolo in partenza, già limitato dalla paura più che dal reale potenziale disponibile. Il risultato è perfettamente coerente con l’aspettativa iniziale, e proprio per questa coerenza rassicurante non spinge mai a chiedersi se si sarebbe potuto fare molto di più, se si stava davvero usando tutto il proprio potenziale reale o solo una piccola parte di esso.

Questo tipo di successo apparente è pericoloso perché non genera quell’insoddisfazione produttiva che, in certe dosi misurate, è il motore principale della crescita personale e professionale. Chi raggiunge sempre e solo obiettivi bassi si sente bene nell’immediato, ma resta piccolo nel tempo, senza mai scoprire fino a dove sarebbe potuto arrivare.

Come si applica questo principio

Non significa porsi obiettivi impossibili e completamente fuori portata solo per il gusto sterile di puntare in alto senza criterio. Significa, di fronte a una scelta concreta tra un obiettivo sicuro e uno ambizioso, fermarsi a chiedersi onestamente: sto scegliendo questo perché è davvero quello che voglio nel profondo, o perché è semplicemente quello che posso raggiungere senza rischiare di fallire pubblicamente?

Michelangelo, che ha scolpito il marmo con l’ambizione dichiarata di liberare forme che nessun altro scultore aveva mai osato tentare prima, sapeva per esperienza diretta che il rischio del fallimento vale sempre il tentativo di puntare davvero in alto. La sua intera opera è la dimostrazione vivente di questo principio: non si accontentò mai del livello che già padroneggiava, ma cercò sempre il limite successivo, anche a costo di anni di lavoro incerto.

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