La vita ti porta delle cose, e molte di esse non le hai chieste. Un incontro inaspettato, una perdita, un fallimento, una malattia, una svolta che non avevi pianificato. La domanda che ci si fa in quei momenti è quasi sempre la stessa: perché? Susanna Tamaro ha risposto a quella domanda in un modo che non è consolazione facile, ma richiede qualcosa di attivo.

Tutto ciò che ci accade ha un senso
“Le cose che ci accadono non sono mai fini a se stesse, gratuite. Ogni incontro, ogni piccolo evento racchiude in sé un significato, la comprensione di se stessi nasce dalla disponibilità ad accoglierli, dalla capacità in qualsiasi momento di cambiare direzione, lasciare la pelle vecchia come le lucertole al cambio di stagione.”
La frase è densa e stratificata, e vale la pena scomporla nei suoi elementi, invece di leggerla in blocco. C’è una premessa radicale: niente è gratuito, niente è puramente casuale nell’esperienza di chi vuole imparare. C’è una pratica concreta: la disponibilità ad accogliere quello che arriva, invece di resistere o di ignorare. E c’è l’immagine finale: la pelle vecchia delle lucertole al cambio di stagione, che è la più precisa, la più biologica e forse la più bella di tutte.
“Niente è gratuito”
Dire che niente è gratuito non significa affermare che tutto sia stato “pianificato” da qualche forza superiore, o che esista un grande disegno cosmico che muove le pedine con uno scopo preciso.
Susanna Tamaro non sta facendo una dichiarazione teologica, sta dicendo qualcosa di più sobrio e di più verificabile nell’esperienza: che quello che accade lascia sempre qualcosa, se si è disponibili a guardarlo. Una possibilità di comprensione che prima non c’era. Una direzione che si vede solo dopo l’evento. Un’informazione su chi si è o su cosa si vuole che l’evento ha portato alla superficie. Anche le cose peggiori. Anche quelle che si sarebbero evitate con tutta la forza disponibile.
Penso a un mio caro affetto che aveva perso il lavoro e che per mesi aveva vissuto tutto ciò solo come catastrofe e poi, a distanza di tempo, ha capito che quella perdita aveva aperto qualcosa che altrimenti non si sarebbe mai aperto. Non per consolazione a posteriori: perché era davvero lì, in quell’evento, un significato che il dolore del momento rendeva impossibile vedere.
La disponibilità ad accogliere
La disponibilità di cui parla Susanna Tamaro non è passività o resa, non significa accettare tutto quello che accade senza resistenza o senza dolore. Significa qualcosa di molto più specifico: non chiudersi immediatamente alla comprensione di quello che sta succedendo, non costruire subito una narrazione difensiva che impedisce di vedere qualcosa.
Tenere aperta la domanda, anche nei momenti in cui fa male: cosa mi sta dicendo questo? Non come compulsione ansiosa da trovare risposta immediata, ma come orientamento di fondo verso la propria esperienza.
Chi non ha quella disponibilità attraversa le cose senza trarne quasi niente, non perché le cose non abbiano significato, ma perché non si è disposti a cercarlo.
Lasciare la pelle vecchia
L’immagine della lucertola è perfetta nella sua concretezza. La lucertola non si aggrappa alla pelle vecchia, la lascia andare perché è il momento, perché il corpo ne ha bisogno per crescere. Non è una perdita: è una trasformazione che richiede di liberarsi di quello che non serve più per poter essere più completamente se stessa.
Susanna Tamaro usa questa immagine biologica e concreta per descrivere la trasformazione umana: a ogni svolta significativa della vita c’è una pelle vecchia da lasciare andare. Un modo di vedere se stessi che non corrisponde più a quello che si è. Un ruolo che non va più bene per la persona che si sta diventando. Una narrativa su di sé che era vera prima e non lo è più adesso, ma che si porta ancora addosso per abitudine.
Susanna Tamaro è una scrittrice triestina, autrice di Va’ dove ti porta il cuore, uno dei romanzi italiani più venduti e più letti del Novecento tradotto in decine di lingue, qualcuno che ha fatto del tema del senso e della trasformazione il centro della propria narrativa.
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