“Scegli di amarti ogni giorno”, nessuno può guarire le tue ferite: le frasi di Agnese Scappini sull’amore per se stessi

Quanto spesso cerchiamo negli altri quello che, prima di tutto, dovremmo imparare a dare a noi stessi? È da questa domanda che possiamo iniziare a guardare con occhi diversi le parole di Agnese Scappini. Desideriamo essere capiti, amati, accolti, salvati dalle nostre fragilità – è umano -,ma spesso dimentichiamo che c’è una parte di questo lavoro che nessuno può fare al posto nostro. Dobbiamo imparare a guardarci e ascoltarci per capire che l’amore che cerchiamo fuori comincia proprio da qui: dal coraggio di scegliere noi stessi, ogni giorno, anche nelle nostre imperfezioni.

amore per se stessi

Il primo amore, quello che cambia tutto

“Quello che gli altri possono fare è amarti come possono. Ma il primo amore, quello che cambia tutto, devi sceglierlo tu, ogni giorno, per te.”

Dovremmo fermarci un attimo su queste parole di Agnese Scappini perché, a volte, passiamo la vita ad aspettare dagli altri quell’amore che per primo dovremmo imparare a darci. Aspettiamo qualcuno che ci scelga e quando questo non accade, pensiamo di valere meno. Ma non è così. Ognuno ama come sa, come può, con i propri limiti e le proprie ferite: questo non deve diventare la misura del nostro valore.

Scegliere noi stessi, ogni giorno, significa restare dalla nostra parte anche quando sbagliamo, perdonarci, ascoltarci, prenderci cura di ciò che sentiamo. smettere di rincorrere chi non sa restare e imparare, finalmente, a non abbandonare noi stessi. Forse è questo il vero amore da cui tutto comincia: quello che non aspetta di essere trovato, ma che scegliamo di coltivare dentro di noi. Ogni giorno. Per noi.

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Ci sono ferite che dobbiamo imparare ad ascoltare

“Significa che nessuno leggerà i tuoi pensieri al posto tuo, che guarirà le tue ferite al posto tuo.”

A volte vorremmo che qualcuno riuscisse a capire quello che abbiamo dentro senza doverlo spiegare, essere salvati proprio quando non abbiamo la forza di chiedere aiuto, ma ci sono parti di noi che nessun altro può attraversare al nostro posto.
Le persone possono starci accanto e aiutarci a vedere una strada quando noi non riusciamo più a trovarla. Però, il passo verso quella strada dobbiamo sceglierlo noi. Questa è una delle verità più difficili da accettare: guarire non significa dimenticare ciò che ci ha fatto male, ma imparare ad ascoltare quelle ferite senza permettere loro di decidere chi siamo.

Ci saranno giorni in cui avremo bisogno degli altri, ed è giusto così. Non siamo fatti per affrontare tutto da soli. Ma dobbiamo anche imparare a riconoscerci, a capire ciò che sentiamo, a prenderci cura di noi perché nessuno può vivere la nostra vita al posto nostro. E proprio da questa consapevolezza può cominciare la parte più importante del nostro viaggio: tornare a noi.

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Come imparare a occupare il proprio spazio

“Nessuno saprà mai fino in fondo quello che ti porti dentro fino a che non sarai tu a guardarlo e a dargli un nome, per poi curarlo ogni giorno: è un tuo lavoro. Nessuno ti accetterà fino in fondo e davvero fino a che non smetterai tu di chiedere il permesso di esistere. Nessuno colmerà i tuoi vuoti fino a che non sarai tu che smetterai di essere il recipiente per i vuoti altrui. Nessuno ti darà mai sufficiente spazio fino a che non smetterai di cercare di non occupare spazio.”

Qui che comincia la parte più difficile della nostra crescita: dare un nome a ciò che sentiamo, anche quando fa paura. Riconoscere le nostre ferite senza vergognarcene e prendercene cura, un giorno alla volta. Per troppo tempo possiamo aver cercato negli altri una conferma, un posto, un motivo per sentirci abbastanza, ma non dobbiamo chiedere il permesso per essere ciò che siamo. Abbiamo il diritto di occupare spazio, di avere bisogni, di dire no, di essere fragili e anche di cambiare.

Nessuno può fare questo lavoro al posto nostro; quando iniziamo a farlo, lentamente, smettiamo di vivere chiedendo di essere scelti e iniziamo finalmente a scegliere noi stessi.

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E allora, scegli te stesso

“Non cercare per questo sempre l’amore perfetto, ma inizia ad amarti imperfettamente, perché l’amore umano, quello giusto, è quello che inciampa, ma resta, che non salva, ma sceglie, che magari non riempie, però accoglie. E sei tu ad iniziare a fare tutto questo, tutto questo arriverà.”

Il punto da cui ripartire è proprio questo: non dobbiamo diventare perfetti per meritare amore, guarire da tutto, avere sempre le risposte o smettere di avere paura. Dobbiamo solo imparare a non abbandonarci.

L’amore vero arriva quando abbiamo imparato a guardarci con più dolcezza e a non chiedere agli altri di colmare ogni nostro vuoto.
Forse non si tratta più di cercare qualcuno che ci salvi, ma qualcuno che scelga di camminare accanto a noi. Qualcuno che inciampi insieme a noi e, nonostante tutto, resti.

Ma tutto questo comincia prima dentro di noi. Nel modo in cui ci parliamo, ci ascoltiamo, ci scegliamo. Quando inizieremo davvero a farlo, scopriremo che non dovevamo aspettare l’amore: dovevamo solo imparare a riconoscerlo, partendo da noi.

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