Schopenhauer: a 50 anni domini come Giove, sei ricco di esperienza, vuoi comandare e non ti lasci ordinare

Ogni pianeta, nella tradizione astrologica antica, governa un’età precisa della vita umana. Schopenhauer conosceva bene quella tradizione millenaria, e la usò come struttura portante per descrivere le fasi dell’esistenza umana nel loro susseguirsi. A cinquant’anni, secondo quella visione, regna Giove, il pianeta più grande del sistema solare, il re degli dèi nella mitologia romana, il simbolo per eccellenza dell’autorità matura. Arthur Schopenhauer aveva descritto questa età con una precisione che fa sorridere di riconoscimento chiunque ci sia vicino o l’abbia attraversata.

50 anni

Il dominio di Giove

“Nel cinquantesimo anno domina Giove: l’uomo è già sopravvissuto alla maggior parte de’ suoi contemporanei, e si sente superiore alla generazione attuale. Mentre possiede il pieno godimento delle sue forze, è ricco di esperienza e di cognizioni: ha pure, nella misura della sua individualità o della sua posizione, un’autorità su coloro che lo avvicinano. Non intende più di lasciarsi ordinare: vuole comandare a sua volta. Si è proprio adesso che nella sua sfera egli è maggiormente atto ad esser guida e dominatore. Così culmina Giove e, come lui, l’uomo di cinquant’anni.”

La struttura del ragionamento di Schopenhauer è quella del culmine: non la forza bruta della giovinezza, non la saggezza distaccata della vecchiaia ormai alle spalle. Il punto di massima potenza consapevole, in cui le forze fisiche e mentali sono ancora intatte e l’esperienza è finalmente abbastanza ricca da orientarle bene.

Sopravvissuto e superiore

“È già sopravvissuto alla maggior parte de’ suoi contemporanei”: questa frase, letta oggi, suona meno drammatica di quanto non suonasse nell’Ottocento, quando la mortalità media era molto più alta e arrivare a cinquant’anni era già una conquista statistica significativa. Ma il senso profondo rimane valido: a cinquant’anni si è attraversato abbastanza della vita da sapere cosa conta davvero e cosa no, da aver visto cadere molte delle certezze che sembravano solide e da averne costruite di nuove, più vere perché guadagnate sul campo.

Probabilmente come molti di voi, anche io leggo questa frase di Schopenhauer mentre ho da poco superato i cinquant’anni, e sento qualcosa spostarsi in modo molto preciso. Non la superbia di sentirmi superiore alle generazioni più giovani, piuttosto la sensazione di essermi guadagnata qualcosa di reale attraverso anni di lavoro, di errori, di cose attraversate. Di avere finalmente abbastanza esperienza da smettere di chiedermi il permesso per ogni cosa e da sapere davvero cosa voglio.

Ricco di esperienza e di cognizioni

Il “pieno godimento delle sue forze” combinato con la ricchezza di esperienza è la distinzione chiave che Schopenhauer traccia. La giovinezza ha le forze, ma non l’esperienza. La vecchiaia ha l’esperienza, ma non più le forze al massimo. A cinquant’anni, dice Schopenhauer, si ha ancora entrambe, ed è questa combinazione a rendere quest’età la più potente.

Vuole comandare, non farsi ordinare

“Non intende più di lasciarsi ordinare: vuole comandare a sua volta.” Questa è la parte che fa più sorridere di riconoscimento, perché è vera in modo quasi fisico per chi ci è vicino o l’ha attraversata. Non si tratta di arroganza o di superbia mal riposta: si tratta del riconoscimento guadagnato attraverso decenni di lavoro, di errori corretti e di situazioni attraversate, di sapere davvero come funzionano le cose. Di aver accumulato abbastanza per poter guidare invece di seguire.

Il culmine di Giove

Schopenhauer non descrive la giovinezza come l’apice della vita umana. La descrive come una fase di preparazione in cui ci sono le forze, ma manca la guida per usarle bene. Il culmine vero, secondo il suo ragionamento, arriva qui, a cinquant’anni: quando si ha ancora la forza di agire concretamente e la saggezza accumulata per sapere cosa vale davvero la pena di fare.

Altre frasi di Schopenhauer

  • “La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”
  • “Non v’è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l’intervallo.”
  • “Noi perdiamo tre quarti di noi stessi per essere come le altre persone.”
  • “Il destino può mutare, la nostra natura mai.”
  • “Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l’opinione altrui.”

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