Capita a tutti, prima o poi, di fermarsi e chiedersi dove stia andando la propria vita. A volte si aspetta che qualcosa cambi, che arrivi un’occasione, una persona, una risposta capace di rimettere tutto in ordine. E intanto i giorni passano. È proprio qui che le parole di Umberto Galimberti fanno riflettere: forse il futuro non è qualcosa che arriva quando si è finalmente pronti, ma qualcosa che comincia nel momento in cui si decide di fare. Anche un piccolo passo può cambiare la direzione perché, in fondo, restare fermi è già una scelta.

Il senso della vita comincia da ciò che si fa
Non sempre il senso della vita si perde dopo un grande dolore. A volte si nasconde proprio nella normalità, quando le giornate passano una dopo l’altra e una persona continua a fare le stesse cose senza chiedersi più dove la stiano portando. Si lavora, si corre, si fanno programmi, si rimandano decisioni e, quasi senza accorgersene, si finisce per vivere aspettando che accada qualcosa. Aspettare che la vita cominci significa rischiare di lasciarla passare. Ed è da qui che parte la riflessione di Umberto Galimberti:
“Il senso della vita consiste nelle cose che hai fatto o che sei in grado di fare, non c’è altro senso al di là del tuo fare. L’unica salvezza consiste nell’azione. Devi agire. Il futuro è nostro, ci spetta biologicamente, quindi mi do da fare. Solo facendo acquisti il futuro. Se non agisci e aspetti, il futuro non ti viene incontro. Il futuro te lo devi prendere e le azioni incominciano immettendosi subito nel canale del fare.”
Dentro queste parole c’è un invito preciso a smettere di cercare il significato della propria esistenza soltanto nelle grandi risposte e a guardare invece alle cose concrete. La vita acquista significato attraverso ciò che una persona decide di compiere, attraverso i gesti, le scelte, i tentativi e persino gli errori. Non è necessario fare qualcosa di straordinario. Può avere un enorme valore anche preparare una cena per qualcuno, ricominciare a studiare, telefonare a un amico che non si sente da tempo, chiedere scusa, imparare un mestiere o prendersi cura di una persona. In ogni azione c’è una piccola dichiarazione: “Io sono ancora qui e posso fare qualcosa”.
Il coraggio di fare il primo passo
La cosa che colpisce di più nelle parole di Galimberti è quel semplice “devi agire”, perché dentro ci sta tutta la difficoltà di certe giornate. Non è facile muoversi quando non si sa dove andare, quando si ha paura di sbagliare o di essere delusi ancora una volta. Eppure, restare fermi troppo a lungo può diventare un’abitudine. Si rimanda di inviare quel curriculum, si continua a dire “prima o poi inizierò”, si evita di fare un passo verso qualcuno per paura di sentirsi dire di no. Intanto, però, la vita va avanti. Agire non significa avere tutto chiaro, ma provare anche senza garanzie. Può andare bene, può andare male, può persino portare altrove. A volte è proprio quel primo passo a far sentire una persona di nuovo padrona della propria vita.
Il futuro non è un regalo: è qualcosa che si conquista
Quando Galimberti dice che il futuro “spetta biologicamente”, ricorda una cosa essenziale: essere vivi significa essere proiettati in avanti. Ognuno porta dentro di sé la possibilità del domani, ma questa possibilità non basta da sola. Il futuro deve essere “acquistato” attraverso le azioni del presente.
Se il futuro dipendesse soltanto dalla fortuna, non resterebbe molto da fare. Invece ogni giornata offre almeno un piccolo margine di scelta. Non serve cambiare tutta la propria esistenza in un pomeriggio. Basta iniziare. Dieci pagine lette possono diventare un esame superato. Un’ora di allenamento può diventare una nuova abitudine. Una telefonata può ricucire un rapporto. Un piccolo risparmio può diventare, con il tempo, la possibilità di realizzare un progetto. È così che il futuro prende forma: non con grandi promesse, ma con gesti ripetuti quando nessuno applaude. Il domani non nasce domani, ma nelle decisioni che vengono prese oggi, anche in quelle apparentemente insignificanti.
Il futuro comincia da un passo
Galimberti non invita a correre senza sosta né a riempire ogni momento della giornata di cose da fare, ma a non lasciare la propria vita nelle mani dell’attesa.
Caro lettore, tu, come me, puoi avere paura, sentirti stanco, sbagliare strada o attraversare periodi in cui non riesci a capire quale direzione prendere. È umano. Ma arriva il momento in cui deve scegliere se restare fermo o provare a muoversi. Nessuno può fare quel passo al posto suo.
Cosa hai imparato oggi? Penso a questa lezione: non serve sapere già dove si arriverà per cominciare. Serve il coraggio di fare ciò che è possibile oggi. Il futuro non si costruisce tutto in una volta, ma un gesto dopo l’altro, e proprio da quel gesto, anche piccolo, può nascere qualcosa capace di cambiare il corso di una vita.
Altre frasi di Umberto Galimberti
- “La felicità non dipende tanto dal piacere, dall’amore, dalla considerazione o dall’ammirazione altrui, quanto dalla piena accettazione di sé.”
- “Distratti da noi, fino a diventare perfetti sconosciuti a noi stessi, ci arrampichiamo ogni giorno su pareti lisce per raggiungere modelli di felicità che abbiamo assunto dall’esterno.”
- “L’uomo non sa di essere felice, ma si sente felice.”
- “Infine resta la vita, e il sapere lo strumento per meglio esprimerla.”
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