Sei tu che puoi rendere grande la Via e non la Via che ti rende grande: un aforisma di Confucio

Hai mai cercato la strada giusta convinto che una volta trovata quella, il resto sarebbe venuto da solo? Come se il problema fosse trovare la Via giusta, e non quello che ci porti dentro mentre la percorri? Confucio aveva qualcosa di molto preciso da dire su questa aspettativa diffusissima. E lo diceva in una sola frase, con quella concisione che caratterizza i grandi aforismi.

aforisma di Confucio

Sei tu che puoi rendere grande la Via

“È l’uomo che può rendere grande la Via, e non la Via che rende grande l’uomo.”

La Via – il Dao in cinese, che significa percorso, cammino, principio – è il metodo, la strada, la pratica. Non necessariamente una sola Via per tutti: ogni filosofia, ogni pratica, ogni disciplina ha la sua. Ma Confucio dice qualcosa che ribalta l’ordine comune e molto diffuso: non è la Via che fa la differenza principale. È chi la percorre.

La tentazione della Via giusta

C’è una tentazione molto umana, forse la più diffusa di tutte: cercare il sistema perfetto, la metodologia che risolve tutto, il libro che finalmente dà la risposta giusta. Se trovo la dieta giusta, il metodo di lavoro giusto, la filosofia di vita giusta, il percorso terapeutico giusto, allora starò bene, allora riuscirò, allora le cose cambieranno finalmente.

Confucio dice: no. La Via da sola non ti trasforma. Sei tu che trasformi la Via, con quello che porti di tuo, con il modo in cui la percorri, con il grado di impegno e di presenza autentica che ci metti dentro. Lo stesso percorso, fatto da due persone diverse con storia diversa e presenza diversa, produce risultati completamente diversi. Non perché il percorso cambi: perché cambiano le persone che lo fanno, e loro cambiano il percorso con la loro presenza.

Non è la filosofia che ti salva

Lo stesso vale per le filosofie di vita, le pratiche spirituali, i metodi educativi. Lo stoicismo, la mindfulness, qualsiasi sistema di pensiero, funzionano nella misura in cui chi li pratica ci porta qualcosa di davvero autentico. La stessa pratica, fatta meccanicamente per seguire regole, produce poco o nulla. Fatta con vera presenza e con tutto quello che si è – incluse le contraddizioni, incluse le domande non risolte – trasforma.

Confucio non stava dicendo che la Via non conta. Stava dicendo che tu conti di più della Via. Che puoi rendere grande qualsiasi percorso, se hai il coraggio di portarti dentro di esso.

Cosa significa rendere grande la Via

Significa percorrerla con tutto quello che sei, incluse le parti che non corrispondono ai canoni previsti, incluse le deviazioni rispetto al modello, inclusa la fatica dei momenti in cui non si sa come andare avanti.

Chi percorre una Via cercando solo di eseguirla nel modo corretto e approvato resta sulla superficie di quella Via, ne fa esperienza dall’esterno. Chi la percorre portandoci le proprie domande vere, i propri fallimenti, la propria storia irripetibile, la rende grande. Quella è la differenza fondamentale che Confucio aveva visto e che vale ancora oggi.

Confucio è stato filosofo cinese del VI-V secolo a.C., fondatore del confucianesimo, maestro che si dice abbia avuto tremila allievi, una delle figure intellettuali più influenti di tutta la storia dell’umanità, il cui pensiero ha plasmato la cultura dell’Asia orientale per oltre duemila anni e che ancora oggi orienta il modo di pensare di miliardi di persone.

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