Seneca e la ricerca della felicità: stai guardando nel posto sbagliato, ecco dove guardare per tornare a sorridere

Si va a cercare la felicità lontano: in un posto diverso, in una stagione diversa, in una versione futura di se stessi in cui finalmente le cose saranno sistemate. Si pensa che arrivi dopo: dopo aver risolto quel problema, dopo aver raggiunto quell’obiettivo, dopo che quella situazione difficile sarà finalmente migliorata. Nel frattempo si aspetta. Nel frattempo si rinvia. Lucio Anneo Seneca cercava la felicità in un posto completamente diverso da quello in cui tutti la cercano.

ricerca della felicità

Dove si trova la felicità?

“La felicità è un bene vicinissimo, alla portata di tutti: basta fermarsi e raccoglierla.”

Seneca ci dice: non si raggiunge la felicità attraverso un cammino lungo e faticoso verso qualcosa che manca. Si smette di camminare. Si guarda dove si è. Si raccoglie quello che è già lì.

Questa frase colpisce perché descrive esattamente la trappola in cui cadiamo più spesso: quella di rimandare la felicità a un momento migliore, più adatto, meno complicato. Come se la felicità fosse una cosa che si guadagna dopo aver fatto altro, non qualcosa che si può scegliere di raccogliere nel mezzo di qualunque situazione. Seneca dice il contrario: fermati. Non tra un po’, quando le cose saranno a posto. Adesso.

Leggi anche: Di tanto in tanto smetti di ricercare la felicità e sii semplicemente felice: un aforisma di Guillame Apollinaire

La vicinanza come paradosso

“Vicinissimo” è la parola che sorprende di più nella frase di Seneca. Il problema, secondo il filosofo greco, non è la distanza, ma la direzione: si guarda sempre avanti, verso quello che non si ha ancora, e si perde di vista completamente quello che c’è già intorno, già presente, già disponibile.

Seneca scriveva questo in un’epoca in cui le fortune potevano capovolgersi nel giro di un giorno, e lui lo sapeva per esperienza diretta e personale, avendo vissuto l’esilio sotto Claudio e poi la caduta in disgrazia finale sotto Nerone.

La felicità che dipendeva dalle circostanze esterne era fragile per definizione, impossibile da garantire. Quella che si impara a trovare nel presente – in quello che c’è, non in quello che si spera arrivi – è molto più solida e molto meno esposta ai capricci della fortuna.

Leggi anche: Estorci felicità a te stesso, questo è il senso della vita. Tutto il resto è miseria: una frase di Alessandro Baricco

Alla portata di tutti

“Alla portata di tutti”: non dei ricchi, non dei sani, non dei fortunati, non di chi ha risolto i problemi più grossi. Di tutti. Questa è una delle affermazioni più radicalmente democratiche che la filosofia antica abbia prodotto, e che molti filosofi hanno poi ripreso. La felicità non è un privilegio di chi ha le condizioni giuste: è disponibile anche a chi non le ha, perché non dipende dalle condizioni esterne ma dall’orientamento interiore: da quello che si fa con quello che si ha.

Il verbo chiave è “fermarsi”. L’impedimento alla felicità non è la mancanza di qualcosa che bisogna ancora procurarsi: è il movimento frenetico verso quello che non si ha ancora, che non permette di stare nel posto in cui si è. La corsa che non si ferma mai non permette di raccogliere niente, non perché lungo la strada non ci sia niente da raccogliere, ma perché si è sempre in transito verso la prossima meta, mai davvero presenti in quella attuale.

Altre frasi di Seneca

  • “La felicità non consiste nell’acquistare e nel godere, ma nel non desiderare nulla, perché consiste nell’essere liberi.”
  • “Non possiamo essere felici se ci tormenta il desiderio di ciò che non abbiamo.”
  • “La felicità è un bene dell’anima: non si trova nei pascoli e nei giardini, ma dentro di noi.”
  • “Felice è colui che è contento della sua sorte, qualunque essa sia, e la ama.”

Leggi anche: Non sarai mai felice finché ti darà fastidio il fatto che qualcuno è più felice di te: una citazione di Seneca