“Signora Longari, mi è caduta sull’uccello!” Ma Mike Bongiorno non ha mai fatto questa gaffe: la vera storia

L’8 settembre 2009 se ne andava Mike Bongiorno, a Montecarlo, a 85 anni, mentre stava ancora lavorando. “Gli artisti non si ritirano, gli artisti muoiono sul palcoscenico” aveva detto, e fu profeta di se stesso. Nel ricordarlo ogni anno, la frase che torna sempre è quella: “Ahi ahi ahi, signora Longari, mi è caduta sull’uccello!” Peccato che Mike Bongiorno non l’abbia mai detta. O quasi certamente no.

Signora Longari mi è caduta sull'uccello

La vera storia della signora Longari

La storia di Giuliana Longari è reale, e vale la pena raccontarla. Abruzzese di Popoli, proveniente da una famiglia benestante – i suoi producevano un noto centerbe – lavorava come trovarobe per il cinema quando nel 1970 decise di partecipare a Rischiatutto. Esordì il 7 maggio 1970 presentandosi come esperta di storia romana.

Ciò che accadde dopo è televisione italiana pura: Giuliana Longari divenne campionessa per undici settimane consecutive. La sua vincita di tredici milioni di lire fu la più alta mai elargita dalla RAI fino ad allora. Vista l’enorme popolarità, le fu affidato un programma tutto suo – Il… rischianiente nel 1971 – e continuò a lavorare in televisione per decenni, fino alla pensione alle Teche RAI.

Una leggenda metropolitana entrata nel mito

Mike Bongiorno e la signora Longari hanno sempre smentito l’accaduto. La frase non c’è in nessun archivio, non esiste una registrazione verificata, e chi conosceva bene Mike ha chiarito che una battuta del genere, così esplicitamente volgare, sarebbe stata incompatibile con il suo stile, oltre che con l’epoca, in cui certe cose semplicemente non passavano in televisione. Si tratta di una vera e propria falsa memoria collettiva.

Come è nata? Probabilmente da una barzelletta, forse da qualche domanda di ornitologia andata storta, forse da qualche scherzo di redazione. Poi ha cominciato a circolare, ha trovato terreno fertilissimo nel personaggio di Mike – serio, imperterrito, capace di dire qualsiasi cosa con la stessa sicurezza – e si è radicata nella memoria collettiva con la solidità delle cose vere.

Il paradosso è che la sua potenza mitica è rimasta intatta anche dopo le smentite. Anzi: sapere che probabilmente non è mai avvenuta la rende, se possibile, ancora più interessante.

Io ho sempre dato per scontata quella gaffe. L’ho sentita citare tante volte da tante persone diverse da convincermi di averla sentita anch’io, forse in qualche vecchia registrazione. La scoperta che probabilmente non è mai avvenuta mi ha fatto capire quanto le leggende metropolitane funzionino esattamente così: per osmosi.

Le gaffe vere (e sono abbastanza)

Ciò non significa che Mike Bongiorno fosse immune dalle gaffe. Tutt’altro: ne ha fatte abbastanza da costruirci sopra una carriera parallela. Talvolta leggeva anche le risposte insieme alle domande, con la scaletta definita nei dettagli vita morte e miracoli degli ospiti. E quando scivolava, scivolava con tutta la sua proverbiale sicurezza.

Ecco le gaffe più memorabili che oggi sarebbero diventate meme in un batter d’occhio:

  • “Ma chi sarà mai questo signor Paolovi?” Stava leggendo il nome di Papa Paolo VI – uno degli uomini più famosi del mondo in quel momento – ad alta voce, in diretta, con la stessa serenità con cui avrebbe letto qualsiasi altro nome. Nessuna pausa, nessun dubbio, nessuna correzione. Oggi sarebbe un meme con milioni di visualizzazioni entro un’ora.
  • “Sarò breve e circonciso.” Voleva dire conciso. Lo disse, continuò imperterrito. La differenza tra le due parole non lo sfiorò minimamente. Oggi avrebbe hashtag dedicato e remix infiniti entro il giorno.
  • “Cosa le pende in mezzo alle gambe?” Vedendo una lunga cintura indossata da una concorrente, le chiese cosa le pendesse in mezzo alle gambe. Era una domanda tecnica sull’accessorio. Era involontariamente esilarante. Era Mike Bongiorno in tutto il suo splendore.
  • “Io sono un sub normale.” Un giornalista, durante un’intervista, lo definì un sub eccezionale riferendosi alla sua passione per le immersioni. Mike gli rispose che era un sub normale. Non era autoironia: era la risposta più sincera e più inconsapevolmente comica possibile.

Il “genere Bongiorno”

Mike il gaffeur era in parte costruito e in parte reale. Riteneva che in questo modo il pubblico lo percepisse meno distante, uno di loro. Non era il professorone, non doveva sentenziare. La serietà assoluta con cui conduceva tutto – e nel frattempo diceva cose involontariamente assurde con la stessa identica sicurezza – era un genere televisivo completamente suo. Non rideva di se stesso perché spesso non se ne accorgeva. Ed è esattamente questo che lo rende ancora irresistibile, postumo e involontario, nell’era dei meme.

Mike Bongiorno è stato conduttore televisivo italoamericano, nato il 26 maggio 1924 a New York e morto l’8 settembre 2009 a Montecarlo, padre fondatore della televisione italiana, re dei quiz e presenza inconfondibile nella vita di più generazioni di italiani.