Sii sempre gentile, ogni persona combatte la sua battaglia di cui non sai nulla: una citazione di Platone

Ti è mai capitato di reagire con nervosismo o fastidio verso qualcuno – in coda al supermercato, nel traffico, al telefono – e di scoprire poi, magari ore o giorni dopo, che quella persona stava attraversando qualcosa di davvero pesante di cui non sapevi nulla? Che il suo comportamento non nasceva da scortesia gratuita, ma da un peso che portava addosso in quel preciso momento? Platone aveva colto qualcosa di essenziale sulla natura umana. Qualcosa che resiste al tempo, duemilaquattrocento anni dopo, con la stessa forza intatta.

Una citazione di Platone: ogni persona che incontri combatte una battaglia di cui non sai nulla, sii gentile, sempre

Ognuno porta avanti una battaglia che non vediamo

“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.”

Tre frasi brevi. La prima descrive la condizione umana. La seconda ne trae la conseguenza naturale: sii gentile. La terza è un imperativo assoluto: sempre. Non solo quando sei riposato o di buon umore, non solo quando l’altra persona ti risulta simpatica. Sempre, in ogni situazione, anche la più banale.

Platone non stava elaborando un sistema filosofico astratto: stava fotografando la condizione umana con una precisione che non ha perso nulla della sua forza in oltre due millenni.

La battaglia che non si vede

Ognuno sta affrontando qualcosa. Nessuno escluso. Il collega sempre di malumore forse porta a casa problemi familiari che non racconterà mai in ufficio. Chi ti ha risposto male al telefono forse ha appena ricevuto una notizia difficile pochi minuti prima. Chi ti ha tagliato la strada in auto forse è in ritardo per qualcosa che, per lui, conta davvero. Non lo sai. Non puoi saperlo dall’esterno. Quella persona non porta un cartello che racconta la sua battaglia: la tiene nascosta.

Questo non significa giustificare qualsiasi comportamento in nome di una battaglia invisibile. Esistono persone scortesi per abitudine, che scelgono la maleducazione come stile di vita, ed è giusto riconoscerlo quando accade. Ma nella maggior parte degli scambi quotidiani con sconosciuti – quelli brevi, casuali, che durano pochi secondi – non sappiamo assolutamente nulla di ciò che l’altro sta portando in quel momento. E questa mancanza di informazioni dovrebbe suggerire prudenza nel giudicare in fretta, non certo darci conferma delle nostre impressioni.

Perché quel “sempre” pesa così tanto

La parola più importante dell’intera frase è proprio l’ultima, la più semplice in apparenza. Sempre. Non quando sei sereno, non quando la giornata è filata liscia, non quando l’altra persona ti sembra piacevole. Sempre, anche quando sei stanco, anche quando sei irritato, anche quando avresti mille motivi validi per non esserlo.

Una gentilezza selettiva non è vera gentilezza: è semplice simpatia. La gentilezza autentica è quella che si pratica anche quando costa un piccolo sforzo, anche quando non viene spontanea, anche quando l’altro non sembra meritarla in quel preciso istante. Ed è proprio quella gentilezza esercitata anche quando sembra inutile a poter cambiare la giornata di qualcuno che ne aveva bisogno, senza che tu ne sia mai a conoscenza.

Piccoli gesti, effetti grandi

Non servono grandi discorsi né gesti eroici. La gentilezza di cui parla Platone si costruisce con cose piccole e concrete: sorridere a chi sembra triste, senza conoscerne il motivo. Non rispondere alla scortesia con altra scortesia, evitando di aggiungere peso a una catena già pesante. Lasciare passare chi sembra avere fretta. Concedersi un attimo in più prima di giudicare, invece di saltare subito alle conclusioni.

Sono gesti minimi, spesso quasi impercettibili. Ma per qualcuno che in quel momento sta affrontando una battaglia invisibile ai tuoi occhi, e che forse non conoscerai mai, un gesto gentile può diventare la cosa più importante della sua intera giornata. Può essere la prova che il mondo non è del tutto indifferente. Può essere ciò che gli permette di andare avanti.

E tu non lo saprai mai. Fallo comunque.

Platone è stato un filosofo ateniese del IV secolo a.C., allievo di Socrate, autore de La Repubblica e dei Dialoghi: uno dei fondatori del pensiero occidentale, al punto che l’intera filosofia successiva è stata definita una serie di note a margine della sua opera.

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