Vanessa Incontrada: “La perfezione non esiste”, impara a volerti bene e circondati di persone che te ne vogliono

C’è un monologo di Vanessa Incontrada che circola moltissimo ancora anni dopo essere stato pronunciato, perché dice cose che molte persone aspettavano di sentire in quel modo e con quella voce. Parla di imperfezione, o meglio, di inesistenza della perfezione. È un messaggio rivolto a tutte le donne che ogni giorno combattono per raggiungere degli ideali imposti dalla società, spesso irraggiungibili e sempre erroneamente presi come modelli. Riportiamo il monologo per intero nel primo paragrafo e poi lo suddividiamo in frasi per analizzarlo insieme, perché il messaggio merita.

perfezione non esiste

Il monologo di Vanessa Incontrada sulla perfezione

Ecco il monologo per intero:

“La perfezione non esiste. Bisognerebbe inserirlo tra i primi insegnamenti che ci danno: ‘lavati le mani prima di mangiare’, ‘non dire le parolacce’ e ‘la perfezione non esiste’. Pensi di dover essere perfetta per trovare l’uomo della tua vita, per piacergli, perché si innamori di te, ma la verità è che devi imparare a sorridere per i tuoi difetti. Smetti di voler essere diversa da quella che sei, perché tanto la perfezione non esiste. Non si può diventare ciò che non si è: un po’ più così, un po’ più cosà… ti vogliono diversa? Perdi solo del tempo cercando di esser giusta, dimenticandoti di essere felice, perché pensi di essere sbagliata agli occhi degli altri. Le critiche feriscono, arrivano dritte allo stomaco. Tutti ti vogliono diversa? In realtà quel ‘tutti’ non esiste. Esistono le persone: ad alcune puoi piacere e ad altre no, ma va bene così, perché la perfezione non esiste. Conta solo quello che pensi di te stessa quando ti guardi nello specchio. Devi essere orgogliosa di quello che vedi. A volte puoi piacerti, altre volte no, ma devi voler bene alla persona che hai di fronte, e devi circondarti delle persone che ti vogliono bene e che ti apprezzano per quella che sei e che ti spingono ad essere te stessa, perché tanto, nella vita, la perfezione non esiste.”

Il primo insegnamento mancante

“La perfezione non esiste. Bisognerebbe inserirlo tra i primi insegnamenti: ‘lavati le mani prima di mangiare’, ‘non dire le parolacce’ e ‘la perfezione non esiste’.”

Questa è la premessa, ripetuta come ritornello. Se si insegnasse questa cosa con la stessa naturalezza con cui si insegnano le regole di igiene e comportamento, molte persone crescerebbero con un rapporto diverso con i propri limiti. Invece si insegna implicitamente il contrario: che la perfezione è uno standard raggiungibile, che i difetti sono problemi da correggere, che non essere abbastanza è una condizione temporanea.

Sorridere per i propri difetti

“Pensi di dover essere perfetta per trovare l’uomo della tua vita, per piacergli, perché si innamori di te, ma la verità è che devi imparare a sorridere per i tuoi difetti.”

Vanessa Incontrada dice che l’obiettivo non è eliminare i difetti, ma è imparare a sorridere per loro. Non sopportarli, non ignorarli. Sorriderci sopra. Quella differenza di postura è enorme: il difetto che si porta con leggerezza è completamente diverso dal difetto che si porta come peso.

Il tempo perso a essere “giusta”

“Non si può diventare ciò che non si è: un po’ più così, un po’ più cosà… ti vogliono diversa? Perdi solo del tempo cercando di esser giusta, dimenticandoti di essere felice, perché pensi di essere sbagliata agli occhi degli altri.”

Il costo è preciso: si perde tempo a cercare di essere giusta, dimenticandosi di essere felice. Tutta l’energia va alle aspettative esterne invece che alla propria vita.

Quel “tutti” che non esiste

“Tutti ti vogliono diversa? In realtà quel ‘tutti’ non esiste. Esistono le persone: ad alcune puoi piacere e ad altre no, ma va bene così, perché la perfezione non esiste.”

“Tutti ti vogliono diversa?” Incontrada smonta la parola “tutti”. Non esiste il “tutti”. Esistono le persone: ad alcune si può piacere, ad altre no. Va bene così. Quello scioglimento del “tutti” in persone singole è uno degli antidoti più efficaci all’ansia da approvazione.

Quello che si pensa di se stesse

“Conta solo quello che pensi di te stessa quando ti guardi nello specchio. Devi essere orgogliosa di quello che vedi.”

Conta quello che si pensa di sé quando ci si guarda allo specchio. Non quello che pensano gli altri: quello che si pensa di sé. Vanessa Incontrada non dice che bisogna piacersi sempre; dice che bisogna voler bene alla persona che si ha di fronte, in ogni caso, anche quando non ci si piace.

Circondarsi di chi ti vuole bene

“A volte puoi piacerti, altre volte no, ma devi voler bene alla persona che hai di fronte, e devi circondarti delle persone che ti vogliono bene e che ti apprezzano per quella che sei e che ti spingono ad essere te stessa, perché tanto, nella vita, la perfezione non esiste.”

La chiusura è la più pratica: circondarsi di persone che ti vogliono bene per quella che sei, che ti apprezzano e ti spingono a essere te stessa. Non chi ti vuole diversa: chi ti vuole così.

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