6 citazioni di Crepet per avere un rapporto più sano con i tuoi figli e smettere di sbagliare

Ti sei mai chiesto se stai sbagliando qualcosa con tuo figlio? Non con il significato di senso di colpa, quello non serve a nessuno. Nel senso pratico, concreto, operativo: sto facendo le cose giuste? Sto dicendo le parole giuste? Sto reagendo nel modo più utile, o sto ripetendo schemi che non funzionano da anni? Paolo Crepet ha risposto a queste domande in decine di interviste, libri e conferenze pubbliche. Queste sei frasi sono una bussola concreta, non una predica: ti aiutano a capire da dove vengono certi problemi e da dove puoi iniziare a cambiarli.

citazioni di Crepet

1. Non un amico, un riferimento

“I figli non hanno bisogno di genitori amici. Hanno bisogno di genitori autorevoli.”

Essere amico di tuo figlio sembra bello, lo sappiamo: abbatte le distanze, crea confidenza, ti fa sentire vicino a lui e lui a te. Ma un amico non può fare quello che deve fare un genitore: essere il punto fermo e stabile quando tutto intorno è incerto. I figli hanno già tanti amici, o li troveranno nel tempo. Hanno un solo genitore in tutta la vita. Non sprecare quella posizione unica cercando di essere popolare.

2. Il coraggio del no

“L’amore non basta. Ci vuole anche il coraggio di dire no.”

Amare un figlio è facile nel senso che accade da solo. Dire no quando è necessario – no convinto, no tenuto, no non negoziato al secondo capriccio – è la parte difficile. Ed è spesso la parte più importante. Il no detto con amore è uno dei gesti più formativi che un genitore possa fare.

3. Il rispetto si insegna, non si esige

“Il rispetto si insegna, non si esige.”

Se tuo figlio non ti rispetta e te lo aspetti solo perché sei il genitore, hai capito male come funziona. Il rispetto si guadagna con il comportamento, con la coerenza tra quello che si dice e quello che si fa, con l’esempio quotidiano. Non arriva automaticamente con il ruolo.

4. La frustrazione è un vaccino

“Un figlio frustrato oggi è un adulto più forte domani.”

Questo è il punto che fa più male da sentire, perché va contro l’istinto di proteggere. Quando tuo figlio è frustrato, la prima cosa che vuoi fare è togliergli quella frustrazione. Ma quella frustrazione – se è calibrata, se è reale, se arriva da una situazione che lo sfida senza schiacciarlo – sta costruendo qualcosa. Stai vaccinandolo contro la fragilità.

5. Punto di riferimento, non specchio

“Il genitore non deve essere il migliore amico del figlio, ma il suo punto di riferimento.”

Un punto di riferimento non cambia direzione a seconda di dove soffia il vento. Non asseconda ogni capriccio, non si adatta continuamente per essere approvato. Rimane fermo; non rigido, fermo. E quella fermezza è quello che un figlio cerca, anche quando sembra che voglia il contrario.

6. Le conseguenze esistono

“Smettete di giustificare tutto. I figli hanno bisogno di capire che ci sono conseguenze.”

Ogni volta che giustifichi un comportamento sbagliato di tuo figlio – ogni volta che trovi la ragione per cui in fondo non è colpa sua, è colpa degli altri, è colpa del momento – gli stai togliendo qualcosa di prezioso: la possibilità di imparare che le azioni hanno conseguenze reali. Quella lezione, non imparata in casa, arriva dal mondo, in forma molto più dura.

Da dove vuoi iniziare?

Non devi applicare tutto in un colpo solo, sarebbe impossibile e controproducente. Scegli una sola di queste sei frasi, quella che ti ha colpito di più o quella in cui ti sei riconosciuto di più come errore. E questa settimana, in quella cosa sola, prova a fare diversamente.

Paolo Crepet è psichiatra, sociologo, scrittore e conferenziere, una delle voci più dirette e meno compiacenti sull’educazione in Italia, qualcuno che dice quello che pensa anche quando non è quello che i genitori vogliono sentire.

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