Quando è stata l’ultima volta che hai sognato qualcosa? Non nel sonno, ma da sveglio, con gli occhi aperti e la testa abbastanza libera? Un progetto, una direzione, qualcosa che vorresti davvero fare e che non hai ancora iniziato? Se fai fatica a rispondere, se ti accorgi che quella lista è vuota o coperta da uno strato spesso di “prima devo finire quest’altra cosa”, Gerry Scotti ha una diagnosi semplice e precisa per quello che sta succedendo. Il nostro Gerry nazionale non lo dice come filosofo da palco. Lo dice come osservazione vera su qualcosa che ha visto accadere a molte persone nei diversi momenti della vita, e probabilmente anche a se stesso in qualche forma.

La frase principale
“L’uomo è talmente pieno di ricordi che non ha più spazio per i sogni.”
Non è una poesia nostalgica sulla memoria perduta. È una diagnosi concreta e diretta. I ricordi occupano spazio: spazio mentale, spazio emotivo, spazio di attenzione vitale. La mente non è infinita: quello che tieni fermo al centro toglie spazio a quello che potrebbe arrivare. Quando quello spazio è troppo pieno di passato, non c’è posto per costruire qualcosa di nuovo verso il futuro.
La soluzione: fare come con gli armadi
“Se hai troppi ricordi devi fare come si fa con gli armadi: devi fare spazio, così le cose, nei tuoi ricordi, vanno rimesse in ordine, e se rimetti in ordine i tuoi ricordi, avrai un sacco di spazio per i sogni.”
L’immagine dell’armadio è perfetta proprio per la sua concretezza domestica. Un armadio troppo pieno non funziona, non riesci a trovare quello che cerchi, non ci entra niente di nuovo anche se ne hai bisogno, aprirlo diventa una fatica ogni volta. Non si risolve comprimendo ulteriormente le cose dentro: si risolve togliendo. Mettendo in ordine con attenzione. Prendendo in mano ogni cosa e decidendo consapevolmente cosa tenere e cosa lasciare andare definitivamente.
I ricordi funzionano allo stesso modo. Non tutti pesano uguale. Ci sono ricordi leggeri, utili, piacevoli, che occupano poco e danno molto. E ci sono ricordi che occupano molto spazio senza dare niente in cambio: rimpianti che rimestano sempre le stesse cose, errori ripassati mille volte senza arrivare a conclusioni nuove, versioni del passato che non smettono di girare nella testa come nastri. Quelli sono i vestiti che non si mettono mai – quelli che si tiene ‘per sicurezza’ o ‘per quando’ – e che però tolgono spazio a tutto il resto.
Fare spazio non è dimenticare
Mettere in ordine i ricordi non significa cancellarli o fingere che non ci siano stati. Significa cambiargli il peso. Un ricordo doloroso che hai già elaborato, che hai già capito, che ti ha già insegnato quello che poteva insegnarti, non ha bisogno di occupare ancora tanta energia. Puoi tenerlo, è parte di te. Ma metterlo in un cassetto accessibile se serve, non al centro della stanza dove inciampi ogni volta che passi. E usare lo spazio liberato per costruire qualcosa di nuovo.
Cosa sognare adesso
Se l’armadio fosse libero – se non ci fosse tutto quel peso del passato che occupa la testa – cosa ci metteresti? Cosa vorresti davvero costruire, provare, diventare? Quella domanda, posta con lo spazio mentale necessario per sentirla davvero, invece di rimandarla ancora, spesso ha una risposta sorprendentemente chiara. Il problema nella maggior parte dei casi non è che non sai cosa vuoi. È che non c’è abbastanza spazio dentro per sentirlo con chiarezza.
Non devi avere tutto in perfetto ordine prima di iniziare a sognare di nuovo. Fai un po’ di spazio nell’armadio, anche partendo da un solo cassetto. Prima, però, devi avere il coraggio di aprirlo e guardare onestamente cosa c’è dentro.
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