M. Mazzantini: la vita è come la colla di un nastro adesivo, sembra forte, ma alla fine restano quattro stronzate

Ci sono frasi che diventano importanti non per la loro eleganza formale, ma per la loro precisione impietosa, per la capacità di dire in modo semplice qualcosa di vero che normalmente si evita di dire così chiaramente. Margaret Mazzantini ha trovato per la vita un’immagine concreta e inconsueta che fa ridere e fa pensare allo stesso tempo. Un nastro adesivo. Leggendola, capirai che questa frase è anche tua… che dice cose che pensi, anche se con un linguaggio che non è tuo.

la vita è come la colla

Perché la vita è come la carta adesiva secondo Margaret Mazzantini

“La vita è una carta adesiva piuttosto ingannevole, la colla sembra resistente, sembra che debbano resistere molte cose. Poi la srotoli, e ti accorgi che manca un sacco di roba, restano giusto quattro stronzate.”

Non è nichilismo: è ironia. E l’ironia di Margaret Mazzantini ha sempre quel particolare sapore di chi ha guardato le cose in faccia abbastanza a lungo e con abbastanza onestà da poterci ridere sopra senza perdere il rispetto per quello che è davvero difficile.

La colla che sembra resistente

Ci si aspetta molto dalla vita: la permanenza delle relazioni costruite con cura, la solidità dei progetti ai quali si è dedicato tempo e energie, la tenuta delle cose che sembravano fondamentali. Si crede che quello che si incolla resti incollato nel tempo. Che le persone importanti rimangano, che le cose fatte con intenzione durino, che lo sforzo messo in qualcosa produca risultati proporzionali a quell’impegno.

Poi si srotola il nastro della vita, di un anno, di un decennio. E ci si accorge che la colla non teneva quanto sembrava al momento. Che alcune cose non resistono nonostante tutto. Che molte delle previsioni e delle certezze erano sbagliate o semplicemente troppo ottimistiche.

“Manca un sacco di roba”

Quella frase – quasi buttata lì nel mezzo del ragionamento – è la parte più onesta di tutto. Quando si guarda a una vita, non ci sono solo le cose che hanno resistito e che si possono contare con soddisfazione. Ci sono anche quelle che mancano, e spesso sono molte più di quelle che si ammette volentieri.

Le relazioni che si sono consumate nel tempo senza che ci si accorgesse di come stava accadendo. I progetti abbandonati a metà perché la realtà non coincideva con l’idea. Le persone perse per la morte, per la distanza, per cambiamenti che non si sono saputi attraversare insieme. I piani che non si sono realizzati nel modo in cui erano stati immaginati e che a volte non si sono realizzati affatto.

Questa frase di Mazzantini l’ho letta in un momento in cui stavo facendo i conti con alcune aspettative sulla mia vita che non si erano realizzate. C’è qualcosa di liberatorio nel riconoscerlo: senza dramma, quasi con humor. Non tutto quello che si credeva dovesse resistere, resiste. E va bene lo stesso.

Le quattro stronzate che restano

Però restano quattro stronzate, dice Margaret Mazzantini con quella parola scelta non per caso. Non zero. Non tutto sparisce e non resta niente. Rimane qualcosa di concreto, anche se molto meno di quello che si sperava, anche se diverso da quello che si immaginava nella forma e nel peso.

E quelle quattro cose che resistono sono spesso le più inaspettate, quelle su cui non si era scommesso grandi energie, quelle che si erano quasi ignorate mentre si era concentrati sulle cose che sembravano davvero importanti.

Il tono giusto per guardare la vita

Quello che Margaret Mazzantini offre con questa frase è un tono preciso, non una filosofia sistematica con soluzioni, non una consolazione che promette che andrà tutto bene. Un tono ironico, affettuoso, leggermente disincantato, con cui guardare quello che è rimasto e quello che manca senza né drammatizzare né minimizzare. Quel tono, quando si riesce a trovarlo, rende la vita un po’ più sopportabile senza renderla artificialmente più leggera di quello che effettivamente è.

Margaret Mazzantini è una scrittrice italiana, autrice di Non ti muovere – romanzo dal quale è stato tratto il film con Penélope Cruz e Sergio Castellitto – Venuto al mondo, Nessuno si salva da solo, Splendore e molti altri romanzi molto letti, Premio Strega 2002, una delle narratrici italiane più lette, più tradotte e più cinematografate degli ultimi vent’anni.

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