Quante volte si è detto: “Ci penserò domani”? Domani ci sarà tempo per quel messaggio al proprio migliore amico, per organizzare quel viaggio, per una invitare a cena la persona amata, per un realizzare desiderio rimasto in sospeso. Ma se quel domani continuasse a spostarsi, giorno dopo giorno, fino a diventare troppo tardi? È proprio in questa domanda, semplice e inquietante, che la riflessione di Epicuro acquista una forza sorprendentemente attuale. Il filosofo invita a guardare il tempo con occhi diversi e a chiedersi se, nel tentativo di costruire il futuro, non si stia lentamente sacrificando l’unica cosa che si possiede davvero: il presente e la propria felicità.

Il “domani” diventa sempre troppo tardi
Forse sei proprio tu, pensaci bene. Guardati: sei quella persona che, alla fine di una lunga giornata, si promette che domani troverà finalmente il tempo per ciò che ama. Poi arriva un altro giorno, e un altro ancora, e quel “domani” diventa lentamente un’abitudine. Quante volte è arrivato quel “domani”? Nessuna. E la vita, intanto, continua a scorrere portandosi via il tuo presente e la tua felicità.
È proprio davanti a questa semplice e inquietante dinamica che le parole di Epicuro assumono tutta la loro forza:
“Siamo nati una sola volta, e non potremo essere nati una seconda volta; dovremo non essere più per l’eternità. Ma tu, benché non abbia padronanza del domani, stai rinviando la tua felicità. La vita si perde nei rinvii, ed ognuno di noi muore senza aver goduto una sola giornata.”
Il filosofo non sta semplicemente invitando l’uomo a divertirsi o a inseguire ogni piacere; sta dicendo che il tempo dell’esistenza è limitato e, proprio per questo, ogni rinvio possiede un peso. L’uomo conosce razionalmente la propria finitezza, ma spesso vive come se fosse immortale. Così facendo, però, rischia il paradosso più doloroso: dedicare il presente alla preparazione di una vita che forse non arriverà mai. Per Epicuro, invece, la consapevolezza della morte non dovrebbe trasformarsi in disperazione, ma in lucidità. Sapere che non esiste una seconda vita significa comprendere che quella presente non può essere trattata come un semplice prologo. Essa è già la vita, con le sue possibilità, le sue relazioni, i suoi momenti irripetibili.
Quante volte viene rimandata la felicità?
La domanda che la riflessione epicurea ti consegna è ostica: quante volte hai già rimandato ciò che avrebbe potuto renderti felice? E soprattutto, che cosa stai aspettando? Un uomo:
- può dirsi che sarà sereno quando avrà finalmente raggiunto una certa posizione professionale;
- può convincersi che avrà tempo per la famiglia quando il lavoro sarà meno impegnativo.
- può rimandare un viaggio perché prima occorre risparmiare e “non è il momento giusto.
È così che il rinvio diventa una forma sottile di alienazione: non gli viene sottratta soltanto un’occasione, ma la consapevolezza del presente. La filosofia epicurea propone invece una diversa idea di felicità. Il problema non è necessariamente avere poco tempo, ma non accorgersi del tempo che si ha. La vita può essere piena di giornate e, allo stesso tempo, povera di presenza. Può essere attraversata da mille impegni e lasciare nell’animo la sensazione di non aver vissuto davvero. Quando Epicuro afferma che “la vita si perde nei rinvii”, sembra quasi voler scuotere l’uomo da questa distrazione quotidiana: ciò che viene continuamente rimandato non rimane immobile ad aspettarlo. Il tempo passa, e con esso passano le occasioni.
Vivi prima che sia troppo tardi!
Caro lettore, non dirmi che stai ancora rimandando? Adesso dovresti aver capito che se il tempo è limitato, allora diventa necessario scegliere. Sai, non tutto merita la stessa attenzione, non ogni desiderio deve essere inseguito, non ogni preoccupazione deve occupare uno spazio infinito nella mente e la vera saggezza consiste anche nel comprendere che cosa può essere lasciato andare per fare posto a ciò che conta davvero.
Cos’hai imparato allora? Io che ti scrivo ho capito che la felicità non dovrebbe essere considerata una ricompensa destinata a chi avrà finalmente sistemato ogni cosa. Una vita senza problemi non esiste; esiste, però, la possibilità di non rimandare continuamente ciò che le conferisce significato.
Ti lascio con un’ultima riflessione: il domani non è ancora nelle tue mani: oggi, invece, lo è. E forse la felicità non consiste nell’avere una vita perfetta, ma nell’avere il coraggio di non lasciarla passare mentre si aspetta che cominci, perché il tempo non chiede il permesso di andare avanti e ciò che oggi sembra soltanto un giorno qualunque, un giorno dopo l’altro, potrebbe un giorno rivelarsi proprio la vita che si era sempre aspettato di vivere.
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