Prima di viverla la vita non ha senso, sta a te dargliene uno, e il valore è il senso che scegli: una frase di J.P. Sartre

Hai mai cercato il senso della vita?  Quello vero, quello che valeva per tutti, quello che qualcuno avrebbe potuto darti se solo avessi saputo dove cercarlo? Forse in una tradizione religiosa, forse nella filosofia, forse aspettando che la vita stessa te lo mostrasse nel momento giusto. Jean-Paul Sartre aveva una risposta scomoda per chiunque stesse aspettando che qualcuno gliene indicasse uno buono: quel senso non esiste già fatto, non ti aspetta da nessuna parte. Tocca costruirlo.

frase di J.P. Sartre

La vita non ha senso a priori

“La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso e il valore non è altro che il senso che scegliete.”

Non c’è un manuale. Non c’è un piano prestabilito di cui sei l’esecutore. Non c’è una risposta esterna che stai cercando nel posto sbagliato. La vita è, di per sé, vuota di significato, e quella è la condizione di partenza. Quello che viene dopo dipende da quello che scegli di fare con quella vacuità.

La responsabilità che spaventa

Questa è la parte della filosofia di Sartre che molti trovano più difficile da digerire, quella che fa più paura. Se il senso non è dato dall’esterno, ma costruito dall’interno – se dipende dalle scelte concrete e non dalle circostanze in cui ci si trova – allora non puoi scaricare la responsabilità su nessuno. Non sull’educazione che hai ricevuto, non sul contesto in cui sei cresciuto, non sulla fortuna o la sfortuna che ti è capitata. Sei responsabile di quello che scegli di fare e di essere, anche a partire da condizioni che non hai scelto.

Questo può sembrare schiacciante, e il peso che si sente è comprensibile. Ma c’è un altro modo di guardarlo, più utile: se il senso dipende da te, allora è possibile cambiarlo. Non sei bloccato in un senso che qualcun altro ha assegnato alla tua vita. Puoi scegliere di nuovo, anche adesso.

Il valore non è assoluto: è scelto

“Il valore non è altro che il senso che scegliete”. Questa parte della frase è quella che ribalta completamente il modo standard di pensare ai valori. Non c’è una gerarchia assoluta di valori scritta da qualche parte nell’universo che ti dice cosa dovrebbe contare di più nella vita di un essere umano. Il lavoro conta se scegli di farlo contare davvero. La famiglia conta se le assegni quel peso con consapevolezza. La creatività, il servizio agli altri, la conoscenza, la presenza… tutto conta nella misura in cui lo scegli, e non conta automaticamente solo perché la cultura intorno dice che dovrebbe.

Questo non significa che tutte le scelte siano equivalenti o che qualsiasi cosa valga quanto un’altra. Sartre non era relativista in quel senso. Significa che il valore emerge dalla scelta consapevole e deliberata, non dall’accettazione passiva di quello che gli altri hanno deciso che dovesse contare.

Come usare questa frase

Chiediti con onestà: il senso che stai dando alla tua vita adesso, lo hai scelto davvero tu, in modo consapevole e deliberato, o lo hai ereditato da qualcun altro senza accorgertene? Da aspettative familiari che non hai mai messo in discussione. Da standard sociali che hai assorbito come propri. Da paragoni con chi ti sembra vincente secondo criteri che nessuno ti ha chiesto di adottare.

Se la risposta è onesta, spesso si scopre che una buona parte del senso che si porta – del significato con cui si guarda alla propria vita – non è il proprio. È quello di qualcun altro, portato addosso per così tanto tempo da sembrare tuo. Sartre direbbe: quello è esattamente il momento di ricominciare a scegliere.

Jean Paul-Sartre è stato filosofo francese, drammaturgo, romanziere, autore de La nausea e de L’essere e il nulla, saggista politico e intellettuale pubblico, primo Premio Nobel per la letteratura a rifiutare il riconoscimento nel 1964 dichiarando di non volersi istituzionalizzare.

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