C’è una differenza enorme tra sopravvivere e vivere, e Oriana Fallaci l’ha messa in parole con quella forza diretta che era la sua firma. La Fallaci non parlava mai per metafore vaghe. Quando parlava di amare la vita, intendeva qualcosa di molto concreto. Smontiamo una sua citazione e analizziamola fino in fondo, perché merita di essere compresa. E se lo farai anche tu, imparerai ad amare davvero la vita.

Chi ama davvero la vita?
“Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare.”
Tre verbi, in sequenza, che descrivono tre forme diverse della stessa rinuncia. Adeguarsi: smussare se stessi per entrare in uno spazio che non era pensato per la propria forma. Subire: lasciare che le cose accadano senza opporsi, accettando come inevitabile quello che non lo è. Farsi comandare: cedere la direzione della propria vita a qualcun altro. Oriana Fallaci dice che chi ama davvero la vita non ci riesce, non per principio morale, ma perché qualcosa dentro si rifiuta.
Il fucile alla finestra
“Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difenderla.”
L’immagine è militare e volutamente forte. Oriana Fallaci non addolciva il linguaggio. Ma il significato va oltre la guerra in senso letterale. Stare “con il fucile alla finestra” significa essere in stato di vigilanza attiva, pronti a difendere quello che si ama – la propria libertà, la propria dignità, le proprie scelte – non in modo passivo, ma con la disponibilità a intervenire quando serve.
Chi ama la vita non la difende solo a parole o nei momenti comodi. La difende come si difende qualcosa di prezioso e di minacciabile, perché lo è. La vita, la libertà, la dignità non sono garantite per sempre. Vanno protette.
Non è un essere umano
“Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano.”
Questa è la frase più dura, e quella che fa più discutere. Oriana Fallaci non sta dicendo che chi si adegua sia letteralmente meno umano. Sta dicendo qualcosa sulla natura umana: che la capacità di non adeguarsi, di non subire passivamente, di non farsi comandare senza resistenza, è parte di quello che rende una persona piena, viva, presente a se stessa.
Chi rinuncia completamente a questa capacità – chi si adatta sempre, chi accetta sempre, chi obbedisce sempre senza che ci sia più nessuna parte di sé che protesta – ha rinunciato a qualcosa di essenziale. Non è diventato meno persona nel senso legale o morale. Ma ha smesso di abitare pienamente la propria vita.
Cosa significa amare la vita davvero
Amare la vita, nel senso di Oriana Fallaci, non è uno stato d’animo gioioso e leggero. È una posizione attiva. È avere qualcosa dentro che non si arrende facilmente, che continua a chiedere di più, che non si accontenta di essere gestito da fuori. Quella posizione può essere scomoda, per chi la vive e per chi la circonda. Ma è il segno di qualcuno che è ancora vivo nel senso pieno della parola.
La domanda da portarsi dietro
Dove, nella tua vita, ti sei adeguato troppo? Dove hai subito qualcosa che avresti potuto contestare? Dove ti sei fatto comandare in un modo che, a guardarlo bene, non corrisponde a quello che vuoi davvero? Oriana Fallaci non offre soluzioni facili: offre uno specchio. E quello specchio, a volte, è il primo passo per cambiare qualcosa.
Oriana Fallaci è stata, giornalista, scrittrice, inviata di guerra, una delle voci più impegnate e più controverse del giornalismo italiano del Novecento, prima donna italiana a raccontare il fronte del Vietnam.
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