“Se un sogno è il tuo sogno puoi passare la vita a nasconderlo, ma non te ne libererai mai”: una frase di Gramellini

C’è qualcosa che vuoi fare da anni – forse da decenni – e che continui a rimandare in modo sistematico. Non per mancanza reale di tempo, non per mancanza effettiva di risorse, ma perché hai costruito intorno a quel desiderio uno strato spesso e abbastanza confortante di scetticismo, di “non è il momento giusto”, di “forse non sono abbastanza bravo”, di “probabilmente è solo una fantasia”? Massimo Gramellini ha qualcosa di preciso e di un po’ scomodo da dire su quella strategia di evitamento che stai usando da così tanto tempo.

frase di Gramellini

Non riuscirai mai a liberarti del tuo sogno

“Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dentro a una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene.”

L’immagine della nuvola di scetticismo è precisa e riconoscibile. Non si tratta di ignorare completamente il sogno, quello sarebbe più semplice. Si tratta di nasconderlo attivamente, di avvolgerlo in qualcosa che lo renda opaco, irraggiungibile, quasi ridicolo a dirsi ad alta voce. Ogni volta che ci pensi, lo soffochi subito con una razionalizzazione pronta. Ogni volta che si avvicina troppo, trovi immediatamente una ragione concreta per cui non è ancora il momento.

Il sogno che non se ne va

La dinamica che Gramellini descrive è quella di un sogno che torna, e che non smette di tornare. Non importa quante volte lo nascondi sotto le priorità quotidiane urgenti, sotto le responsabilità adulte imprescindibili, sotto la convinzione che non sei abbastanza bravo o che sia ormai troppo tardi. Torna. A volte si presenta come nostalgia per qualcosa che non hai ancora fatto. A volte come rimpianto di qualcosa che hai lasciato andare. A volte nel modo molto specifico in cui ti accendi – ti illumini un secondo – quando senti qualcuno che sta facendo proprio quella cosa che tu hai tenuto nascosta.

Quella persistenza è il segnale che Gramellini indica. Un sogno che torna non è capriccio passeggero, ma dice qualcosa di preciso e di difficile da ignorare su chi sei e su cosa ti serve. Non tutto quello che desideri appartiene a te in quel modo profondo. Ma alcune cose sì, e quelle non spariscono per quanto a lungo tu le ignori.

La nuvola di scetticismo

Lo scetticismo sul proprio sogno ha molte forme possibili, e tutte suonano ragionevoli: “sono troppo vecchio per iniziare adesso”, “non ne ho le capacità necessarie”, “è un lusso che non posso permettermi con le responsabilità che ho”, “probabilmente non ci riuscirei comunque, quindi perché provarci”. Ognuna di queste frasi può essere vera, e spesso lo è parzialmente, presa da sola.

Ma usarle sistematicamente, una dopo l’altra, ogni volta che quel sogno si avvicina troppo – ogni volta che senti la tentazione di fare qualcosa di concreto in quella direzione – è un’altra cosa. Non è realismo. È una strategia di protezione molto efficace dal rischio specifico di fallire in qualcosa che ti importa davvero, a differenza di tutte le altre cose in cui potresti fallire senza sentire quasi niente.

Smettila di nasconderlo

Non stai salvando te stesso dal dolore del fallimento nascondendo quel sogno; stai solo rimandando e spostando il costo nel tempo. Invece del rischio di fallire adesso, stai accumulando il costo certo del rimpianto dopo. Gramellini dice che non te ne libererai comunque, nel bene o nel male: allora tanto vale provare.

Anche parzialmente, anche in piccolo, anche senza essere sicuro dell’esito e senza avere ancora un piano completo. Inizia da qualcosa di concreto e minuscolo – una cosa sola, oggi – nella direzione di quel sogno. L’importante non è necessariamente arrivare: è smettere di nasconderlo.

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