Tupini: attenti a chi frequentate, ci sono persone che danno energie e persone che ve le tolgono

Hai mai finito un incontro con qualcuno sentendoti inspiegabilmente svuotato, senza che nulla di drammatico sia successo, senza un conflitto evidente, solo una conversazione che ti ha lasciata con il serbatoio più basso di prima? O al contrario, hai mai incontrato qualcuno e sei tornato a casa con più energia di quella con cui eri uscito: più lucido, più leggero, più capace? Gabriella Tupini ha su questo una mappa molto precisa e molto utile da tenere come riferimento.

persone che danno energie

Attenzione a chi frequentiamo

“Dobbiamo stare attenti alle persone che frequentiamo. Ci sono persone che ci danno energie, ci sono persone che non ce le danno e non ce le tolgono e ci sono persone che ce le tolgono, soprattutto in famiglia.”

La classificazione di Gabriella Tupini è in tre categorie distinte, non due come spesso si sente, e questa sfumatura è molto importante nella pratica. Non solo chi dà e chi toglie, come se l’umanità si dividesse in bianco e nero: c’è anche la categoria centrale, silenziosa e spesso invisibile, di chi è neutro nel senso relazionale, chi non influenza il livello energetico in nessuna direzione percepibile, chi lascia sostanzialmente invariato lo stato con cui si è arrivati all’incontro.

Quella categoria è spesso ignorata nei discorsi sulle “persone tossiche” e sulle “persone positive”, ma riconoscerla è utile perché toglie pressione: non tutte le relazioni devono essere cariche di significato energetico, alcune sono semplicemente neutre e ci sta.

Chi dà energie

Le persone che danno energie non sono necessariamente quelle allegre o positive nel senso superficiale e un po’ stancante. Sono quelle con cui ci si sente più vivi, più presenti, più capaci di fare le cose che si vuole fare. Possono anche essere persone che portano argomenti difficili e sfidanti, che fanno domande scomode, che mettono in discussione certezze comode, ma il loro effetto complessivo è energizzante e non prosciugante. Si esce dall’incontro con più risorse di quelle con cui si è entrati, non di meno.

Su frasicelebri.it abbiamo già esplorato questa dinamica con Gabriella Tupini in un altro articolo, parlando della fragilità come dono. Ma il tema delle energie relazionali è quello per cui è più nota.  Questa mappa delle tre categorie è forse la sua osservazione più citata e più applicabile.

Chi toglie energie, soprattutto in famiglia

La frase più scomoda è “soprattutto in famiglia”. Non i nemici dichiarati, non le persone difficili che si possono evitare, ma le persone con cui si condivide la vita, a cui si è legati biologicamente o affettivamente, da cui è molto più difficile prendere distanza.

Gabriella Tupini non sta dicendo che le famiglie siano cattive. Sta dicendo che le relazioni più strette sono anche quelle in cui lo scambio energetico è più intenso, nel bene e nel male. Una famiglia che sostiene e riconosce può essere una fonte enorme di energia. Una famiglia che prosciuga e non restituisce può essere una delle cause più profonde di esaurimento.

Chi non dà né toglie

La categoria neutra è utile da riconoscere e da nominare esplicitamente perché toglie pressione inutile: non tutte le relazioni devono essere fonte di energia o di arricchimento. Alcune persone semplicemente occupano uno spazio nella vita senza arricchirla né impoverirla in modo significativo. Non sono per questo problematiche da allontanare: sono neutrali, e ci sta anche quello.

La natura come fonte energetica

“Ci sono tante cose che danno energia, come la natura.”

Gabriella Tupini non limita il discorso alle sole relazioni umane. La natura come fonte di energie è una delle sue indicazioni più concrete e più democratiche, e una delle più accessibili a chiunque. Una passeggiata in un parco, un bosco vicino, il mare quando si può: quelle non sono esperienze solo estetiche, ma energetiche nel senso più letterale.

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