La frase di Tiziano Terzani per trovare la propria strada: a volte devi avere il coraggio di perderti

Hai mai pensato che, per trovare la strada giusta, a volte sia necessario perdersi prima? Tiziano Terzani, nel corso della sua vita, ha attraversato luoghi, culture e trasformazioni che lo hanno portato a mettere in discussione molte delle certezze che sembravano guidare l’esistenza. Il suo viaggio, però, non è stato soltanto geografico: è stato soprattutto un viaggio dentro se stesso. Ed è proprio qui che nasce una domanda capace di toccare chiunque: cosa succede quando la strada conosciuta non basta più? Saresti disposto a cominciare la ricerca della tua vera Via?

Come si trova la propria Via

Dove stai andando?

Ci sono momenti nella vita in cui una persona sente di non sapere più dove andare. Ha davanti strade che sembrano tutte possibili e, proprio per questo, nessuna davvero sua. Ha imparato a programmare, a prevedere, a scegliere con attenzione, convinta che avere una direzione precisa significhi essere al sicuro. Poi, però, arriva un giorno in cui qualcosa cambia: un lavoro non la rende più felice, una relazione si spegne lentamente, un progetto nel quale aveva creduto perde significato. E allora si ritrova davanti a una domanda semplice e terribile: “E adesso, dove vado?”.

È proprio in quel momento che le parole di Tiziano Terzani acquistano una forza particolare:

“Finirai per trovarla la Via… se prima hai il coraggio di perderti.”

Perdersi, in questa frase, non significa fallire e neppure aver sbagliato strada o aver buttato via il tempo. Significa avere il coraggio di lasciare, almeno per un po’, la sicurezza delle risposte conosciute e accettare che non sempre la vita consegna subito una mappa. A volte chiede soltanto di camminare e mentre cammina, una persona scopre che quello che chiamava “smarrimento” era forse l’inizio di una ricerca più autentica. Finché segue soltanto ciò che gli altri si aspettano da lei, può anche avere una direzione, ma non necessariamente una Via.

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Sei disposto a perdere il controllo?

La parte più difficile è proprio questa: perdere il controllo. Una persona vorrebbe sapere in anticipo se una scelta sarà giusta, se una partenza porterà felicità, se un cambiamento avrà successo. Vorrebbe una garanzia prima di fare il primo passo, ma la vita non funziona così. Le svolte più importanti spesso nascono quando non esiste alcuna certezza. Per questo perdersi può diventare una forma di coraggio. Significa smettere di fingere di avere tutto sotto controllo e permettersi di ascoltare ciò che, nel rumore quotidiano, era rimasto soffocato.

Può accadere anche in una situazione apparentemente banale. Pensa, per esempio, a una persona che ogni mattina percorre la stessa strada per andare al lavoro. Conosce tutte le scorciatoie per non fare tardi, ma un giorno, per un piccolo contrattempo, quella strada è chiusa. All’inizio si innervosisce: teme di arrivare tardi, cerca una deviazione, guarda continuamente il navigatore. Poi imbocca una strada che non aveva mai considerato. Attraversa un quartiere tranquillo, nota un piccolo bar con i tavolini fuori, sente il profumo del pane appena sfornato. Magari, qualche giorno dopo, torna lì. Conosce qualcuno, scopre un posto che diventa importante, oppure semplicemente si concede dieci minuti di calma prima di entrare in ufficio. La deviazione non gli ha risolto la vita, ma gli ha mostrato qualcosa che la strada abituale gli impediva di vedere.

Nella vita accade lo stesso: a volte una porta chiusa costringe a prendere una direzione inattesa e proprio quella deviazione può restituire a una persona una parte di sé che aveva dimenticato.

Cosa succede se decidi di metterti in cammino

La Via non è necessariamente qualcosa che si trova già pronta. In molti casi, la Via nasce mentre una persona cammina. Non appare tutta insieme, illuminata davanti ai suoi occhi. Si manifesta poco alla volta, attraverso incontri, errori, rinunce, tentativi e persino giorni apparentemente inutili. Una persona può passare mesi sentendosi smarrita e pensare di stare sprecando la propria vita, quando magari sta semplicemente preparando dentro di sé lo spazio necessario per una scelta nuova. Per questo perdersi non dovrebbe essere vissuto sempre come una tragedia. Ci sono smarrimenti che fanno male, certamente, ma esistono anche smarrimenti necessari. Sono quelli che rompono una certezza diventata troppo stretta, che obbligano a fermarsi e a domandarsi cosa desideri davvero.

Il vero insegnamento, allora, è forse quello di non avere troppa paura dei momenti in cui non sai dove andare. Un giorno, voltandoti indietro, potresti scoprire che quella che credevi essere la tua strada perduta era, in realtà, la strada che ti stava conducendo finalmente verso te stesso.

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