“Se la gente parla male di te, vivi in modo che nessuno possa crederle”: i consigli di Platone

Platone non scriveva manuali di crescita personale e non avrebbe probabilmente gradito l’accostamento. Eppure certe sue frasi suonano con una contemporaneità sorprendente, come se parlassero direttamente a qualcuno che oggi apre i social e trova qualcuno che parla male di lui, che diffonde una versione distorta di chi è. Questa è una di quelle frasi: breve, precisa, quasi brutale nella sua logica.

gente parla male di te

Ecco la risposta che dura sempre, secondo Platone

“Se la gente parla male di te, vivi in modo tale che nessuno possa crederle.”

Non rispondere. Non difenderti. Non spiegare. Vivi in modo che le parole degli altri non trovino terreno fertile. È una risposta che richiede tempo e disciplina, molto più difficile della replica immediata, ma molto più efficace, perché non si esaurisce in un momento ma costruisce qualcosa di permanente.

La reputazione non si difende con le parole, e in questo Platone è categorico. Si costruisce con il comportamento, giorno dopo giorno, in modo visibile e coerente, in modo che le accuse non abbiano dove attaccarsi e non trovino nessun punto di appoggio.

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Il problema della calunnia

Chi parla male di qualcuno conta quasi sempre su una cosa precisa: che ci sia almeno qualcosa di vero in quello che dice, o che sembri credibile abbastanza da essere creduto. La calunnia funziona quando chi ascolta non ha elementi sufficienti per smentirla. La risposta di Platone è radicale: togli quelli elementi. Fai in modo che chi ti conosce – o chi potrebbe conoscerti – non trovi niente che supporti quello che viene detto.

Vivere come risposta

C’è qualcosa di molto preciso nel verbo scelto da Platone: “vivi”. Vivi in modo autentico, coerente, riconoscibile. Una vita vissuta con integrità non ha bisogno di essere difesa, si difende da sola, attraverso la testimonianza di chi la osserva nel tempo.

Questo non significa che la calunnia non faccia male o che non lasci traccia. Significa che la traccia più profonda che si può lasciare è quella della propria vita, e che quella traccia, alla lunga, supera qualsiasi cosa venga detto.

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Platone e la reputazione

Platone aveva ragione di occuparsi di reputazione anche in modo filosofico: non era per lui un tema astratto. La sua vita era profondamente intrecciata con quella di Socrate, il cui destino – condannato a morte per una rappresentazione distorta di chi era e di cosa insegnava – era la dimostrazione più drammatica di quanto le parole degli altri potessero distruggere. Ma Socrate aveva anche dimostrato che una vita vissuta con integrità assoluta, fino alla fine, aveva un peso che nessuna accusa poteva togliere davvero.

La pazienza della reputazione

La reputazione è lenta per natura, e questo è il suo punto di forza, non la sua debolezza. Si costruisce nel tempo, attraverso azioni ripetute, attraverso la coerenza visibile tra quello che si dice e quello che si fa, tra i valori che si dichiara di avere e quelli che si mostra di avere quando nessuno guarda.

E questo è esattamente il motivo per cui la risposta di Platone – “vivi in modo che nessuno possa crederle” – richiede una pazienza che la risposta immediata non richiede. Non è la risposta che funziona domani. È la risposta che funziona tra un anno, tra cinque, tra dieci.

Altre frasi di Platone

  • “Non bisogna tenere in massimo conto il vivere come tale, bensì il vivere bene.”
  • “La vita deve essere vissuta come gioco.”
  • “Il virtuoso si accontenta di sognare quello che il peccatore realizza nella vita.”
  • “Vivere bene e vivere onestamente è tutt’uno.”

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