“Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni”: una citazione di Amedeo Modigliani

Quante volte hai accantonato qualcosa che volevi fare – un progetto che ti stava a cuore, un’idea che tornava in mente e che ogni volta rimandavi, una direzione verso cui sentivi di voler andare – perché sembrava irresponsabile, impraticabile, o semplicemente non abbastanza urgente rispetto a tutto il resto che premeva? Amedeo Modigliani aveva su questo una posizione che non lascia molto spazio alla negoziazione né al compromesso comodo.

citazione di Amedeo Modigliani

Qual è il nostro unico dovere secondo Amedeo Modigliani

“Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni.”

Quattro parole chiave, ognuna delle quali pesa: unico, dovere, salvare, sogni. L’unico dovere: non tra tanti, non il più importante tra altri importanti, ma l’unico. Il dovere, non il piacere, non l’opzione, ma qualcosa che si deve. Salvare, non realizzare, non perseguire, ma salvare, come si salva qualcosa che rischia di perdersi.

“Unico dovere”

Questa è la parte più radicale della frase, quella che fa più resistenza. Modigliani non stava facendo una lista gerarchica di priorità con i sogni al primo posto, ma stava riducendo tutto a una cosa sola, eliminando la lista.

Tutto quello che senti come obbligo imprescindibile, come aspettativa degli altri su di te, come dovere imposto dall’esterno che senti come più urgente e più concreto, viene relativizzato da questa frase. Viene messo in prospettiva. L’unico dovere reale, quello che rimane quando si toglie tutto il resto, è verso te stesso e verso quello che hai dentro e che vuole esistere.

Non ci sono molti artisti che abbiano pagato un prezzo più alto di Modigliani per questa convinzione. Ha vissuto la maggior parte della sua vita adulta senza soldi, spesso senza cibo, in salute sempre più precaria. Eppure, ha dipinto senza sosta. Non si può usare questa frase senza tenerla nel suo contesto: non è ottimismo facile, è la distillazione di una vita vissuta esattamente secondo quel principio, con tutte le conseguenze.

“Salvare i sogni”

Il verbo scelto da Modigliani è importante: salvare, non realizzare. Salvare implica che i sogni siano in pericolo, e lo sono, sempre. In pericolo di essere soffocati dalle responsabilità quotidiane, dall’opinione degli altri, dalla stanchezza, dal dubbio, dal peso di quello che non funziona. Salvare implica un atto attivo di protezione.

Realizzare un sogno richiede condizioni esterne spesso non controllabili. Salvarlo – tenerlo vivo, non lasciarlo spegnere, continuare a dargli attenzione anche quando non si può fare altro – è qualcosa che dipende da te.

La pressione dell’esterno

La voce che ti dice di essere pratico, responsabile, realistico, non è necessariamente sbagliata in ogni circostanza e non va ignorata di default. Ci sono momenti in cui la responsabilità concreta è il gesto più coraggioso disponibile. Ma quando quella voce inizia a soffocare sistematicamente quello che senti come tuo, quello che ti appartiene davvero a livello profondo, quello che è la parte più viva di te e che rischia di spegnersi se non le dai attenzione, allora Modigliani ti dice qualcosa che vale la pena ascoltare.

Non come invito all’irresponsabilità totale. Come promemoria che il sogno non è un lusso da rimandare a quando le condizioni saranno migliori. Le condizioni migliori spesso non arrivano nei tempi che si spera. E i sogni rimandati tendono a non aspettare.

Una frase per chi sta cedendo

Questa frase arriva bene nei momenti in cui si sta cedendo: cedendo alla stanchezza accumulata, alla pressione esterna che non smette, al senso progressivo che quello che si vuole fare non sia abbastanza importante o abbastanza realistico per giustificare il costo. In quei momenti, Modigliani dice qualcosa di molto semplice: non cedere su questo. Non su questo specifico punto.

Amedeo Modigliani è stato pittore e scultore livornese, nato a Livorno nel 1884 e morto a Parigi nel 1920 a soli trentacinque anni, autore di ritratti e nudi tra i più riconoscibili e più riprodotti dell’arte del primo Novecento, qualcuno che ha vissuto quasi tutta la sua vita adulta a Parigi in condizioni di povertà estrema, tra privazioni e salute precaria, senza smettere di dipingere.

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